Se c’è un modo per poter sviluppare e rendere disponibili prodotti per console a (relativamente) bassi costi, quello è sicuramente sfruttando i vari “negozi virtuali”: Playstation Store, Xbox Live e Steam sono infatti i canali privilegiati – e, a parte qualche raro caso, anche unici – attraverso i quali le piccole softwarehouse hanno la possibilità di cercare di emergere dalla nebbia e presentarsi all’impietosa massa di videogiocatori, avida di nuove esperienze e, allo stesso tempo, spietata nello stroncare quelle che risultano meno gradite. Di notevole fattura fu, a suo tempo, Joe Danger, arcade racing che garantiva sia la posibilità ai meno esperti di destreggiarsi col pad, sia ai più smaliziati di inanellare combo su combo ed abbattere ogni record possibile.
Non avrà forse bisogno di tantissime presentazioni PixelJunk, serie sviluppata da Q-Games approdata sul mercato online sin dal 2007 con PixelJunk Racers, che ha saputo farsi apprezzare grazie a meccaniche di gioco tanto semplici quanto sollazzanti, e ad una fascia di prezzo di tutti i prodotti che si è mantenuta costantemente bassa, attirando così, col passare del tempo e con l’arrivo di nuovi prodotti, nuove leve.
Direttori di orchestra elettronica
Dopo ormai 6 diversi titoli sviluppati (di cui solo uno un sequel, PixelJunk Shooter 2, ndr), Q-Games ha pensato che fosse giunto il momento di concentrare le proprie attenzioni sulla periferica di controllo forse fino ad allora un po’ troppo snobbata, tenendo conto delle potenzialità ludiche applicate a titoli tanto particolari come sono quelli della serie PixelJunk: ed in un mercato saturo di titoli legati al mondo della musica, gli sviluppatori hanno lanciato il guanto di sfida alla comunità di giocatori di tutto il mondo annunciando questo PixelJunk 4am, titoli di stampo musicale che, però, ha ben poco a che fare con prodotti come i vari Guitar/DJ Hero e Rockband. La nuova produzione di casa Q-Games è infatti davvero molto particolare, tanto da rischiare di non poter definire il prodotto stesso un videogioco, tanta è la differenza con prodotti ben più stereotipati: l’obiettivo che avrà il giocatore nel corso dell’esperienza ludica sarà… nessuno! Ebbene, non saranno dati freni all’immaginazione dei giocatori, ai quali, una volta lanciati nel mondo di gioco, sarà soltanto chiesto di prendere in mano il Move e dare spazio alla propria fantasia, improvvisandosi DJ e gestendo come meglio si crede e aggrada la musica di base, aggiungendo ed eliminando determinati effetti. Il tutto, come abbiamo detto in precedenza, sarà gestibile tramite la periferica di movimento di casa Sony, ed ogni tasto, tra quelli frontali (gli inossidabili croce,cerchio, triangolo e quadrato, ndr) permetterà, tramite la pressione ed il movimento del controller, di modulare le varie sonirità.
Dal Giappone con furore
A curare le musiche del titolo ci penserà Baiyon, artista giapponese che già qualche tempo fa, in PixelJunkEden, deliziò tutti i giocatori con una colonna sonora di assoluta qualità con pezzi mai invadenti e che degnamente accomapgnavano l’azione di gioco (che, ricordiamo per tutti coloro che se lo fossero persi a suo tempo, consisteva nel guidare un piccolo esserino salterino, tale Grimp, nella raccolta di polline in un mondo dalla palette cromatica di indiscutibile vivacità, ndr). La nuova produzione di Baiyon dovrebbe mantenersi sui toni già dimostrati nel precedente lavoro, quindi le aspettative non possono che essere rosee per chi già in passato ha apprezzato gli sforzi produttivi. E per tutti coloro che, magari, la musica elettronica proprio non la digeriscono? Niente paura, dal momento che i Q-Games hanno ben pensato di permettere l’utilizzo, durante le varie sessioni di gioco, della musica disponibile sull’hard disk delle proprie console, eliminando quindi il rischio di restringere troppo la cerchia dei potenziali fruitori del prodotto.
Insomma, le previsioni per quanto riguarda questo gioco/non gioco sembrano essere positive, grazie ad un gameplay che lascia libero spazio all’estro dei provetti musicisti; certo, qualche domanda sarà sollevata sull’effettiva efficienza del sistema di controllo, ma questi sono dubbi che soltanto una prova sul campo potrà fugare: la primavera ci dirà se i Q-Games hanno (nuovamente) centrato l’obiettivo.