Dopo anni di ripetuti ed onorati successi, un passo falso di nome Dragon Age 2 e il passaggio sotto egida Electronic Arts, gli sviluppatori di Bioware hanno focalizzato molti sforzi e risorse in un progetto di scala titanica: Star Wars: The Old Republic, un gioco di ruolo online di massa (Mmorpg) che, almeno in teoria dovrebbe avere tutte le carte in regola per spodestare una volta per tutte sua maestà World of Warcraft, ad oggi il più famoso, giocato, venduto Mmo di sempre. Scopriamo insieme, dopo tre anni di sviluppo e una data d'uscita sempre più vicina, quanto ha da offrire questo interessante GdR online.
Quando la Galassia era ancora più lontana di adesso
Una delle più grandi novità che The Old Republic porterà con sé è una trama estremamente articolata e ben fatta. Stiamo parlando di un background narrativo che promette, in termini di ore di gioco necessarie, di fare impallidire la somma di tutta la produzione Bioware approdata nei negozi fino ad oggi. Centinaia, forse migliaia, di ore di gioco dedicate alla risoluzione di una trama epica e sempre stimolante. Dodici scrittori lavorano a tempo pieno, da più di tre anni, per garantire un'esperienza semplicemente unica e mai vista prima nell'affollatissimo genere dei Mmorpg. La storia narrata in The Old Republic è ambientata esattamente trecento anni dopo gli eventi che abbiamo potuto vivere in Star Wars Knights of the Old Republic 2. Rispetto alla saga cinematografica, invece, giocheremo ben tremila e cinquecento anni prima.

La Repubblica, dopo aver spazzato Darth Malak e i suoi seguaci, ha vissuto un periodo di relativa tranquillità, finché una nuova forza d'invasione formata da Sith e Mandaloriani ha cercato di sovvertire l'ordine democratico. Con grandi sacrifici e sforzi, la Repubblica riuscì a respingere l'invasione ma era solo questione di tempo prima di subire un nuovo attacco a sorpresa dai Sith, che hanno attaccato e saccheggiato Coruscant (quartier generale dell'Ordine degli Jedi) costringendo il Senato ad una umiliante resa incodizionata. Da questi antefatti comincia la nostra avventura nella Vecchia Repubblica, che si preannuncia estremamente gratificante.
Libertà di interpretazione, sia per gruppi che per singoli
Al giocatore è concessa la facoltà di intraprendere scelte morali molto importanti che aprono e chiudono ripetuti bivi narrativi che vanno a scrivere una storia sempre originale e ricca di colpi di scena. I dialoghi con i personaggi non giocanti (Png) sono gestiti in maniera molto analoga a quelli visti in azione in Mass Effect, con la possibilità di concludere trattative e chiacchierate con atteggiamenti spiccatamente positivi o negativi. Già a Colonia, Gamescon 2009, si era vista in azione una demo che proponeva, tra le tante scelte, il destino di un ufficiale dell'Impero dei Sith, che il pubblico poteva risparmiare dall'ira di un signore dei Sith (giocato da un portavoce Bioware) oppure farlo soccombere. I personaggi creati dall'utente possono essere affiancati da uno o più gregari gestiti dall'intelligenza artificiale, questi possono essere “coltivati” e si possono creare profondi legami sociali che si sviluppano, inoltre, in nuove missioni o nuovi incarichi. Più gregari ci affiancheranno e più difficile sarà entrare nelle loro grazie, ad un livello di fiducia e/o intimità tale da poter instaurare una forte complicità. Ovviamente questo è un aspetto aggiuntivo, assolutamente facoltativo e tutt'altro che obbligatorio: i giocatori possono liberamente ignorare l'eventualità di avere un gregario artificiale e far subito comunella, formando un party, un grande gruppo o una grande “gilda” (le virgolette sono d'obbligo). La presenza di questa possibilità è un'accortezza dedicata ai giocatori tipicamente solitari che difficilmente comprerebbero The Old Republic, sapendo essere un gioco online di massa. La cosa che bisogna tenere in mente, nel caso della produzione di Bioware, è che tanto gli amanti del gioco solitario quanto gli appassionati di Mmorpg potranno usufruire di questo gioco.
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