Giochi di donne

Icone femminili di un mondo che cambiaScritto da Erika PezzatoMail@ kerikappail 08 marzo 2016
Giochi di donne Speciale

L'anno era il 1986, il finale di Metroid augurava al giocatore una “duratura pace nello spazio” quando il protagonista finalmente si toglie la tuta e... Sorpresa sorpresa, il soldato spaziale tutto d'un pezzo era una donna.

Questo evento, ora come ora, potrebbe sembrare una cosa di poco conto, ma in realtà quella fu la prima volta che l'eroe guidato dal giocatore non era un uomo; si rompeva quindi la tradizionale figura femminile di “donzella in pericolo” per dare il via ad un'immagine tutta nuova nello scenario della produzione videoludica.


Belle e pericolose

Si sa che il videogioco si è presentato inizialmente come un prodotto diretto principalmente ad un pubblico maschile e di fatto non c'è da meravigliarsi nel constatare che le prime icone femminili proposte fossero prima di tutto dei veri e propri sex symbol. Ciò non cambia che anche se oggettivamente belle e provocanti, queste donne si presentavano del tutto al pari degli uomini in quanto a forza e capacità.

I primi esempi che ci vengono in mente sono i personaggi dei picchiaduro proposti nei cabinati delle sale giochi, prima a tutti la cinese Chun Li, uno dei personaggi più celebri di Street Fighter; meno famosa ma decisamente più d'impatto la provocante vampiressa Morrigan di Darkstalkers, di cui magari nessuno ricorda le mosse ma della quale di certo tutti hanno un vivido ricordo del generoso davanzale.

L'evoluzione dei giochi di lotta più o meno resta sempre su questa politica visto che non richiedono chissà che trama o personalità dei personaggi, ma alla fine giocando alla saga Tekken ogni tanto anche noi donne piace vestire i panni di una prorompente femme fatale come Nina Williams, ammettiamolo...


Il fenomeno Tomb Raider

Di certo non si può evitare che le donne virtuali si presentino come un oggetto del desiderio di tanti maschietti, dato che di ragazze videogiocatrici ce ne erano molto poche (almeno fino ad alcuni anni fa), ma il fatto che l'eroe potesse essere indifferentemente sia uomo che donna spiana la strada ad una visione molto più ampia del tipico personaggio d'azione.

Caposaldo di questa idea è quella che diventerà per tanti versi un simbolo universale degli eroi dei videogiochi, vale a dire l'archeologa avventuriera Lara Croft, lei che più di chiunque altro ha saputo emergere nell'immaginario collettivo come figura femminile forte. Lara è sì bella e provocante, ma anche intelligente e coraggiosa, oltre ad essere una campionessa con le armi ed agile come pochi. Oltre a far innamorare generazioni di giocatori, ha saputo imporsi come icona per le giocatrici (che ci sono sempre state, fidatevi) le quali erano a dir poco felici di vedere una donna in grado di affrontare da sola tutte le difficoltà che le si paravano davanti. Ma quale cavaliere? Dateci un paio di Desert Eagle e siamo a posto!


Un passaggio tra due secoli

La PlayStation si è prepotentemente guadagnata un posto di rilievo nel campo delle console e nel mondo videoludico in generale. Gli anni '90 sono stati gli anni di titoli che in un modo o nell'altro hanno fatto storia e che vengono ancora ricordati con nostalgia da chi ha vissuto l'infanzia e l'adolescenza nel periodo di passaggio tra il XX e il XXI secolo.

In questi anni uno dei titoli che metteva alla prova i nostri nervi era il survival horror Resident Evil, gioco “violento e sanguinoso” per gli standard di allora, ma che si rivelava interessante perché dava la possibilità di giocare due storie parallele a seconda del personaggio scelto. I protagonisti infatti erano due: Chis Rendfield e Jill Valentine, e quest'ultima tornerà come protagonista del terzo capitolo ufficiale della saga, Resident Evil 3 Nemesis. Questa serie non si è mai privata di figure femminili d'azione, le quali non si lasciano spaventare più di tanto da morti viventi antropofagi che infestano case e città, ma imbracciano le armi e fanno di tutto per sopravvivere.

Di tutt'altro stampo ma altrettanto celebre è la saga di Final Fantasy che sempre in questi anni ha visto il suo periodo più fiorente sfornando tra i giochi più belli della storia dei videogame e che hanno dato vita ad icone femminili di tutto rispetto e di tipologie a volte molto differenti ma assolutamente d'impatto. Oltre a donne d'azione come Tifa Lockheart o alla più recente Lightning ci troviamo di fronte a figure apparentemente più aggraziate e indifese ma dotate di grande forza di spirito, che rivoluziona ulteriormente l'immagine della donna in questo frangente: sono di questo stampo personaggi come Aeris, Garnet o Yuna, le quali, facendo parte di un jrpg, possono presentarsi meno abili nelle abilità marziali essendo dotate di magia, inoltre sono ben inserite in un contesto che punta molto di più sulla narrazione di una storia e quindi di una maggiore introspezione dei personaggi. Non è un segreto che queste tre ragazze incarnino un tipo di forza molto più nota nella realtà che viviamo, ossia l'abnegazione e lo spirito di sacrificio, ossia un coraggio non di spada ma di cuore.

Questo tipo di filosofia lo si può trovare anche in un altro celeberrimo titolo, noto non solo per la giocabilità ma anche per la straordinaria introspezione dei personaggi, ossia Metal Gear Solid. Benché i personaggi femminili presentati non siano giocabili, sanno lasciare un segno indelebile: Meryl è la più anticonvenzionale donzella da salvare, perché nonostante sia un ostaggio riesce ad evadere da sola dalla sua cella e mostra una potenza di fuoco non indifferente, inoltre preferirebbe la morte pur di non essere un rallentamento per la missione. Passando dalla parte dei “cattivi” non si può invece non nominare la splendida Sniper Wolf e il suo bellissimo discorso di commiato, una poetica rappresentazione di cosa sia in grado di fare la guerra ad un essere umano.​


La strada per essere donna

Parlando della saga di Metal Gear Solid è giusto menzionare l'indecifrabile figura di The Boss, che segna definitivamente un punto di svolta nella figura della donna nel mondo dei videogiochi. Nonostante sia un personaggio non giocabile è praticamente il perno intorno al quale ruota tutta la narrazione di Metal Gear Solid 3: Sanke Eater ed è simbolo assoluto della donna forte che non ha dimenticato la sua natura e che è dotata di un enorme spirito di sacrificio spinto da un innato istinto materno mai appagato. The Boss è indubbiamente una delle prime vere icone femministe ufficialmente presenti in un videogame famoso.

Dando uno sguardo alle ultime produzioni videoludiche ci rendiamo conto di un graduale ma significativo cambiamento riguardo la concezione dei personaggi femminili. L'icona sex symbol sta lasciando il posto ad una bellezza più vera e genuina, i personaggi forti non sono più algide valchirie armate ma donne con sentimenti e dubbi, che nonostante le debolezze mostrano una forza non indifferente. Si pensi all'evoluzione di Lara Croft, meno provocante, più fragile, ma comunque letale. Altro ottimo esempio lo si può vedere nel personaggio di Jodie (interpretato da Ellen Page) nell'esperienza interattiva di Beyond: Due Anime, dove il giocatore si ritrova ad accompagnarla nella sua straordinaria vita immergendosi in un oceano di emozioni, degno di un film di Hollywood.

Come apice dell'evoluzione dell'eroina dei videogiochi si potrebbe menzionare senza dubbio Ciri, altro personaggio giocabile oltre a Geralt in The Witcher 3: Wild Hunt, indubbiamente uno dei giochi migliori degli ultimi tempi. Ciri è l'emblema dell'eroe epico, dotata di poteri sovrannaturali e di un'abilità straordinaria con la spada; ha un animo compassionevole ma sa essere spietata con i nemici, è bella, ma di una bellezza autentica, non priva di difetti ma che non resta indifferente. Ciri è incarnazione della natura discordante di una donna che sa porsi come modello da seguire perché, come ogni eroe, il suo destino è quello di salvare il mondo ad ogni costo.

Grazie forse anche al progressivo ampliarsi del pubblico delle videogiocatrici, la figura della donna nell'ambito videoludico sta imboccando una splendida direzione, in grado di creare icone sempre più positive sia per le ragazze che per i ragazzi. Se questa è la direzione futura per le donne dei videogame, ben venga.

SCHEDA
Cover

  • data d'uscita:
  • produttore:
  • sviluppatore:
Scheda completa...