Speciale

Scrivere Videogiochi : Il Mestiere del Narratore Digitale


  Scritto da: Matteo "Scanna" Scannavini | Data: 2011-11-16

Parte a Bologna un interessante corso sulla sceneggiatura dei videogames

Diciamocelo chiaramente, chi tra di voi volesse avere un futuro nel mondo dei videogiochi che conta per magari un giorno essere citato nei titoli di coda di Uncharted 6: la pensione di Drake, difficilmente potrà realizzare il suo sogno restando in suolo italico. Le grandi aziende infatti si concentrano tutte principalmente in tre paesi: Giappone, Stati Uniti in primis e poi Canada grazie ad una particolare legislazione molto aperta e a sussidi governativi.
Lo sviluppo di titoli mainstream in Europa è senza dubbi un mercato secondario, facendo eccezione ovviamente per l'onnipresente e francese Ubisoft; inutile dire che anche in Italia la situazione non è differente: solamente due studi – Ubisoft Milano e Milestone – si possono definire vere software house da grande distribuzione, mentre le case leader del settore (Nintendo, EA, Sony, ecc.) possiedono solamente sedi di distribuzione e commerciali nel Bel Paese.
Quello che forse non tutti voi sanno è che gente che fa dei videogames non solo la sua passione ma anche un mezzo di sostentamento ce n'è pure qui da noi, anche se è divisa in tanti studi di sviluppo medio-piccoli, come tante città-stato per una volta nella storia non in lotta tra loro, ma in sana competizione sorretta da un desiderio comune di far crescere un media che in Italia fa ancora fatica a decollare. Attenzione, non stiamo parlando di vendite o di conoscenza globale dei videogiochi da parte del pubblico, visto che entrambe sono in costante ascesa (e il recente successo della Games Week a Milano ne è testimone), ma più che altro della concezione di poter vedere di giochi elettronici come opportunità di lavoro e sentiero da perseguire. Insomma, smettere di considerare il game designer magari come uno di quegli impieghi-sogno irrealizzabili alla stregua dell'archeologo dell'avventura o del ginecologo delle star.

Non solo Assassin's Creed

Tra le software house italiane potreste conoscere il nome di Koala Games (recentemente diventata TiconBlu ndr), fondata nel 2003 e autrice principalmente di giochi ludo-didattici come simulatori di guida per la patente o per sensibilizzare su alcuni argomenti sociali, da usare in scuole o altre istituzioni pubbliche. Ebbene, è il fondatore di Koala Games e già direttore di produzione di Simulmondo, Ivan Venturi (il rimando qui per una breve biografia ), la persona che dirigerà un qualcosa di unico nel panorama italiano (fanno eccezione un paio di corsi di laurea che si stanno sperimentando in giro per la penisola, di cui uno di livello Master presso la LUISS di Roma ndr): un corso di sceneggiatura videoludica.
Presso la Bottega Finzioni di Bologna, sotto l'ala protettiva di un luminare della scrittura come Carlo Lucarelli (paura eh?), infatti sta per prendere il via il primo corso chiamato “Scrivere Videogiochi – Il mestiere del narratore digitale”, sul quale potrete trovare tutte le informazioni pratiche come costi, modalità di iscrizione e orari sul sito www.bottegafinzioni.it. Se dopo questo articolo vi venisse intenzione di partecipare, vi avvertiamo subito di “darvi una mossa”: ci sono solo 20 posti disponibili e le iscrizioni si chiuderanno verso fine mese!
Nell'interessante chiacchierata che abbiamo avuto con il gentilissimo – e sincero appassionato del suo lavoro – Ivan al Museo della Musica di Bologna, ci è stata data l'occasione di apprendere qualcosa in più a proposito del corso, in particolare per quanto riguarda cosa effettivamente verrà svolto a lezione e che prospettive potrebbe avere un ragazzo dopo aver magari superato le 200 ore di laboratorio con successo.
Lezione” è poi una parola che Ivan non usa volentieri, non considerandosi un vero insegnante, ma piuttosto una persona che cercherà direttamente di insegnare e tramandare il proprio lavoro ai partecipanti al corso/laboratorio, facendoli direttamente interagire con tutte le tecnologie, i programmi e le meccaniche che permettono di costruire un videogame, non solo dal punto di vista della sceneggiatura come potrebbe sembrare, ma nell'insieme. Secondo Ivan infatti in Italia ci sono tantissimi abili modellatori 3D, tecnici audio-video, doppiatori o programmatori, ma quello che manca è la persona capace di mettere per iscritto il lavoro e di dirigere le operazioni: è qui che la Bottega entra in azione.
Per realizzare un gioco infatti dovete sapere che è praticamente necessario, prima di passare alla modellazione o alla costruzione degli ambienti e dei personaggi, scriverne l'anima su carta, uno storyboard dettagliato che descrive tutto ciò che dovrà apparire a schermo. Il lavoro dello sceneggiatore però, a meno di lavorare per una grande industria dove i compiti sono molto specializzati, non può esulare dalle conoscenze pratiche sul mestiere del programmatore, visto che il controllo del budget è poi la parte più importante di tutte. In pratica, è inutile descrivere e immaginare una foresta come quella intorno allo Chateau di Uncharted 3, se poi abbiamo solo i soldi per realizzare un bosco simile ai Lost Woods di Ocarina of Time. Scrivere videogiochi è quindi focale, è definire il budget, è dirigere con la bacchetta il lavoro degli altri.

Carlo Lucarelli, supervisore del corso


Il laboratorio

Durante le quattro ore settimanali che partiranno questo gennaio prossimo per chiudersi a dicembre 2012, i ragazzi che avranno superato le selezioni (20 in totale) cercheranno perciò di apprendere questo mestiere del narratore digitale, applicando direttamente le conoscenze appena acquisite su lavori reali, da costruire insieme durante il corso. Gli sviluppatori di TiconBlu e altri personaggi del mondo dello scenario software italiano si alterneranno nell'aiuto degli studenti per realizzare come una squadra titoli fatti e finiti, magari destinati al mercato - molto florido per gli sviluppatori Indie (significa indipendenti, come Koala Games, dal budget certamente inferiore alle grandi case internazionali ndr) - dei giochi per cellulari e tablet iOs ed Android.
Se fare dei videogiochi il vostro futuro è sempre stato un vostro sogno, vi consigliamo allora di consultare il sito della Bottega Finzioni e sbrigarvi a compilare la domanda di iscrizione, specialmente se siete interessati a dedicarvi al panorama indipendente, aiutando a creare un substrato italiano che poi in futuro potrebbe fungere da base per lo sviluppo di aziende di alto livello e influenza. Probabilmente il corso della Bottega, come ci dice il buon Venturi, non è il percorso che dovreste seguire se foste veramente ambiziosi – ma anche disposti a lavorare in ambienti forse impersonali e poco creativi, dominati dall'ossessione del guadagno – e inclini a diventare parte dell'industria mainstream, ma se invece apprezzate il mercato indie, siete disposti magari a partire dal basso e soprattutto a seguire la vostra passione, a Bologna c'è qualcosa di veramente succoso e interessante che sta per aprire i battenti.

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