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Heavy Rain

Heavy Rain
Informazioni Heavy Rain
8.5

Anteprima Heavy Rain  Scritto da: Edoardo "Black Duke" Rasciti | Data: 2009-11-04

Quantic Dream ci riprova.

Pioggia pesante…

Heavy Rain, più che una vera e propria Pioggia Pesante, potrebbe essere una grande e piacevole boccata d’aria per l’intero mercato videoludico. Dai creatori del controverso Fahrenheit su PS2, PC e XBOX, arriva un titolo ambizioso e innovativo come pochi. Un titolo che vuole fare della narrazione il suo perno centrale. Un titolo che pone il giocatore davanti a scelte (morali o meno) per tutta la durata del gioco.
Il titolo però si scontra da subito con un grande problema, che da sempre affligge i videogiochi perché insito nella loro stessa natura: la libertà di interazione e di “peso” del giocatore nell’intreccio narrativo. Un muro apparentemente invalicabile, dato che il giocatore interagisce con un software limitato, ovvero l’insieme di dati presenti su disco e rappresentati a schermo, mentre l’immaginazione e l’inventiva dello stesso giocatore non ha praticamente limiti. Di fatto, è impossibile prevedere ciò che ogni singolo giocatore ha intenzione di fare.
Molti titoli hanno provato a ovviare a questo problema introducendo finali alternativi o deviazioni parziali nella trama, con effetti altalenanti. Come non ricordare esempi recenti come Infamous, GTAIV e lo stesso Fahrenheit?
E’ evidente che il lavoro degli sviluppatori e degli sceneggiatori aumenta esponenzialmente all’aumentare delle alternative e delle variabili inserite nella trama.
 Heavy Rain vuole provare a valicare questo muro, o almeno ad arrampicarsi più in alto di ogni altro titolo. Il giocatore deve sentire la storia, farla sua, rispondere alle domande che gli vengono poste a suo modo, usare l’istinto, ragionare con calma.
Ma il rischio è sempre quello: l’interazione del giocatore con la trama avverrà sempre con la pressione di determinati tasti in determinate sequenze scelte e pensate dagli sviluppatori. Purtroppo questo non lo si può cambiare in nessun modo.
Ma di cosa ci lamentiamo poi? Nessun altro mezzo di intrattenimento permette una cosa del genere: né i film, né i libri, né la musica. Questa è la forza dei videogiochi: l’interazione diretta del giocatore con le informazioni contenute nel software. Heavy Rain prova a sfruttare al limite questa incredibile forza.

The Origami Killer.


L’intera trama del progetto Quantic Dream ruota attorno ad un assassino, solito lasciare dei piccoli origami stretti dalle mani delle sue vittime. Per ora, l’intreccio narrativo è tenuto sapientemente segreto, dato che giocherà un ruolo a dir poco fondamentale nel titolo completo. In più, la possibilità decisionale del giocatore è talmente alta che probabilmente non esisterà una trama unitaria ben delimitata, ma ogni partita potrà differenziarsi dall’altra anche per avvenimenti importanti. Inoltre, la morte di un personaggio (come vedremo dopo, sono quattro quelli giocabili) non sarà accompagnata dalla classica scritta “Game Over. Continue?” ma, molto sorprendentemente, la storia andrà avanti senza di lui. Siamo davvero curiosi di vedere come il gioco gestirà una situazione del genere. Più intimamente, però, in Heavy Rain si cela un’altra domanda: “How far will you go to save someone you love?” (Cosa faresti per salvare la persona che ami?). Tutti e quattro i personaggi giocabili dovranno fare i conti con questa domanda e con la sua risposta, ed assieme a loro anche il giocatore.
Ma che tipo di gioco è questo Heavy Rain? Difficile dirlo.
Ora come ora il titolo sembra un adventure con un taglio prettamente investigativo: i vari personaggi sono alla ricerca dell’Origami Killer, e possono interagire con l’ambiente in tantissimi modi. L’interazione con lo stesso passa attraverso la pressione di determinati tasti che provocano azioni ben precise. Ad esempio, per aprire una porta bisognerà premere la levetta analogica nella direzione di apertura della stessa, mentre per colpire un uomo con un oggetto contundente bisognerà scuotere verso l’alto il dualshock. In più, i simboli dei tasti si muoveranno nell’ambiente 3D, così da rendere più difficile la loro identificazione. In definitiva, Heavy Rain non possiede un “tasto azione” o un “tasto usa arma”, ma in ogni singola occasione il tasto viene scelto proprio a seconda della circostanza, permettendo una varietà d’azione e di interazione davvero fenomenale, anche se ricondotta alla semplice pressione di tasti contestuali. Il sistema funziona anche nei dialoghi, con i tasti che vengono associati ad un particolare comportamento del protagonista (es: sbruffone, simpatico, aggressivo).

A tutto questo si aggiunge il cosiddetto “Thought System”: in pratica, in una situazione concitata o di particolare ansia, le scritte che indicano su schermo i tasti da premere per le varie azioni inizieranno a vibrare e a muoversi, rendendo sempre più difficile al giocatore scegliere l’azione da effettuare, costringendolo magari a prendere una decisione avventata. Il tutto cerca di ricreare il processo di analisi e risposta dell’individuo umano, che non è sempre “rettilineo”, ma a seconda della situazione e dello stato d’animo può prendere decisioni inaspettate o frettolose. Inoltre, alcune circostanze particolari vedranno lo schermo dividersi in diverse parti, permettendo una visione da più angolazioni della stessa situazione, tecnica resa famosa dal telefilm “24” e usata anche nel precedente titolo Quantic Dream, Fahrenheit.
Ultima particolarità attribuibile al gameplay è il modo in cui si interagisce con il movimento dei personaggi: abbandonato l’uso della levetta analogica sinistra per muovere il protagonista in ambienti 3D come in ogni altro gioco in terza persona che si rispetti, Heavy Rain prevede che alla stessa leva analogica venga associato il movimento della sola testa e che, a seconda di dove essa “punti”, il personaggio si muova in avanti alla pressione del tasto R2 da parte del giocatore. Forse ci vorrà un certo periodo di tempo per abituarsi a questo nuovo sistema, ma ciò, ci assicurano gli sviluppatori, garantirà una maggiore semplicità di movimento nelle sezioni con telecamera fissa, che sembrano essere davvero copiose.

Per quanto riguarda invece il motore grafico, non c’è nulla di cui lamentarsi: in particolare, grande attenzione è stata data alle espressioni dei personaggi (gli occhi in particolare), davvero fondamentali per dar vita ai protagonisti e per creare una forte interazione con il giocatore. Lo stile del titolo è anch’esso abbastanza peculiare, e si colloca in una generale pesantezza, tristezza, rassegnazione. I colori sono generalmente spenti, aiutando a creare tensione negli ambienti ottimamente studiati e realizzati al fine di ricreare una realtà virtuale il più possibile credibile.
Ma ora andiamo ad analizzare con calma i quattro personaggi presentati negli scorsi mesi. Ognuno ha ovviamente la propria storia - che potrà andare ad intrecciarsi con quella degli altri, in particolare per quanto riguarda i rapporti con l’Origami Killer - la propria personalità, il proprio carattere, le proprie abilità peculiari, i propri punti di forza come le proprie debolezze. Ognuno, insomma, darà una risposta diversa alla domanda fondamentale del gioco.

Madison Paige.


Il primo personaggio presentato è una bella ragazza, con un moderno taglio di capelli e tutte le forme a posto. Di mestiere fa la giornalista, e il suo scopo è quello di ottenere uno scoop sull’Origami Killer. Madison è ben determinata, e non avrà paura di cacciarsi in situazioni davvero rischiose.


Il gioco è sicuramente rivolto ad un pubblico adulto, e sono già state mostrate scene in cui Madison, pur di avvicinarsi ad un losco individuo in una discoteca, non esita a esibirsi in uno spogliarello (ma tanto che ve lo descrivo a fare, l’avete già visto sicuramente! NdR).
Per il resto si sa poco di questa giovane protagonista. La si vede spesso usare un registratore vocale per prendere appunti su quello che vede e quello che fa, da perfetta reporter, ma non si sa se questa funzione farà effettivamente parte del gameplay.

Norman Jayden.


Norman è un personaggio ben più delineato di Madison. E’ il classico agente dell’FBI, il primo che ci aspetteremmo in un gioco che ruota attorno ad un serial killer. Occhiali neri, cappotto lungo, camicia e cravatta nera: un classico. Ci viene da chiederci se realmente gli agenti FBI pensino di andare in giro così in incognito, sono peggio di un pugno in un occhio. Ma proseguiamo...
Di tutti i personaggi mostrati, è quello con le caratteristiche meglio definite, anche sotto il profilo del gameplay. E’ con Norman che infatti Heavy Rain mostra il suo lato più investigativo.
Gli occhiali giocano un ruolo fondamentale: una volta attivato il sistema Additive Reality Interface (più semplicemente ARI), Norman potrà rilevare svariati indizi e tracce nel luogo in cui si trova, altrimenti invisibili. Ad esempio, potrà scovare tracce di sangue particolarmente difficili da individuare, oltre che analizzare la gomma lasciata da un pneumatico per risalire alla vettura che più probabilmente la utilizzava.

 
Il lato investigativo sembra essere sfruttato al massimo nelle sezioni con Norman come protagonista. Ovviamente, le scene d’azione come quella mostrata nel video saranno piuttosto frequenti per l’agente dell’FBI, così come giocheranno un ruolo fondamentale le scelte nei dialoghi degli interrogatori.

Scott Shelby.


Di lui si sa davvero poco. Scott è semplicemente un investigatore privato sulle tracce dell’Origami Killer. Chi l’ha assoldato e per quale scopo è ancora ignoto, ma ciò che colpisce subito è la sua età non più florida. Una persona dura, ma con tanta esperienza sulle spalle.
Nell’attesa di scoprire qualcosa di più su questo criptico personaggio, Quantic Dream ci ha però deliziato con un video che forse più di tutti gli altri ci permette di ragionare seriamente sul gameplay di Heavy Rain.

 
Come avete visto, svariate sono le possibilità di azione. Davanti ad una situazione di pericolo, spesso la soluzione violenta e immediata non porta a buone conseguenze. L’analisi della situazione costituirà uno dei punti cruciali del gioco. Come già detto, scelte sbagliate possono portare a cambiare la trama irrimediabilmente, come avere influenze solo parziali. In questo caso, l’ultima soluzione è ovviamente la migliore, dato che permette a Shelby di guadagnare qualche nuovo indizio che lo avvicina al killer. La scelta che porta al ferimento del protagonista logicamente è la peggiore, e potrebbe, se non portare alla morte dello stesso, quantomeno a una ridotta capacità di movimento per i giorni a venire. Inoltre, nel filmato presentato è ben evidente l’implementazione del già citato Thought System, con le icone che si muovono sempre più velocemente all’aumentare dello stress nella mente del detective.
In definitiva, Shelby ci mostra come le nostre scelte possono avere un effetto sulla trama, andandola a variare o addirittura a cambiare. Come risulta evidente, non si tratta di un semplice bivio, ma di una serie di scelte complesse che portano inevitabilmente ad una inedita conclusione.

Ethan Mars.


Ultimo personaggio protagonista, abbastanza particolare per un videogioco, con un background ben definito, a differenza degli altri tre. Ethan è un architetto di successo – o almeno lo era - sposato con una bellissima moglie e con due piccoli bambini, e tutti assieme abitano in una stupenda villetta. Ma qualcosa è accaduto, e la sua vita ha preso totalmente un’altra piega. Mentre l’allegra famigliola era fuori casa, in giro per la città a fare compere, Jason, il figlio maggiore, si allontana dai suoi genitori. Nella sua ingenuità, finisce in mezzo ad una strada e prima che Ethan potesse fare qualcosa per salvarlo, una macchina lo investe, uccidendolo sul colpo. La storia si rifà ad una simile esperienza, fortunatamente senza un finale così tragico, vissuta dallo stesso David Cage, capo di Quantic Dream, che ha smarrito il figlio in un centro commerciale vivendo momenti di puro terrore.
Da questo momento la vita di Ethan cambia. La coppia si sfalda, e il giovane architetto deve stare dietro a Shuan, il figlio minore, in una casa che ora appare diroccata. E’ evidente come Quantic Dream riesca con un insieme di colori, angolazioni della telecamera e espressioni facciali ottimamente realizzate a far arrivare al giocatore lo stato d’animo dei suoi personaggi.



Come avete appena visto, la capacità registica di David Cage e del suo gruppo riesce a creare un pathos convincente attorno alla vita dei personaggi. Inoltre, verso la fine del trailer, si vede Ethan aiutato da Madison stessa, quindi eventuali incontri tra i quattro personaggi non sono assolutamente da escludere, ma anzi potrebbero andare a creare nuovi interessanti intrighi.

Una storia di Amore, Peccato e Redenzione.


Con queste parole David Cage ha descritto la sua ultima opera alla GC di quest’anno. Come già anticipato, Heavy Rain è un progetto assolutamente particolare, che prova a prendere una strada a sé stante rispetto agli altri titoli. Una strada che, ne siamo sicuri, non porterà ad alcuna sorprendente rivoluzione negli adventure, ma che costituirà un’esperienza imperdibile per ogni giocatore che si rispetti.
Allo stato attuale delle cose, un solo dubbio permane: l’uso massiccio delle quick time actions. Starà nella capacità di utilizzo di Quantic Dream l’ago della bilancia che farà pendere questo progetto verso una specie di lungo filmato interattivo oppure verso un titolo caratterizzato da una intreccio narrativo in cui è il giocatore stesso a deciderne lo svolgimento.
Restiamo silenziosi ad aspettare che questa pioggia pesante ci investa.
Nell'attesa di Heavy Rain
InfamousInfamous

Titolo che come gameplay centra poco o nulla, ma che condivide la possibilità di interagire in modo profondo con la trama. Sarete un Eroe o un Infame? A voi sta la scelta.


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Aspettativa del gioco
5/5

Un titolo che fa dell’immedesimazione con i protagonisti la sua arma vincente. Potere narrativo nelle mani del giocatore, questo è Heavy Rain.



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