Non saranno capolavori indiscussi dell'arte videoludica, ma i due Secret Files hanno dimostrato che Animation Arts è pienamente in grado di sfornare ottime avventure grafiche. Tunguska e Puritas Cordis hanno lasciato un buon ricordo nella mente dei giocatori e si sono distinte per gli ottimi personaggi e per vicende appassionanti sospese tra eventi apocalittici e intrighi dell'era moderna. La partnership con Deep Silver pertanto non poteva che continuare su questa strada e Lost Horizon, nuovo punta e clicca in arrivo su PC a metà settembre, si dimostra un IP promettente, in grado di confermare le impressioni positive suscitate in passato dagli sviluppatori con una storia originale e ricca di mistero e colpi di scena.
Tibet, arriviamo!
Fenton Paddock, ex soldato britannico attualmente invischiato negli affari di contrabbando della Honk Kong degli anni '30, viene contattato dal governatore inglese della città (suo ufficiale ai tempi dell'esercito) che gli assegna una missione: recarsi nell'inospitale Tibet per trovare il suo alleato Richard, scomparso nel nulla insieme ai membri di una spedizione. Fenton non sarà solo nel corso dell'avventura ma godrà della compagnia di Kim, bella nipote di un cartografo ed amica d'infanzia che lo affiancherà nel suo viaggio pieno di segreti e pericoli. Tra questi spiccano soprattutto i nazisti, anch'essi interessati alla spedizione perduta per cercare di svelare uno dei più grandi misteri della storia dell'umanità. Il Tibet ovviamente sarà solo una delle tappe del percorso di Kim e Fenton, i quali visiteranno un gran numero di ambientazioni esotiche sparse per tutto il mondo (la stessa Hong Kong, il Marocco e altro ancora).
Lo stampo di Animation Arts, da queste poche righe introduttive, si intuisce chiaramente: la trama di Lost Horizon riprende i topoi classici del genere esaltando il tema dell'occulto e proponendo missioni di ricerca in perfetto stile Indiana Jones. La sceneggiatura, in base a quanto visto sinora, sembra molto accurata e permette alla narrazione di scorrere fluidamente secondo schemi quasi cinematografici. Meritano una citazione speciale i due protagonisti, ancora una volta una coppia di avventurieri di sesso opposto che, se tutto filerà per il verso giusto, supererà Max e Nina (Secret Files) in quanto a fascino e caratterizzazione psicologica.
Secret Files 3
Anche dal punto di vista della giocabilità non sembrano esserci cambiamenti degni di nota rispetto ai due precedenti lavori di Animation. Lo schema è sempre il tradizionale esplora-raccogli-usa-interroga che caratterizza le avventure grafiche dall'alba dei tempi, perfezionato e rimodernato a dovere per incontrare i gusti dei giocatori. L'interfaccia viene ripresa quasi interamente da Secret Files, con l'inventario collocato a fondo schermo in una barra a scomparsa e il puntatore che si illumina sui punti interattivi indicando l'azione da compiere. Rinvenire gli oggetti non dovrebbe trasformarsi nella consueta “visita oculistica”, ma in caso di problemi è presente il classico tasto d'aiuto che evidenzia gli hot spot presenti nello scenario.
Nulla di nuovo anche sul fronte enigmi, dove tutto sembra seguire fedelmente i soliti meccanismi di utilizzo e combinazione di oggetti senza presentare particolari spunti innovativi. Fortunatamente non sono richiesti ragionamenti astrusi per proseguire nel gioco (almeno nella parte da noi testata), dato che gli indovinelli proposti non hanno niente a che vedere con le prove spacca-cervello di molti titoli dello stesso genere e costituiscono quasi sempre sfide logiche e sensate. Sono presenti poi alcune sequenze più dinamiche, durante le quali il protagonista deve destreggiarsi in vari modi per sfuggire a un pericolo incombente, ma anche in tali situazioni non vi è alcun limite di tempo e soprattutto nessuna scena veramente “action” da portare a termine. Proprio come in Secret Files è inoltre possibile scambiarsi di ruolo in alcuni frangenti dell'avventura, specialmente quando è richiesta la cooperazione tra i due protagonisti per risolvere enigmi leggermente più complessi.
Si segnala una piccola svolta invece nei dialoghi, nel corso dei quali sarà necessario – di tanto in tanto – scegliere la risposta giusta per concludere con successo la conversazione.
Orizzonti perduti
Dal punto di vista grafico Lost Horizon si presenta abbastanza bene, con fondali disegnati a mano piuttosto suggestivi e tratteggiati con un accattivante stile cartoon. La sensazione, tuttavia, è che si potesse fare qualcosa di più in quanto a dettaglio tecnico, soprattutto in relazione ai modelli dei personaggi che appaiono a volte eccessivamente “stilizzati”.
Nel complesso, l'ultima fatica di Animation Arts è circondata da ottime premesse, anche se l'estrema somiglianza strutturale con i due Secret Files potrebbe scoraggiare i giocatori che sono in cerca di qualcosa di diverso. Il gameplay semplice e immediato tuttavia non è necessariamente un male, in quanto permetterà di concentrarsi su una storia che – ripetiamo – sembra ottimamente sceneggiata, annullando così i tempi morti dovuti a sezioni troppo “hard”.
Il gioco arriverà nei negozi esclusivamente in versione PC il 17 settembre, fra meno di un mese. Chi volesse mettere le mani già da ora sul primo capitolo, può scaricare la demo italiana dal sito ufficiale di Lost Horizon.