Proprio durante questi delicati giorni nei quali si sta cercando da una parte di creare una legge anti-pirateria efficace, ma forse eccessiva, e dall'altra quasi tutto il mondo di internet si sta ribellando a tale provvedimento con il timore di un drastico taglio alla libertà d'espressione, l'FBI ha deciso di concludere un'operazione legata proprio alla pirateria arrestando il fondatore di Megaupload, Kim Schmitz, e tre suoi collaboratori in quel della Nuova Zelanda, oscurando di conseguenza il sito e tutte le sue derivazioni.
Per chi non lo conoscesse Megaupload è un sito nel quale si possono caricare file di qualsiasi dimensione per poi condividerli con tutti. L'apertura di questo sito ha fatto sì che persone che lavorano con file di grosse dimensioni potessero scambiarsi materiale in modo rapido, ma ha anche offerto ai pirati una via in più per divulgare materiale protetto da copyright.
In risposta a questa operazione, l'influente gruppo hacker Anonymous ha sferrato un'offensiva con i controfiocchi, bloccando l'accesso ai vari siti legati alla giustizia americana, al sito della Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa). Il gruppo rivendica il fatto che il blocco di Megaupload non ha colpito i pirati, che possono tranquillamente trovare un altro modo per scaricare, ma tutti i fruitori legittimi del servizio che divulgavano materiale legale e file personali ora definitivamente perduti.
Secondo gli ultimi aggiornamenti pare che Anonymous abbia riaperto Megaupload sotto un nuovo indirizzo, almeno questo è quanto riferito dallo stesso gruppo su Twitter.
La guerra è aperta.