Yakuza 4

Come un dragone. Per la quarta volta
Scritto da il 28 febbraio 2011
Yakuza 4 Anteprima

Yakuza (titolo originale Ryu Ga Gotoku, che significa “come un dragone”) è forse la serie di maggior successo fra quelle partorite negli ultimi dieci anni. Perlomeno in Giappone, dove ogni episodio numerato supera in scioltezza le cinquecentomila unità. Nel resto del mondo, i tentativi di rendere grande il brand sono falliti, nonostante la qualità del primo episodio e una buona accoglienza della stampa specializzata. Addirittura, noi Europei l'abbiamo avuto sottotitolato nelle nostre lingue (almeno le principali), ma ciò non è bastato a spingere le vendite.Il seguito (a cui sono molto affezionato, in quanto fu il mio primo gioco recensito qui su vgnetwork, ndr) fece tribolare parecchio i pochi fan, che lo attesero per ben due anni, ma alla fine ci misero sopra le mani, confidando nell'imminente localizzazione di RGG3; e sbagliarono, siccome in questo caso il gioco arrivò sì in Occidente, ma più che altro per la tipica politica Sega di venire incontro ai fan (pochini, ma rumorosi e affezionati), nella misura in cui ciò sia possibile (lo facesse pure Namco!, ndr): ecco quindi che, per limitare i costi, la versione occidentale presenta dei tagli, i sottotoli solo in Inglese e solamente il doppiaggio originale, grazie a una speciale concessione di Sony. Magicamente, la casa di Sonic si è dichiarata soddisfatta delle vendite occidentali di Yakuza 3, annunciando rapidamente pure la localizzazione del quarto episodio, che vedremo sugli scaffali il mese prossimo, precisamente a un anno dalla release giapponese.

Insomma, si può dire che la sopravvivenza della serie dalle nostre parti sia il frutto di una conquista dei fan più sfegatati, che però devono comunque piangere i loro morti: gli spin-off, infatti, non saranno mai localizzati ufficilamente, a meno che non avvenga un miracolo, quindi per Yakuza Kenzan! (PS3) e Kurohyō: Ryū ga Gotoku Shinshō (PSP) dovremo confidare nei fantranslator. Speriamo bene, invece, per Yakuza: Of the End, in uscita in Giappone il 17 marzo: la sua natura di TPS horror in stile B-Movie potrebbe renderlo un prodotto appetibile per i mercati occidentali.


Le cose che già sappiamo.

Come abbiamo testé ricordato, Yakuza 4 è uscito da un bel pezzo in patria (dove Famitsu ha elargito un sontuoso 38/40), quindi le informazioni reperite e reperibili sono sicure e non propriamente “fresche”, ma vale la pena di raccoglierle per fare il punto della situazione: il gioco uscirà da noi, fasciato in una stilosissima cover, il 18 marzo, doppiato in giapponese (manna dal cielo per gli otaku) e sottotitolato in inglese. I tagli, questa volta, non coinvolgeranno hostess club e missioni secondarie, ma solo il minigioco “Answer X Answer”, un quiz di cui tutto sommato riusciremo a fare a meno. Converrete con noi, inoltre, che, anche con questa amputazione, il lavoro di traduzione deve essere stato immenso, fosse anche solo per le splendide cutscenes, le quali hanno una durata complessiva che supera le sei ore. Mica male, no? La novità più consistente, che andrà a colpire specialmente comparto narrativo e battle system, è la presenza di quattro diversi protagonisti di seguito citati. Kazuma Kiryu: non può certo mancare il protagonista assoluto della saga che non ha nemmeno bisogno di presentazioni; Masayoshi Tanimura è un poliziotto corrotto e amante del gioco d'azzardo; Shun Akiyama: proprietario di un'agenzia di prestiti; sostanzialmente, un usuraio. Le sue vicende sono legate ad un episodio chiave avvenuto in uno dei capitoli precedenti. Taiga Saejima: un simpatico yakuza condannato a morte.

Ciascun co-protagonista avrà un capitolo dedicato, che andrà ad intrecciarsi con gli altri fino a confluire nell'episodio finale di raccordo, in cui sarà possibile switchare i personaggi fra loro; una soluzione di questo tipo dovrebbe ostacolare la linearità della narrazione che affliggeva gli altri RGG, i quali comunque offrivano un intreccio notevole e ricco di colpi di scena.In concreto, invece, quattro personaggi stanno a significare quattro diversi stili di combattimento, come mostrato da questo simpatico trailer:

IFrame

Visionandolo, avrete notato anche la qualità non eccelsa del comparto grafico, purtroppo: d'altronde, lo sviluppo di Yakuza 4 è durato appena un anno, e l'engine è evidentemente lo stesso utilizzato nel lontano 2009 per il prequel, che comunque non era una meraviglia neanche all'epoca. Peccato, ma ormai in questa generazione ce ne siamo fatti una ragione: gli sviluppatori dagli occhi a mandorla sono tecnologicamente indietro in ambito home console ad alta definizione, e raramente hanno budget paragonabili a quelli dei più grandi studi americani ed europei. L'aspetto più pregevole è la mimica facciale e, tutto sommato, è un bene che Nagoshi e compagni si siano concentrati soprattutto su quella, per i motivi che abbiamo già considerato.L'ambientazione è ancora una volta Kamurocho, quartiere fittizio ispirato a Kabukicho: c'è il rischio che una quarta visita, quando la terza è avvenuta solo l'anno scorso, cominci a risultare ridondante, ma qualche nuova area ed il succitato espediente dei molteplici protagonisti (che dovrebbe farci vedere il “mondo” con prospettive diverse) cercheranno di scongiurare questo pericolo. D'altronde, quando ci si annoia o si vuol fare una pausa, è sempre possibile dedicarsi ai numerosissimi minigiochi presenti o alle missioni secondarie, che hanno subito un ridimensionamento a causa della struttura meno aperta rispetto al passato.


Provato con mano!

Dal 23 febbraio, è possibile per tutti (mentre gli utenti PlayStation Plus hanno avuto una settimana di anticipo) scaricare la versione di prova (demo, insomma) dal PSN, come era successo per Yakuza 3. Se non avete voglia di scaricarla, comunque, non vi perdete molto: giochi di questo tipo difficilmente “rendono” anche in versione ridotta. E quella in questione è una versione molto ridotta: sono giocabili solo quattro scazzottate, ciascuna con un protagonista diverso, in modo da mettere in evidenza quella che è la novità più importante in questa iterazione. Ciò che potrete constatare coincide perfettamente con il contenuto del video proposto poco sopra: oltre al comparto tecnico rugoso, noterete che ciascun lottatore ha il suo stile da padronegiare. Volendo essere stringati, possiamo dire che, oltre a Kazuma, combattente equilibrato e ormai familiare al pubblico, gli altri tre puntano ciascuno su una peculiarità: Akiyama è piuttosto veloce e predilige i calci, mentre Saejima è praticamente l'opposto, imponente e in grado di sopraffare nemici di tutte le taglie con le sue prese; Tanimura, infine, si rivela forse il più tecnico, anche se comunque non ci sono sostanziali differenze nel sistema di controllo che lo rendano difficile da utilizzare.

Insomma, demo o non demo, probabilmente avete già chiare le idee su questo gioco: difficilmente inizierete la serie dal quarto episodio (anche se rimane godibilissimo pure considerandolo come stand-alone), mentre se siete fan lo comprerete a scatola chiusa. Può darsi che la formula di gioco si riveli stagnante, ma per questa volta ci accontentiamo. Sarà Yakuza: Of the End a rimescolare le carte in tavola.

Yakuza 3Quando la trama gioca un ruolo importante come in questa serie, è sempre meglio godersi tutti gli episodi in fila.
Yakuza 2Ormai è vecchiotto, però vale il discorso appena fatto per Yakuza 3, oltre al fatto che si tratta di un ottimo gioco dotato di un gran comparto narrativo.
SCHEDAGIOCO
Cover Yakuza 4

Yakuza 4

Scheda completa...
Yakuza 42011-02-28 09:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime-playstation-3/yakuza-4/Come un dragone. Per la quarta volta1020525VGNetwork.it