A quanto pare i piani di
Ubisoft per la bianca console N non contemplano solamente un mare di software dedicato alla ‘facile’ utenza casual, anche perché se si esclude il recente
Red Steel 2 viene a galla un trattamento alquanto diverso da quello che invece toccò al vecchio cubo o, volendo considerare i tempi più recenti, alle console in alta definizione.
Vuoi per il lavoro di conversione non certo favorevole, o un riscontro sul mercato non sempre soddisfacente dei titoli appartenenti a generi più sofisticati -o che richiedano un “palato” più raffinato volendo- il supporto di Ubisoft per la piattaforma
Nintendo ha sempre ricoperto un target più ‘aperto’ e senza grosse pretese.
Su questo primo appunto di certo non vi sono dubbi, a meno che non si prenda in considerazione il su citato
Red Steel 2 col quale il team francese si è in qualche modo ‘riscattato’ nei confronti di coloro che hanno una certa fame di giochi appartenenti alla vecchia scuola, stanchi dell’ennesimo party game sottosviluppato.
Oltre al peculiare sparatutto lame e pallottole, in passato su
Wii abbiamo avuto modo di giocare una rivisitazione dell’ultimo episodio che (nella scorsa generazione) pose fine alla trilogia di
Prince of Persia, inaugurata nel 2003 con quel capolavoro indiscusso che fu ‘
Le Sabbie del Tempo’, il quale dipinse il Natale di molti giocatori delle atmosfere da Mille e una Notte tipiche della serie.
Proprio all’ultimo episodio toccò l’arduo compito di rimediare ad alcune magagne combinate da Ubisoft col secondo capitolo che si discostava non poco dalle atmosfere magiche de ‘Le Sabbie del Tempo’ presentandosi difatti troppo cupo e coatto sia nella narrazione che nel gameplay, che poneva stavolta maggiore enfasi sui combattimenti mettendo l’esplorazione in secondo piano; figlio anche delle mode del tempo che lo videro bagnarsi di una violenza gratuita, senz’altro fuori luogo.
Un anno più tardi quindi ‘
I Due Troni’ riuscì nell’impresa di rimediare a questi difetti rivalutando la componente esplorativa e addolcendo un po’ i toni e la caratterizzazione del principe avvicinandosi alle atmosfere del primo episodio.
Di questo capitolo di chiusura abbiamo visto giungere una riedizione per
Nintendo Wii , precisamente nel 2007 e praticamente identica all’originale con in aggiunta la sola implementazione dei controlli
Wii , tra l’altro mal adattati. Di conseguenza il gioco mascherato col nome di
PoP: Rival Swords non proponeva nulla di nuovo e semmai qualcosa in meno all’episodio originale.
Allora Ubi conscia di questa malefatta promise, in un futuro alquanto prossimo un PoP interamente costruito sulle peculiarità di
Nintendo Wii .
Che sia arrivato il momento?
Un gradito ritornoNonostante la trilogia si sia chiusa un bel po’ di tempo fa con a seguito un capitolo del tutto slegato, pubblicato per i soli formati HD i fasti de ‘Le Sabbie del Tempo’ non sono mai stati replicati e anche Ubisoft ne è al corrente.
Alla luce di ciò nasce
Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate previsto per tutti i formati, nessuno escluso; a quanto pare però la versione
Wii sarà sviluppata con una storia a se e un gameplay pensato apposta per questa versione che sfrutti al meglio le potenzialità del telecomando Nintendo.
L’episodio in questione si colloca in una finestra temporale tra il primo e il secondo episodio della trilogia, il principe quindi dopo aver lasciato il regno del padre intraprende un viaggio che lo porta alla conoscenza di un regno corrotto in cui combattere per ripristinare la pace in un contesto orientale e magico lontano dalle atmosfere dark del secondo episodio della trilogia.
Ritorna quindi il feeling che allora rese famoso il primo episodio, ritornano le sabbie e si ritorna a giocare con la quarta dimensione, attraverso tutto il campionario di mosse e acrobazie, mezzi utili in combattimento ma fini all’esplorazione dei livelli che a questo giro offrono diversi approcci coi quali essere affrontati; gli sviluppatori difatti non nascondono la presenza di aree segrete da scovare grazie ai poteri rinnovati delle sabbie.
Ebbene il team sembra essersi sbizzarrito con l’uso del nuovo sistema di controllo che appare questa volta implementato in modo più fantasioso proponendo a quanto pare non il solito adattamento nella mappatura dei comandi o del waggle del remote ma dei poteri da sfruttare attraverso le potenzialità uniche del telecomando
Wii.
Potremo farne uso grazie all’aiuto di una sorta di fata il cui ruolo nella trama non è stato ancora chiarito; tramite il puntatore quindi è possibile sfruttare questi poteri che annoverano: l’anello di sabbia, utile per creare appigli a cui aggrapparsi durante le fasi esplorative, il pilastro di sabbia che invece crea una sinuosa scia azzurrina che permette di sollevarsi da terra per raggiungere aree verticali, e infine la sfera di sabbia che funge da seconda piattaforma se attivata quando si è sospesi nel vuoto.
Ogni potere quindi funge tramite il puntatore ed è possibile utilizzarli in sequenza per raggiungere luoghi impensabili, offrendo possibilità esplorative inedite tutte da provare.
La profondità quindi non dovrebbe mancare e se consideriamo che questi poteri hanno una certa dualità nel loro uso queste possibilità non possono che espandersi lasciando al giocatore di agire nei modi a lui più consoni; in combattimento infatti le stregonerie della piccola alleata hanno poteri di supporto o difensivi: l’anello di sabbia ad esempio può congelare un nemico e quindi renderlo inoffensivo per un certo lasso di tempo, tramite il pilastro di sabbia è possibile scagliare in aria i nemici per stordirli momentaneamente una volta caduti a terra in modo da permettere al principe di attaccarli e non meno importante è la sfera che come è facile intuire assume una funzione difensiva che rende il principe invulnerabile agli attacchi nemici.
I combattimenti di cui sopra vanno affrontati però con la spada, mentre i poteri descritti hanno la funzione di supportare il principe senza alcun valore offensivo.
Il sistema di combattimento è affidato al motion sensing, tramite il wiimote è possibile sferrare fendenti impugnando la spada mentre al nunchuck è relegato l’uso dei pugni; ma il campionario di mosse a disposizione non finisce di certo qui, un tasto permette di afferrare i nemici per scagliarli al suolo, e c’è anche una sorta di colpo di grazia in grado di finirli con un colpo solo o un attacco tornado del tutto simile allo spin attack di Link in Zelda, in grado di far ruotare vorticosamente i nemici che ci circondano per poi attaccarli in un secondo momento.
Come da tradizione quindi i combattimenti si prospettano profondi e spettacolari, soprattutto una volta considerate le numerose possibilità offerte dal sistema di controllo, le innumerevoli combinazioni attuabili tra le innate doti acrobatiche del principe e i poteri offerti dalla misteriosa fata che governa il potere delle sabbie.
Un’altra peculiarità che oramai è più una moda che altro e che sarebbe risultata singolare più la sua assenza che non lo stesso inserimento, riguarda la possibilità da parte di un eventuale secondo giocatore di partecipare alle vicende tramite un telecomando aggiuntivo col quale tracciare delle linee indicando percorsi secondari durante le fasi esplorative o venire in soccorso al principe dimostrandosi utile in diverse occasioni; può infatti incidere sull’avanzata dei nemici rallentandoli, o fare lo stesso con le trappole sparse per i livelli in modo da facilitare la vita al nostro, che a quanto pare difficilmente riuscirà a vivere con serenità la sua vita principesca.
Un mondo “contaminato”Tutte queste caratteristiche verranno messe in scena da un motore grafico che si muove a 60 frame al secondo garantendo quindi, a detta degli sviluppatori quella fluidità che da sempre distingue le animazioni delle movenze aggraziate del principe.
Da ciò che si è potuto evincere però il nostro personaggio risulta un tantino legnoso nelle stesse animazioni, soprattutto nelle fasi esplorative dove le movenze paiono quindi molto meno aggraziate del solito…
Inoltre il motore grafico pare concedersi un livello di dettaglio troppo basso mettendo in scena delle texture non propriamente impeccabili, anzi forse troppo slavate e ‘impastate’ che impediscono di distinguere al meglio le superfici sulle quali sono poste.
Il principe stesso pare caratterizzato malamente con un modello alquanto grezzo e povero di attenzioni; alla luce di ciò è venuta a galla la solita malefatta: sebbene il gioco in questione sia sviluppato ad hoc per
Nintendo Wii non si può dire lo stesso del motore grafico che pare lo stesso medesimo della versione
PSP .
Ecco che quindi la piattezza delle animazioni risulta fondata, complici le diversità hardware delle due console e le differenze a livello di gameplay delle due versioni che richiedono senz’altro attenzioni diverse, perlomeno per quanto riguarda il comparto visivo.
Una cocente delusione? L’ennesimo porting psp?