Prima l’annuncio in occasione del recente E3 e l’imminente sospetto neanche troppo celato che potesse diventare il vero antagonista di un colosso quale Grand Theft Auto, ora la quasi sicura conferma: C.O.P.: The Recruit sta per arrivare su Nintendo DS, portando con se una sempre più crescente attesa di pari passo con la laconica domanda: è veramente un titolo che merita? La risposta è certamente positiva, per quanto è stato possibile vedere.
In sostanza, a cosa siamo di fronte? C.O.P.: The Recruit è un action-avventure sviluppato da Ubisoft (non certo la prima Software House di passaggio) in esclusiva (e anche questa è una notizia) per Nintendo DS ambientato nella malavita americana in cui, nelle vesti dell’eroe improvvisato di turno, dovremo compiere missioni pseudo-impossibili tra sparatorie e folli inseguimenti. Da qui la somiglianza con il ben più blasonato GTA: Chinatown Wars è presto fatta e viene quasi spontaneo chiedersi quanto quest’ultimo possa essere affetto da quella cronica malattia commerciale chiamata concorrenza. E’ possibile realizzare un videogioco su Nintendo DS superiore sul piano prettamente tecnico a Chinatown Wars? Sono proprio le missioni impossibili ad attrarre i caparbi e Ubisoft non ha certo nulla da invidiare a Rockstar.
New York è in pericolo!
“Arrancare: il lento, faticoso, deprimente, ma determinato procedere di un uomo che non ha più niente nella vita, tranne l'impulso di dover, semplicemente, continuare la lotta” - Geoffrey Chaucer.
Ci serviva una frase per iniziare questo articolo. Tra i nostri archivi aforistici (prettamente mentali) abbiamo pensato di utilizzare questa, che più permette di sintetizzare il filo narrativo della storia. Impersoneremo Dan Miles, un ex pilota di corse clandestine che si credeva inacciuffabile, fintanto che il detective Winter non riesce a fermarlo e a sbatterlo al fresco. Fin da subito però nasce intesa fra i due, così Winter decide di arruolare Miles nel programma speciale anticrimine come infiltrato delle forze poliziesche C.O.P., al fine di sgominare la terribile banda terroristica denominata “Bomb Zombie” che terrorizza la città di New York. Con l’aiuto pratico di Crimp, un informatore segreto dalla vita privata ignota, e quello morale di Casey, l’affascinante sorella minore di Winter destinata ovviamente a sciogliere il cuore del protagonista, parte questa avventura un po’ “obbligata” ma soprattutto necessaria per evitare un misero ritorno in cella. Miles è quindi destinato ancora una volta a lottare, ad arrancare; prima per la passione per le folli corse clandestine, poi per necessità, sempre e comunque in lotta, con il bene e con il male.
60 fps, chi offre di più?
Come detto ad inizio articolo, non basta una buona e intrigante trama per battere Chinatown Wars. E’ soprattutto necessaria una realizzazione tecnica al di sopra (e di parecchio) dello standard, qualcosa che possa meravigliare. C.O.P: The Recruit sembra proprio in grado di questa impresa. Annunciati i 60 fps (teorici o effettivi è tutto da verificare) stupisce di primo impatto l’elevata caratura grafica interamente tridimensionale e in terza persona, sia riguardo la guida delle vetture che durante le sparatorie; visuale che passa poi in prima persona durante le fasi di spionaggio.
Se da un lato basterebbe già la grafica a reggere il confronto, dall’altro canto ci pensa il gameplay a rendere ancora più avvincente l’esperienza di gioco. Essendo a tutti gli effetti un poliziotto, avremo a nostra disposizione un discreto numero di armi (tra pistole, fucili, mitraglie e chi più ne ha più ne metta) e diverse vetture per ogni occasione, da quella sportiva per gli inseguimenti (ricordandoci la vera passione del protagonista!) a quelle di sfondamento e addirittura la limousine di lusso (piacerà a Casey?).
Quanto all’uso del touch screen, se per quanto riguarda le fasi di guida adempiremo all’uso della classica pulsantiera, lo schermo tattile verrà impiegato per il resto del gioco, utilizzandolo come mirino nelle sparatorie e come strumento di intercettazione per tenere sotto osservazione chi di dovere.
La profondità di gioco promette un totale di 60 missioni giocabili in una ventina di ore ed è forse questo l’aspetto che più necessita di punti interrogativi, sperando che durante l’avventura non si incappi nel terribile ostacolo invalicabile della ripetitività. Quanto ad una possibile modalità multiplayer ancora nulla è stato dichiarato, possibile quindi che resti in modalità giocatore singolo e ciò potrebbe abbassare anche in modo piuttosto pesante l’appeal del titolo.
Concludendo, ci sono buone, se non ottime, possibilità che C.O.P.: The Recruit si riveli all’altezza di GTA: Chinatown Wars, se non riuscendo a superarlo in determinate qualità tecniche. L’unico dubbio che rimane è la durata di gioco legata ad un multiplayer su cui tutto tace. Solo all’uscita nei negozi questo Autunno ne sapremo di più e scopriremo se GTA è stato realmente contagiato da quella commerciale e fastidiosa malattia sopracitata.
cop
Scritto da: Dartagnan 17-09-2009 20:01