Diablo III [Update]

Affilate le spade, lucidate i bastoni e spolverate archi e balestre: si ritorna a Sanctuary!
Scritto da Antonio "Aurenar" Pattiil 15 marzo 2011
Diablo III [Update] Anteprima

Undici anni fa arrivava Diablo II, gioco di ruolo d'azione che ancora oggi riceve patch di aggiornamento e viene giocato da milioni di giocatori in tutto il mondo. Il primo episodio di questa serie risale al 1996, ha gettato le fondamenta per un nuovo tipo di videogiochi (gli action-gdr) e con il suo seguito ha posto un'autentica pietra miliare nella storia del nostro passatempo preferito. Clonato e scimmiottato da decine di titoli, qualcuno è riuscito ad accattivarsi le simpatie dei giocatori (Sacred e Titan Quest per esempio) ma moltissimi affermano che “come Diablo non ce n'è”. La versione definitiva di Diablo III è stata annunciata ufficialmente nel 2008 ma già sette anni prima trapelavano le prime indiscrezioni su questo titolo. Non si sa ancora se questo sarà l'anno buono per vederlo sugli scaffali ma l'attesa è spasmodica: Blizzard è famosa per i tempi geologici di gestazione e quindi non ci resta che aspettare. Facciamo il punto della situazione su quello che – senza ombra di dubbio – sembra essere il più atteso Gdr d'azione di sempre.


Tanto tempo per costruire qualcosa, pochissimo per distruggerla

Come abbiamo già accennato, il terzo capitolo della serie Diablo comincia a far parlare di sé nel lontano 2001, quando Blizzard Entertainment si chiamava ancora Blizzard North e al suo interno lavoravano Max ed Erich Schaefer (designer e co-designer) ormai migrati in un altro studio di sviluppo. Le prime immagini di Diablo III rilasciate al pubblico erano emblematiche: vi era ancora l'attaccamento alla grafica 2d, principalmente composta da sapienti “sprite” (per chi non lo sapesse, era la tecnica grafica che precedeva gli odierni poligoni tridimensionali), le atmosfere erano quelle dark e goticheggianti che hanno sempre accompagnato i giocatori. La telecamera offriva diversi livelli di zoom, e questa era una delle piccole grandi novità che Diablo III prometteva di portare in auge. Non ci è dato sapere il motivo, ma gli sviluppatori hanno pensato di demolire tutto il lavoro fatto nel corso degli anni e ricominciare da capo; tre volte, i lavori per Diablo III sono cominciati e per ben due volte il progetto è stato cancellato per ricominciare da capo: speriamo solo che questa sia la volta buona. A detta degli sviluppatori, essi non rilasceranno la loro fatica finché non saranno pienamente convinti della sua massima qualità. A voler ben sperare, le presentazioni in pompa magna alla Blizzcon 2010 e le recenti dichiarazioni da parte dei portavoce di Blizzard, sembrano suggerire che questa volta il gioco sia in avanzato stato di sviluppo, praticamente è completo in ogni sua parte e questo tempo viene impiegato per l'aggiunta di tutti gli oggetti, gli abbellimenti e le limature necessarie per confezionare un prodotto esente da difetti.


La perfezione non esiste ma Blizzard la pretende

Graficamente il titolo è radicalmente diverso da quello presentato anni fa: i personaggi, i nemici e i fondali sono interamente costituiti da grafica 3d e da animazioni estremamente realistiche, inoltre è stata abbandonata l'atmosfera cupa, oscura, spettrale e gotica a favore di tonalità più calde e colori più vivi. Ovviamente non sono mancate le rimostranze dei giocatori di vecchia data, che avevano raccolto fino a cinquantamila firme per convincere Blizzard a tornare sui suoi passi e mantenere la grafica “vecchio stile”, ma tutto ciò non è bastato. Una sorte analoga ha subito il motore fisico: in passato, la gestione della fisica, era affidata al sempiterno Havok, ma d'un tratto gli sviluppatori hanno pensato che un motore fisico creato da loro stessi sarebbe stato più performante e più adatto alle proprie esigenze. Anche in questo caso si è assistito ad un'opera di “demolizione”, che ha fatto slittare ulteriormente le date di rilascio annunciate. Questa ricerca - quasi ossessiva - della perfezione in ogni aspetto del gioco, è impressionante ma al contempo scoraggiante: sembra che Blizzard voglia confezionare “il gioco perfetto” pur sapendo che la perfezione non esiste. Riusciranno a conciliare questa eterna insoddisfazione dei loro sforzi con un risultato finale d'avanguardia?


“Vengono dalle fo****e pareti!”

Se c'è un aspetto che, in tutti questi anni, è un leitmotiv di ogni gdr d'azione che si rispetti, è la presenza di valanghe di nemici da falciare con armi bianche, armi a distanza, abilità e magie di distruzione di massa di ogni sorta. Altro filo conduttore è che il cammino del nostro alter-ego è sempre ostacolato da creature che arrivano sempre dalla stessa direzione, cioè da quella frontale, ovvero dalla parte che il giocatore deve attraversare. Diablo III prova a rispolverare questo concetto trito e ritrito, sfruttando realmente ogni direzione dello scenario per mettere in difficoltà il giocatore: aspettiamoci, dunque, creature che si arrampicano dagli abissi del dungeon per coglierci alla sprovvista, oppure aberrazioni che dal soffitto si lanciano intorno al personaggio. Sorprendente è anche il numero di nemici visibili sullo schermo, svariate decine, forse addirittura centinaia di creature che cercheranno di prevaricare il nostro personaggio con la forza del numero.


I cinque cavalieri dell'Apocalisse

Nel corso degli ultimi anni, Blizzard ha approfittato di tutte le fiere videoludiche mondiali, oltre alla propria (la già citata Blizzard Convention, meglio conosciuta come Blizzcon) per presentare al pubblico, uno dopo l'altro, i cinque personaggi che ci accompagneranno nelle lunghe avventure in quel di Sanctuary, che è il mondo di gioco in cui è ambientato Diablo III. Ad eccezione del Barbaro, tutti i personaggi visti in azione in Diablo II sono scomparsi e il motivo ce lo spiega proprio Blizzard: a seguito delle sconvolgenti avventure e le traumatizzanti verità che sono stati costretti a vivere nell'episodio precedente, quei personaggi sono impazziti e sono divenuti l'ombra di quel che erano. Ora sono costretti a vivere ai confini del mondo, emarginati, incompresi e perduti nei loro incubi, devono fare spazio a cinque nuovi eroi, che dovranno opporsi all'ennesima minaccia demoniaca. Il Barbaro (nome originale: Barbarian) è l'unico personaggio sopravvissuto a Diablo II, è esperto nel combattimento corpo a corpo, predilige la doppia arma o enormi armi a due mani e le sue abilità lo potenziano ulteriormente nella mischia. Lo Sciamano (in origine Witch Doctor) è una classe ibrida, a metà strada tra il druido e il negromante di Diablo II, tra le sue abilità spiccano lo “Sciame di Locuste” e il “Muro di Non-Morti”. Il Monaco (Monk) è stato presentato ufficialmente alla Blizzcon 2009 e ricorda due classi del gioco precedente, l'Assassino e il Mago, ma vi sono anche delle malcelate affinità con l'antica classe del Paladino. Lo Stregone (Wizard) è la tipica classe esclusivamente magica che deve tenere a debita distanza tutti i nemici: predilige una tattica diametralmente opposta a quella del Barbaro. Infine troviamo il Cacciatore di Demoni (Demon Hunter), presentato al recentissimo Blizzcon 2010, è la classe che andrà a rimpiazzare l'Amazzone, basa la sua forza sulle armi a distanza e può arrivare ad impugnarne due contemporaneamente. I suoi poteri magici ricordano quelli del Ranger e del Negromante. Al giocatore non resta che l'imbarazzo della scelta, a noi spetta il dovere di sottolineare come quasi tutte le classi siano molto più eclettiche che in passato e si prestino a svolgere due ruoli in uno.


“Uscirà quando sarà pronto”

E' una frase a cui siamo abituati da anni e una delle più abusate nell'industria videoludica. Quando è pronunciata dai portavoce di Blizzard, però, un brivido attraversa la schiena di chi attende, pazientemente, quel giorno di certo lontano. Anche se tecnicamente il gioco è già ultimato da tempo, Blizzard se la prende molto comoda per implementare ogni caratteristica nella maniera più adatta. Ne citiamo alcune a titolo d'esempio: vi saranno le rune che andranno “agganciate” alle abilità del nostro personaggio. Solo in questo modo, infatti, un dardo infuocato può deflagrare come una granata, oppure una saetta può trapassare più nemici disposti in fila indiana. Un ruolo cruciale lo rivestiranno gli artigiani, che sono di tre tipi: fabbro, mistico, gioielliere. Diversamente da quanto accadeva in Diablo II, si potranno estrarre le gemme dall'equipaggiamento, si potranno ricavare oggetti dalla fusione di quelli già esistenti e ogni volta che chiamiamo in causa uno di questi artigiani, anch'essi faranno esperienza: più lavoreranno e più oggetti e potenziamenti saranno in grado di fornire alla nostra causa. Altra mole di lavoro non indifferente, che sta rubando tempo prezioso alla pubblicazione, è la costante ricerca di bilanciamento delle classi, di ritmo di gioco, di frequenza oggetti e tutto il corollario che i veterani di Diablo II conoscono.


Attendere prego

A detta di Blizzard, Diablo III arriverà nei negozi entro la fine dell'anno 2011 ma non ci sono ancora date ufficiali ad avvalorare questa affermazione. Non possiamo dunque fornirvi certezze, se non quelle descritte sopra. L'ultima fatica di Activision Blizzard è un action gdr estremamente controverso: semplice e accessibile all'inizio, profondo, emozionante e stimolante a lungo andare. La rigiocabilità e la longevità sono avvalorate dalla lunga campagna in giocatore singolo (giocabile anche in cooperativa fino a quattro giocatori) e dall'annunciata modalità “giocatore contro giocatore” (PvP) che vuole semplicemente essere un piacevole diversivo. Stiamo parlando del gioco di ruolo più atteso del decennio e, ne siamo realmente certi, l'attenzione e l'energia profusi da Blizzard nella realizzazione di questo prodotto sono una garanzia di successo già adesso. Non vediamo l'ora di poter toccare con mano il prodotto di una “ricerca della perfezione” durato oltre dieci anni.

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SCHEDAGIOCO
Cover Diablo III

Diablo III

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