Insomniac: è il nome di un team che su PlayStation 3 si è guadagnato tutta la nostra fiducia nel giro di pochissimo tempo, durante il quale ha realizzato due ottimi videogiochi per la giovane console Sony.
Resistance è un FPS di buona fattura, che trascinò le vendite della neonata console nei suoi primi mesi di vita, realizzando anche un ottimo incasso su una macchina che, effettivamente, all’inizio non sfoggiava una meravigliosa line-up. Merito del gioco, che riuscì ad offrire una variegata e profonda esperienza ludica, nonostante la grafica non propriamente da next-gen, dato anche il fatto che il prodotto doveva essere pronto per il lancio e che l’hardware era nuovo anche per i nostri cari programmatori.
Ebbene, non passarono molti mesi prima che Ted Price e il suo team annunciarono il ritorno di Ratchet e Clank, serie nata e acclamata sulla cara PS2, questa volta però facendo tesoro dell’esperienza maturata nello sviluppo di Resistance. Il capitolo “Armi di Distruzione” ha confermato la nostra tesi: portando avanti due serie parallele, questi ragazzacci sono riusciti a portare su schermo quintali di immagini, con animazioni ultra-fluide, un frame-rate più solido di “Solid” Snake, 60 fotogrammi al secondo e tanto, tantissimo divertimento.
E allora la storia si ripete: senza neanche darci il tempo di giocare la loro ultima fatica, “gli insonni” sviluppatori non smettono di lavorare, e annunciano il gran ritorno di Resistance, che con questo suo secondo capitolo rischia di entrare nella storia dei giochi PlayStation, tanta è la fiducia che riponiamo in questo team e le premesse fino ad oggi divulgate.
Forse, tra un po’ di tempo, il team dovrà accantonare uno dei due progetti: il piccolo Lombax e il suo amico meccanico faranno la stessa fine di Spyro, oppure il team continuerà a sostenere questo ritmo forsennato, facendo tesoro dell’esperienza e degli errori sviluppati in ognuno dei loro giochi??
Solo il tempo ci solleverà questi dubbi, ma nel frattempo godiamoci la dolce attesa di Resistance 2.
In una storia parallela, la minaccia avanzava…
La storia sembra continuare da dove è arrivato il primo capitolo. Nathan Hale, dopo aver eliminato la minaccia dei Chimera tutto da solo, si trova adesso a far parte d’un gruppo denominato “Sentinelle” (probabilmente la stessa gente che, alla fine della prima avventura, è venuta a prelevare il nostro eroe) con il quale adesso sembra operare nelle terre dell’Islanda.
Il teaser recentemente distribuito afferma invece la location: questa volta dovremo combattere negli Stati Uniti, dove i Chimera stanno seminando distruzione con degli enormi U.F.O. (conosciamo abbastanza bene i ragazzi di Insomniac, e siamo pronti a scommettere che dovremmo abbattere tutti quegli ufo, uno ad uno). La narrazione è stata completamente capovolta: accantonato il narratore esterno, che rivive l’avventura in un flash-back, ora sarà Nathan Hale che racconterà in prima persona le sue gesta (nel teaser lui stesso parla anche di 19 ore di vita rimastegli). Tutto il resto è nell’ombra, e anche in questo caso dovremo aspettare per avere delle risposte.
Ma continuiamo a goderci la dolce attesa…
…poiché i Chimera erano implacabili…
Della campagna in singolo sappiamo ben poco: il nostro Nathan, dopo aver debellato la minaccia dei Chimera in Gran Bretagna, deve ora continuare a fermare l’avanzata aliena.
Gli sviluppatori ci rassicurano che il nuovo capitolo non sarà un semplice “aggiornamento”, in quanto verranno apportate modifiche sostanziali. In primis, verrà rivista la difficoltà: Resistance non era di certo una passeggiata, anzi, l’IA dei nostri nemici li rendeva davvero tosti da abbattere. Cosa buona e giusta, se non fosse stato per un sistema di Checkpoint non altrettanto ben realizzato che rendeva il gioco a tratti frustrante.
Un aspetto distintivo della produzione Insomniac è l’originalità delle armi, ulteriore fattore che ha permesso a questo gioco ambientato negli anni ’50 di distinguersi da produzioni come Medal of Honor e simili: cannoni che creano buchi neri e distorsioni spazio-temporali e pistole spara rasoi sono una costante nella saga di Ratchet and Clank, mentre Nathan Hale ha già avuto a disposizione armi simili, con proiettili che attraversano i muri e razzi radiocomandati. In Resistance 2 avremo certamente un arsenale altrettanto potente, e anche questa volta torneremo a guidare il carro armato e la classica Jeep, mentre gli Erranti e i Camaleonti (entrambi veicoli alieni, di cui l’ultimo novità di questo capitolo) saranno i mezzi guidati dai nostri nemici.
…ma erano in molti a prepararsi a combattere...
Il multiplayer si rivelò un aspetto importante per il successo di questa saga: la possibilità di impersonare i Chimera, di rivisitare in lungo e in largo le bellissime ambientazioni, in un online d‘altronde organizzato alla perfezione, ha decretato un successo inaspettato. I produttori hanno compreso d’aver gettato delle solide basi e adesso hanno deciso di sfruttarle a dovere.
Cominciamo con la co-op online (o in 2, a schermo condiviso): un massimo di 8 giocatori potranno combattere i Chimera in una modalità che, a detta degli sviluppatori, si potrà superare solamente attraverso il “vero” lavoro di squadra. Ebbene si, la modalità cooperativa sarà completamente slegata da quella singola offline: nuovi ambienti, oppure solo nuovi tipi di layout?? I Chimera adotteranno anch’essi un lavoro di squadra, o dalla loro avranno solamente la superiorità numerica per poterci contrastare?
…e le armi erano pronte a cantare...
Novità nella novità, la modalità co-op avrà ben 3 classi di soldato diverse da poter scegliere (almeno queste sono quelle annunciate fin ora), in base al nostro tipo di combattimento prediletto: da una parte abbiamo il Soldato Pesante, quello che predilige la forza bruta dei combattimenti ravvicinati disponendo d’un potentissimo arsenale, dall’altra parte c’è invece il Soldato Speciale, dotato di una mitragliatrice leggera con tanto di zoom, complessivamente consigliato per le lunghe distanze e, ultimo ma non ultimo, il nuovissimo Medico. Questo sarà addetto a salvare i commilitoni caduti in battaglia, responsabilità che rende questa classe la meno consigliata per il combattimento, anche se questo personaggio non è però passivo: infatti per poter salvare i nostri compagni incauti con la pistola “Medicator” dovremo anche cercare di eliminare quanti più nemici possibili, in quanto il potere curativo dell’arma dipende da una barra che si ricarica soltanto facendo fuori i nemici (altrimenti chi avrebbe mai voglia di dover impersonare un ruolo del genere?).
Questa classificazione (che sicuramente diverrà più profonda, probabilmente salendo di grado in una determinata categoria) rende già la campagna multiplayer maledettamente allettante, e inoltre ci basta pensare a quanto il multiplayer via rete di Resistance: Fall of Man sia tutt’oggi seguito dagli appassionati e soprattutto dai produttori, che con continui aggiornamenti migliorano i loro server e che con diverse mappe rendono più varia l’esperienza online.
E c’era questo grande campo di battaglia: l’Online.
Poco fa avevamo accennato a “solide basi” che il primo capitolo avrebbe gettato, intese come le ottime vendite e il multiplayer online paragonabile quasi ad una “rivelazione”: partite 20 vs. 20, in mappe tanto belle quanto vaste e con un gameplay sempre fresco e divertente.
Così com’è adesso, l’online di Fall of Man andrebbe benissimo, e invece no, perché Insomniac ha voglia di lavorare, ed è così che arrivano cifre e informazioni da capogiro.
Procediamo con ordine: le partite raggiungeranno ora un massimo di 60 giocatori (si, quello che leggete è un sessanta, non vi siete sbagliati) che potranno sfidarsi nelle classiche modalità, come Deathmach, Team Deathmach, cattura la bandiera, controllo del nodo e chissà in quale altro schema non ancora annunciato. 60 giocatori sono tanti, e la mappa rischia di diventare un’accozzaglia di gente che corre e spara allo sbaraglio (anche se, ammettiamolo, è divertente anche in questo modo); così, nella lobby che precede la partita, saremo indirizzati a un Team interno alla nostra fazione, Team con il quale dovremmo collaborare (via headset, possibilmente), per conseguire insieme la vittoria.
Le mappe saranno poi vaste, com’è naturale pensare, dato il numero di giocatori. Sappiamo però che, oltre ad essere larghe (qualcuno ha pensato all’impiego dei mezzi umani e alieni all’interno delle modalità online?) saranno poi sempre molto belle e dettagliate (qualità già confermate in RoM), ma soprattutto saranno sempre diverse: ogni volta la mappa sarà modificata, rivista attraverso un effetto “random” che in ogni occasione cambierà in modo radicale il suo aspetto e assetto. Interessantissima novità, considerando che sarà così mantenuto alto il livello di sfida: i veterani potranno sempre mettersi alla prova in “nuove” mappe, mentre i neofiti non subiranno (come sempre succede) nei confronti di tutti quelli che hanno imparato ogni centimetro cubo delle ambientazioni virtuali, che sfruttano a proprio vantaggio.
Quel che avanza, come i servizi di messaggistica, la lista amici (che si divide in amici semplici, di XMB e di Clan), l’organizzazione delle lobby, gli inviti alle partite, le chat private, la stabilità dei server, l’assenza di lag, la velocità di ricerca delle partite e la totale personalizzazione di quelle personali, è tutto perfettamente strutturato e funzionale in Fall of Man, e se tale sistema d’organizzazione dovesse essere semplicemente riciclato, noi non potremmo far altro che gioirne.
Il teaser della speranza
Finora, graficamente parlando, non sappiamo molto. In questo caso dobbiamo sperare che ci sia un netto cambiamento dal precedente FoM, in quanto questo gioco poteva sembrare più un ottimo gioco della scorsa generazione invece che uno della corrente.
Naturalmente, come già accennato, i produttori caddero nel solito tranello della line-up, e solo con Ratchet si sono dimostrati abili nello sfruttare le risorse della PS3.
Le immagini fino ad ora mostrate evidenziano una maniacale cura dei dettagli e un ottimo sistema d’illuminazione; purtroppo non abbiamo ancora nessun video che possa mostrare la grafica di questo gioco in movimento. Quel che più s’avvicina ad un video è un teaser (una breve presentazione in computer grafica) che ci mostra Nathan appena arrivato a San Francisco, che si mostra ai suoi occhi distrutta e in fiamme, sotto un cielo occupato dalle innumerevoli navicelle aliene.
Ora, nonostante sia questo un video che non rispecchia assolutamente il prodotto finale, possiamo continuare a sperare ricordandoci di quel vecchio teaser che uscì per Ratchet & Clank: ToD, che alla fine si rivelò terribilmente simile al videogioco vero e proprio. E allora: vogliamo continuare a concedere la nostra fiducia nel lavoro dell’Insomniac ?
Siete pronti a combattere?
Resistance 2 promette faville, e il bello è che tutto ciò che finora ci è stato annunciato ci ha già convinto di quel che sarà: un grandissimo videogioco che fa frutto dell’esperienza maturata attraverso lo sviluppo di ben due prodotti usciti nel giro di poco più di un anno, che rischia di spremere al meglio le potenzialità della PlayStation 3.
Online massiccio con ben 60 giocatori, una profonda modalità in cooperativa, che con 3 classi differenti e una storia slegata dalla principale potrà offrire un’ottima variante al single player, che invece ci permetterà di continuare a seguire le gesta eroiche di Nathan Hale, mentre cerca di estirpare del tutto la razza dei Chimera. Tutto il resto è fiducia e speranza che riponiamo nei ragazzi d’Insomniac, che nel giro di poco tempo si sono guadagnati tutto il nostro rispetto producendo due ottimi videogame che per primi hanno mostrato che cosa la PS3 è in grado di fare.
Ma d’altronde se la sono meritata tutta questa fiducia, e possiamo quindi dire in sicurezza che Resistance 2 sarà un gran gioco. Punto.