Da sempre fiore all’occhiello degli sviluppatori Ascaron da quest’anno la famosa serie di Patrician cambia padrone. La realizzazione del quarto capitolo della serie, Patrician IV, è sulle spalle di Gaming Minds Studios per conto di Kalypso, produttore tedesco già esperto in giochi di questo genere.
Patrician ricopre una fetta di mercato videoludico molto ristretta ma decisamente interessante ed impegnativa, ovvero quella dedicata alla creazione e gestione di un impero economico attraverso le navi e le rotte commerciali ambientato nel 1300 circa, periodo nel quale la Lega Anseatica la faceva da padrone nel Nord Europa e gestiva quello che era il neonato concetto di import/export.
Dalle stelle alle stalle, dalla goletta alla caravella
Coloro che non si sono mai avvicinati ad un capitolo della serie Patrician o che non hanno mai provato giochi di questo genere devono sapere che in Patrician IV verrà mutato il classico concetto di strategia, che noi giocatori abbiamo sempre associato al movimento delle truppe e alle battaglie. Questa volta invece il nostro obbiettivo sarà quello di partire come dei semplici mercanti con qualche piccola nave da una delle 32 città facenti parte della Lega Anseatica del Nord Europa. Con i nostri primi e ristretti mezzi dovremo affacciarci al difficile mondo che è quello del commercio e dell’esportazione.
Patrician IV si basa per di più su un semplice ma fondamentale assunto, quello della domanda e dell’offerta. Le varie città che comporranno la mappa del gioco avranno una differente produzione di un range ristretto di beni, ma al contempo avranno anche delle continue richieste di merci che non hanno modo di produrre e che sono quindi costrette a importare. Qui entriamo in campo noi con le nostre navi; per riuscire nel gioco sarà necessario scoprire le esigenze delle varie città e al contempo scoprire in quali altri luoghi le materie richieste vengono prodotte al prezzo minore. Trovato il nostro fornitore andremo ad acquistare vari carichi di tali merci per poi rivenderle nei luoghi in cui la domanda è più alta e quindi dove il margine di guadagno è più consistente. In poche parole lo scopo è quello di comprare a poco per vendere a tanto in modo così da accumulare denaro da reinvestire nella nostra attività commerciale, aumentando il numero di navi e la loro tipologia (esistono varie imbarcazioni tipiche dell’epoca, di maggiore o minore capacità di merci o di armamenti), creando la nostra personale attività imprenditoriale, quindi con la possibilità di vendere al miglior offerente le merci che noi stessi produrremo a costi sicuramente minori rispetto all’acquisto delle stesse in città produttrici. Espandendo le nostre reti commerciali, impostandone anche di automatiche se ne saremo in grado, scovando i migliori affari e trafficando le merci più redditizie potremo scalare la vetta dei commercianti arrivando a ricoprire delle cariche pubbliche molto importanti, come ad esempio quella di Sindaco della propria città natale, con pieni poteri decisionali riguardo le costruzioni e lo sviluppo urbano.
La legge del più forte
Commerciare con varie città ci farà guadagnare rispetto e riverenza, rifornire i beni che scarseggiano ci permetterà di essere visti di buon occhio mentre comprare le ultime scorte cittadine di una merce fondamentale potrà attirare su di noi le ire più funeste degli abitanti.
Nei mari nordici non saremo soli, anzi, altri commercianti faranno a gara per accaparrarsi le materie prime di maggior pregio e non esiteranno a solcare rotte marittime a noi familiari rovinandoci così gli affari. Capiterà spesso di arrivare in una città convinti di vendere le proprie merci ad un buon prezzo e poi scoprire che quella stessa città ne ha riserve abbondanti appena fornite da un altro mercante. I nostri concorrenti di certo non riusciranno a tagliarci completamente fuori dal mercato, ma sicuramente potranno rovinare qualche nostro piano e dei buoni affari.
Come se non bastassero le complicazioni già elencate, si vanno ad aggiungere i pirati, immancabili sulle rotte commerciali più succulente. Le nostre navi potranno essere intercettate da flotte di pirati armati fino ai denti, intenzionati a derubarci delle nostre merci e se possibile anche ad impadronirsi delle nostre navi. Ecco dunque che si presenta il lato guerraiolo di Patrician IV. Sarà possibile ingaggiare battaglie navali il che farà tramutare il gioco in una specie di RTS nel quale manovrare le nostre navi al fine di abbordare o di affondare quelle nemiche. Per difendere le nostre flotte sarà possibile armare le navi con cannoni e con un equipaggio addestrato. Creare una flotta mista di navi dedicate al trasporto di merci ed altre esclusivamente dedite alla difesa e quindi cariche di cannoni e armamenti potrebbe rivelarsi la giusta tattica per fronteggiare la minaccia piratesca.
In conclusione…
Per chi ha già giocato con un qualsiasi Patrician o Port Royale quello che ha appena letto potrebbe sapere di già visto e probabilmente questo è il maggiore rischio che corre al momento questo quarto capitolo. Le informazioni disponibili ad oggi non hanno rivelato aggiunte innovative o elementi di novità all’interno per questa nuova uscita, se non per l’aspetto grafico che finalmente sarà completamente in 3D e più appagante, con un maggior numero di poligoni e texture a più alta risoluzione.
Patrician IV sarà sicuramente apprezzato dai fan della serie che però potrebbero ritrovarsi in mano una sorta di Patrician III aggiornato graficamente. Speriamo che al momento dell’uscita del gioco, prevista per il 10 settembre in Europa, potremo scoprire qualche nuova aggiunta alla classica meccanica della serie così da non far sembrare Patrician IV soltanto un mero copia/incolla.