Speciale

[Gamescom09] Conferenza Electronic Arts


  Scritto da: Nicolò "Cocò" Pellegatta | Data: 2009-08-18

EA e il Gamescon: cosa giusto, cosa sbagliato

Ho bisogno di una birra” rivela Peter Moore. Una vita per videogame, prima in Sega, poi in Microsoft e ora in EA Sport. Ho proprio bisogno di una birra. Stanco, acciaccato (è pur sempre alla non facile età di 54 anni) e in debito di ossigeno. E' evidente una tale spossatezza: per lui e in lui è passato il più grande annuncio dell'appena trascorsa conferenza di Electronic Arts alla Gamescom, la fiera tedesca nata sulle ceneri della Game Convention di Lipsia. In qualità di presidente della divisione sportiva del colosso canadese ha avuto l'onere di svelare al mondo Ea Sport Active | More Workouts, espansione di EA Sport Active per Wii.
 

 
Il più grande annuncio di EA al Gamescom, nonché a ben ragione l'unico, è destinato a “reinventare l'esercizio fisico” sottoscrive Moore, attraverso una serie di prove e di attività che fanno lavorare braccia e gambe: dalla corsa allo stretching, dai saltelli agli addominali. Tutto il fascino del jogging mattutino nei salotti di casa. E' lo stesso ex presidente di Sega America a dimostrare l'efficacia del prodotto, esibendosi in ardui esercizi ginnici sotto il sole di un atollo tropicale. E' fantastico, pare aggiungere Katarina Witt, stella del pattinaggio della Germania Est, al fianco di Moore sul palcoscenico. Stanco, acciaccato e in debito d'ossigeno: il presidente di EA Sport soddisfatto per la buona performance (tutti ricordiamo la pessima figura con Rockband all'E3 2007!), non nasconde di aver bisogno a questo punto di una respirazione “bocca a bocca”. Guarda la Witt, la Witt lo guarda. I due alla fine convengono sul boccale di birra.
 
 
 
E' tutto così dannatamente calmo in quel di Colonia. Per un'organizzazione che ha deciso di seppellire la GC di Lipsia è questo lo scotto da pagare. Per una GC che di anno in anno diveniva sempre più una fiera di prestigio in grado di rivaleggiare con E3 e TGS, la Gamescom rappresenta un difficile nuovo punto di partenza. La conferenza EA ha proposto solo e soltanto una sfilza di trailer e demo gameplay. L'unico annuncio è stato quello di More Workouts: nonostante il mercato paia mai sazio di casual game, è francamente un po' pochino.
Eppure di argomenti ve ne sono comunque in abbondanza. A cominciare da quel FIFA 10 che è destinato a bissare l'incredibile successo del predecessore. Tale capitolo, atteso per il 2 Ottobre in Europa, porta a compimento il piano predisposto da EA Vancouver nel 2007 che avrebbe portato la serie, all'alba dei Mondiali in Sud Africa, a primeggiare tra i titoli calcistici. Scalciando ovviamente Pro Evolution Soccer. FIFA 09 lo ha fatto, ma FIFA 10 cosa farà per migliorare ulteriormente la formula? L' ”indiscusso miglior gioco di calcio del mondo”, così lo ha definito un Peter Moorepre-EA Sport Active, vede come base di partenza il giocatore e il suo emissario all'interno del gioco. Lo scorso anno attraverso la modalità “Be a Pro” era possibile affrontare un'intera carriera attraverso gli occhi di un unico calciatore: base di partenza tanto per il singolo, quanto per il tanto atteso 10 vs 10 online. Con FIFA 10 potrete caricare una vostra foto da applicare al vostro calciatore e da lì ispezionare ogni anfratto del titolo, dalla creazione di un team online alle nuove strategie di gioco, dagli allenamenti nella Practice Arena alla nuova IA dei portieri, dall'interazione con il sito del gioco (EA offrirà statistiche, contenuti scaricabili, ecc... in stile bungie.com) al nuovo sistema di dribbling non più limitato a 8 direzioni, ma a 360 gradi. Passo dopo passo David Rutter, il producer del gioco, sta tentando di rendere FIFA sempre meno prevedibile, non più legato a prefissate animazioni, ma in grado di calcolare e valutare in tempo reale la situazione che gli si para di fronte.
 
 
Una sfida senza dubbio difficile, così come è quella che attende gli svedesi di DICE, a questo punto si trovano nel pieno dello sviluppo di Battlefield Bad Company 2. Forti del successo di Battlefield 1943 (titolo destinato a Live Arcade e PSN, che di recente ha oltrepassato il milione di copie scaricate), dalla Gamescom lanciano la sfida nientemeno che a Infinity Ward: “rispettiamo Modern Warfare 2, ma sarà Bad Company 2 a ridefinire gli FPS online”. Ampliando la tattica di squadra, ma sopratutto garantendo una totale distruzione dell'ambientazione, tanto offline quanto online. Si sacrificano un minimo di coerenza e realismo all'altare del divertimento: approviamo. Laddove Call of Duty è, banalmente, un susseguirsi di sequenze scriptate, l'obiettivo di Bad Company 2 sarà quello di donare al giocare la facoltà di agire come meglio crede. “Destruction 2.0”, così la hanno definita i ragazzi di DICE...
 
 
Battlefield Bad Company 2 sarà disponibile in Europa a partire dal 5 Marzo dell'anno prossimo, un mese più tardi di un'altra produzione EA molto attesa. Ma anche molto criticata. Stiamo naturalmente parlando di Dante's Inferno di Visceral Games (lo studio dietro Dead Space), team sempre più intenzionato a demolire a colpi di martello le terzine del Sommo Poeta. In quel di Colonia è stato alzato il velo su una nuova ambientazione liberamente ispirata al girone degli eretici, laddove giacciono “con Epicuro tutti suoi seguaci,/che l'anima col corpo morta fanno.“ (Inferno X, vv. 14-15). In tale sequenza ritroviamo un Dante intento a massacrare “'l secondo Federico” (v. 119), l'imperatore Federico II di Svevia, e scegliere poi, secondo la meccanica “Righteousness“ quivi svelata, se destinare la sua anima al Paradiso oppure abbandonarla ne “la città del foco” (v. 22). E noi che pensavano all'Alighieri come un semplice peregrino...
 
 
Non è di certo un “semplice peregrino” il Jack Black di Brutal Legend, l'attesissimo action di Double Fine, scritto, diretto e interpretato (??) dal geniale Tim Shafer. Impegnato la “scorsa settimana uccidendo...un gruppo di avvocati” (continua la disputa legale tra EA e Activision per il possesso dei diritti di Brutal Legend), nella sua “prima volta a Colonia”, il creatore di Grim Fandango e Psychonauts si è protratto nel descrivere la modalità cooperativa del titolo (assieme alla vostra partner Ophelia sarete in grado di sferrare attacchi combinati: lanciandola contro i nemici, sarà come lanciare “una Cuisinart [marca di elettrodomestici molto diffusa negli Stati Uniti] vivente” ironizza Shafer) . Non prima di aver presentato l'intera gamma di armi, le quali saranno tutte potenziabili: l'ascia, la chitarra (le corde della stessa saranno intercambiabili), l'automobile. Potrete cromare tutti gli oggetti, cosa molto utile dal momento che “il sangue rovina il cromato”.
Brutal Legend si offrirà in prova dal 17 Settembre per poi approdare in versione completa con il sopraggiungere di “Rockoctober”.
 
 
Al che sul palco è salita Bioware, al Gamescom con ben tre titoli, di cui due imminenti. Ray Muzyka, CEO della società, ha iniziato parlando di Dragon Age Origins. “Non potete acquistare un 'rollespiel' migliore di Dragon Age” dice rivolgendosi ai convenuti tedeschi. Rollspiel è l'equivalente di Role-Playing. Origins sarà una produzione focalizzata sul gioco di ruolo classico, stile Dungeons and Dragons e, quindi, stile Baldur's Gate, titolo che lanciò Bioware nell'ormai lontano 1998. L'esperienza, fruibile attraverso la Collector's Edition d'ordinanza, si interfaccerà con il futuro (ma nemmeno troppo) Mass Effect 2, in una arguta manovra marketing, ma al tempo stesso un chiaro sintomo della grande apertura mentale di Bioware, capace di passare da una ambientazione all'altra sempre con eleganza e qualità. Secondo tassello di una composita trilogia, il sequel del gdr spaziale permetterà anzitutto di importare il salvataggio da Mass Effect, ma sopratutto sarà posta molto importanza al gruppo, andando, si spera, a narrare una trama maggiormente curata ed espansa rispetto al precedente episodio.
 
 

 
Espandere i confini dell'universo ludico non è solo una prerogativa di Mass Effect 2, ma è anche l'imperativo di The Old Republic, MMORPG in sviluppo fianco a fianco con Lucas Arts incentrato sull'epopea fantascientifica di Star Wars. Per essere una società che ha sempre proposto grandi esperienze single player, The Old Republic potrebbe essere una grande gatta da pelare per Bioware, ma potrebbe anche “essere il più grande progetto di virtual organization di ogni industria”, incoraggia Darrel Rodriguez, attuale Presidente di Lucas Arts. E' inevitabilmente destinato a raggruppare tutti i fans di Star Wars, che non sono nemmeno pochi. Per questo The Old Republic, come già saprete sarà “il primo 'fully voice' MMO”. Per questo l'impegno è ora rivolto al processo di localizzazione: “Stiamo localizzando” ha aggiunto Rodriguezcompletamente l'intero gioco in francese e tedesco”, oltre all'inglese. A riprova di ciò ecco il trailer dell'E3 doppiato nella lingua di Goethe.
 
 
In chiusura si è dato ampio spazio a Need for Speed Shift (non dimenticate la “f”!), titolo che ambisce (e finora con un certo successo) a ridefinire le serie, caduta in disgrazia con le ultime uscite. Shift si presenta come una “vera esperienza di guida” per usare le parole del Producer del gioco Jesse Abney: destinato a Xbox 360, Playstation 3, PC ePSP e curato da Slightly Mad Studios, già al lavoro su GTR 2, il titolo sfoggia un comparto grafico ultradettagliato, mentre dal punto di vista del gameplay si sofferma sulle “Driving Cards”, schede personali di ogni giocatore, sulle quali vengono annotati tutti i progressi e i record.
Need for Speed Shift è ormai dietro l'angolo: il 17 Settembre sarà già sugli scaffali. EA lo promuoverà senz'altro con impegno e serietà. Si spera con una convinzione maggiore di quella con cui è volata a Colonia...
 
 
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