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Uncharted 3 [Hands on]
L'unione fa la forza...Scritto da Antonio "Aurenar" Pattiil 08 Luglio 2011Per i pochi (eretici?) che non lo sapessero: Uncharted è una serie di videogiochi appartenenti a quella categoria ibrida definibile in sparatutto in terza persona (Tps, in gergo) e action-adventure grazie alla presenza, non troppo invadente, di fasi esplorative e risoluzione di enigmi più o meno semplici. Apparsa per la prima volta nel 2007 con il sottotitolo “Drake's Fortune”, la serie si è sdoganata dal'anonimato per assurgere al rango di miglior gioco in esclusiva Playstation 3 con il secondo episodio: Uncharted 2 Among Thieves. Il prossimo autunno arriverà Uncharted 3 Drake's Deception, terzo episodio ufficiale di quella che si sta confermando come una delle più belle saghe videoludiche degli ultimi anni. Vgnetwork ha provato per voi la prova beta multiplayer, resa pubblica a tutti gli utenti del Psn mentre leggete queste righe. Il periodo di prova si protrarrà fino al 13 luglio, ma vediamo insieme quali impressioni e quali aspettative sono sorte da una prova con mano di questo promettente sparatutto in terza persona.
Aspetti tecnici e generali.
Prima di esaminare un po' più nel dettaglio le modalità di gioco che Uncharted 3 ci offrirà, spendiamo qualche parola riguardo a quegli aspetti che non cambiano tra un tipo di partita e l'altra. Il comparto grafico, già da adesso, mostra quanto potenziale era racchiuso nell'hardware della Playstation 3. Purtroppo non possiamo fare un confronto diretto tra grafica della modalità in singolo – solitamente molto più dettagliata – e quella della modalità multigiocatore. La nostra impressione è che le differenze ci siano, ma sono veramente minime e in generale l'aspetto visivo si attesta su livelli veramente eccellenti. Ogni partita, qualunque sia la modalità, inizia con un'autentica scena di intermezzo (cut-scene, in gergo) e anche alla fine degli scontri saremo omaggiati di un epilogo filmato con la grafica di gioco. Durante i deathmatch a squadre è capitato che lo scontro venisse interrotto da una terza sequenza filmata che introduceva al secondo round. Tutte le scene di intermezzo durano una manciata di secondi e, se è anche vero che alla lunga possano stancare, è altrettanto vero che l'intento è solo quello di introdurre al combattimento. Il motore fisico e quello sonoro sono, anch'essi, estremamente convincenti.
Chi ha la fortuna di avere un sistema audio 5.1 sentirà tutto nella giusta prospettiva, dai proiettili che ci fischiano nelle orecchie alle esplosioni lontane dalla nostra posizione. Ultima nota di colore va al cosiddetto “net-code” ovvero tutta quella parte di programmazione - sconosciuta ai più – che garantisce un gioco online esente da rallentamenti, che permette di trovare rapidamente giocatori disponibili e partite alla portata delle nostre capacità e tutto quello che riguarda l'esperienza online. Ad onor del vero bisogna segnalare una difficoltà ad aggiornare il gioco all'ultima versione proposta e un tempo di attesa per giocare molto alto, ma esclusivamente alla prima volta assoluta che abbiamo avviato il gioco. Dopo di quella è stato molto semplice e veloce fare log-in, avviare la partita e trovare in meno di un minuto una squadra pronta a giocare. Una delle poche parti a non essere attive è la tanto ventilata connessione a Facebook, che permette di restare in contatto e di comunicare con i propri amici sui propri progressi di gioco.

Deathmatch a squadre.
La prima modalità provata è stato il classico Deathmatch a squadre o “Team Deathmatch” in linguaggio tecnico. In pratica dieci giocatori vengono suddivisi in squadre e devono darsela di santa ragione fino al raggiungimento di cinquanta uccisioni. Le mappe da noi provate sono tutte estremamente dettagliate e spronano tanto ad una blanda esplorazione quanto a scontrarsi al più presto contro gli avversari. Vi sono molte vie di fuga e modi di arrivare faccia a faccia con gli avversari, tra queste le immancabili scalate su assi, pietre e appigli che sono un buon diversivo se si vuole evitare il prevedibile sentiero battuto da cecchini o fucilieri. Il gioco di squadra è fondamentale per la vittoria in questa modalità e garantisce – manco a dirlo – bonus e vantaggi di cui parleremo in chiusura articolo. Qui basti sapere che tanto le mappe quanto le armi sono risultate abbastanza convincenti, i cosiddetti “camper”, cioè i giocatori che tendono a fossilizzarsi dietro ad un riparo per colpire a tradimento, sono scoraggiati dal fatto che veri e propri nascondigli non ce ne sono, le mappe sono grandi ma non abbastanza e con un attacco a sorpresa questi possono essere neutralizzati facilmente.
Deathmatch a tre squadre.
E' una variante alla modalità precedentemente descritta, con la differenza che i giocatori nella mappa sono divisi in tre squadre e bisogna affrontare i nemici praticamente spalla a spalla. Qui, più che altrove, il concetto di gioco di squadra è di vitale importanza se si vuole una minima possibilità di successo.
Tutti contro tutti
.E' il classico deathmatch in cui non esistono squadre e ogni giocatore risponde solo per se stesso. Vince chi arriva per primo al numero di uccisioni prestabilito. In questa modalità decadono ogni velleità cooperative a favore di un approccio solitario e all'antica di intendere lo scontro a fuoco competitivo.
Estremo.
In questa modalità l'unica differenza degna di nota che noteremo dal “Tutti contro tutti” è la completa scomparsa di “perk” e “potenziamenti” che sono soliti accompagnarci in tutte le altre istanze di gioco. Saremo solo noi, la nostra arma e la nostra abilità, niente aiuti e niente vantaggi, per nessuno.
Arena cooperativa.
Una squadra formata da giocatori umani è presto formata e posta di fronte a nugoli di nemici gestiti dall'intelligenza artificiale, superiori per numero e potenza di fuoco. Noi e i nostri compagni veniamo posti di fronte ad una serie di obbiettivi da compiere per ottenere la vittoria. Gli obbiettivi variano e spaziano dal difendere una zona della mappa al portare un oggetto dal punto A al punto B ed altri incarichi.
Buoni o cattivi? L'importante è distinguersi!
Grandi sforzi sono stati compiuti per rendere la modalità multigiocatore di Uncharted 3 un'esperienza unica e autentica, che non dovrebbe stancare mai. Gli sviluppatori hanno pensato bene di offrire una vasta gamma di accessori, armi, opzioni di personalizzazione. Ogni utente ha a disposizione due aspetti: uno da eroe e uno da cattivo. Oltre a questo siamo chiamati a creare un nostro stendardo personale, che verrà automaticamente affisso alle pareti dei livelli di gioco quando saremo, di fatto, i migliori giocatori nella mappa. Capi d'abbigliamento, armi, bonus e potenziamenti vanno quasi tutti sbloccati giocando tanto e bene, specie aiutando i compagni di squadra. La moneta di scambio e l'esperienza combaciano: più ne uccidiamo o più missioni completiamo e più dollari accumuliamo. Questi, da un lato, conteggiano l'esperienza (come in un gioco di ruolo) e dall'altro fungono da cassa da cui attingere per comprare armi e quant'altro.
Durante le partite siamo chiamati anche a raccogliere tesori e saremo fregiati di onorificenze e medaglie: entrambi vanno venduti o scambiati per ottenere preziosi talenti e/o vantaggi di gioco. Ne citiamo due tra i tanti a disposizione a titolo di esempio: recuperare il massimo dell'energia in pochissimo tempo e ridurre il tempo di ricarica di un arma. Altra interessante novità mutuata da giochi pubblicati dal tempo è la modalità “cinema” che permette di registrare, salvare e pubblicare sui canali video classici (You Tube, per esempio) le proprie prodezze.
Uno sparatutto in terza persona praticamente infinito? Forse.
Nel marasma di sparatutto in soggettiva (noti anche come Fps) Uncharted 3 si pone come autentico faro nel buio, specie su Playstation 3, dove un titolo multigiocatore, in terza persona, esclusivo e di tale spessore era forse l'unica assenza ancora risolvere, in un'offerta ludica ormai poliedrica. Se i concorrenti si divertono – e tanto anche – su Gears of War, di certo nei lidi Sony non ci si annoia, anzi, l'avvento di Uncharted 3 colmerà questo vuoto, in parte riempito dalla modalità online del predecessore. Gli sforzi per rendere l'esperienza online instancabile e interessante si notano fin dalle prime battute e la nostra unica speranza è che ciò non tolga preziose energie per la realizzazione di un gioco che, già da adesso, promette di salire sul trono degli sparatutto in terza persona e di tenerselo stretto a lungo. Attenzione, però, perché la concorrenza non sta a guardare e c'è un certo Gears of War 3 all'orizzonte che non teme alcun rivale. La guerra per il dominio del genere Tps è appena cominciata.

Uncharted 3: Drake's Deception
- data d'uscita: 02 novembre 2011
- produttore: SCEA
- sviluppatore: Naughty Dog
- Distributore: Sony Computer Entertainment
- Genere: Azione Avventura
- Multiplayer: 1-10 giocatori Online, Locale e Coop.
- Sito di Uncharted 3: Drake's Deception
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