Uncharted 4: Fine di un Ladro [Provato]

Le nostre impressioni dal preview event
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 04 aprile 2016
Uncharted 4: Fine di un Ladro [Provato] Anteprima

Nell’affascinante cornice del Salone dei Tessuti di Milano, addobbato perfettamente per la speciale occasione, sono stato ospite di PlayStation Italia per provare con mano quello che senza dubbio è una delle esclusive PlayStation 4 più attese dell’anno: Uncharted 4: Fine di un Ladro. Arne Meyer (Communications Director) e Ricky Cambier (Lead Designer) di Naughty Dog hanno fatto gli onori di casa, raccontando nuovi dettagli della loro ultima creatura, prima di passare al vero e proprio hands-on di quella che con tutta probabilità è a tutti gli effetti la versione finale del codice, pronto ad arrivare nei negozi il prossimo 10 maggio dopo svariati rinvii. Sappiamo dell’ossessione per i dettagli dei ragazzi di Naughty Dog e del gruppo diretto da Neil Druckmann e Bruce Starley (la coppia d’oro di The Last of Us e Uncharted 2), e nelle parole dei due ospiti d’oltreoceano si ritrovano lo stesso entusiasmo e passione che ha da sempre contraddistinto le loro opere.


Libertà, narrativa e di esplorazione

Dal punto di vista narrativo, Uncharted è sempre stata una serie dal tono piuttosto scanzonato e leggero, fatta di battute svelte e rari colpi di scena. Il quarto episodio della serie, pur mantenendo alcune delle caratteristiche più note, rappresenta una evoluzione del modello narrativo, con esperienze più sfaccettate e toni un tantino più scuri. L’ultima (?) avventura di Drake e soci da l’impressione di aver preso molto spunto dall’evoluzione caratteriale e attenzione per i dettagli più o meno evidenti proposta da The Last of Us, con personaggi più complessi ed una trama meglio strutturata. E forse non è un caso se uno degli svariati ritardi a cui è stato sottoposto il titolo sia stato dovuto – più o meno in parte – al voler “azzeccare” il finale. Nate questa volta sarà alla ricerca di un nuovo tesoro, nascosto dal pirata Henry Avery in quel di Libertalia, in Madagascar. Come al solito questo sarà solo l’incipit all’avventura di un Nate alle soglie della pensione da cacciatore di tesori (ma sempre bello fisicato), dove la relazione con Sam, il fratello da tanto tempo perduto e sorprendentemente ritrovato giocherà un ruolo fondamentale.

Ma Uncharted 4 presenta importanti novità anche sotto il profilo del gameplay, ed è qui che forse si nascondono le vere sorprese. Che il quarto episodio proponesse arene più ampie lo si era già capito dal primo video di gameplay svelato al PSX del 2014, ma Naughty Dog ha puntato davvero molto sulla libertà d’esplorazione e d’azione, abbandonando – almeno in alcune circostanze – la tipica linearità dei precedenti capitoli. La jeep vista nella demo di gameplay dell’E3 2015, infatti, verrà riproposta in varie situazioni di gioco, e non solo in rocamboleschi inseguimenti tra le trafficate vie di una affollata città. Ci saranno infatti aree completamente – e liberamente – esplorabili, sia a bordo del veicolo che scendendo al volo da esso per raggiungere tesori nascosti o preziose info per risolvere enigmi o fornire nuovi dettagli sulla trama. Il verricello della Jeep – pare costato una fortuna al buon vecchio Sully – può essere utilizzato per risalire pendii fangosi o risolvere enigmi ambientali. Novità anche sul fronte dello stealth, sempre più importante e sempre meglio strutturato: sarà infatti possibile nascondersi nell’erba alta, taggare i nemici così da seguirne i movimenti e, in un perfetto incontro con capisaldi del genere come Assassin’s Creed e Metal Gear Solid, troveremo anche un sistema di allerta progressivo, con brevi momenti in cui eliminare le guardie prima che diano l’allarme e la possibilità di sfuggire alla loro attenzione.


Dalle parole ai fatti

La demo che ho avuto modo di provare, basata senza dubbio sul codice pressochè finale del gioco (con tanto di Trofei e doppiaggio in italiano) serviva proprio per mostrare queste nuove caratteristiche di gameplay. L’impatto iniziale è un tantino spiazzante: al volante della jeep ho esplorato con calma la vasta mappa fatta di colline e pendii, costellata di rovine e piccole aree segrete. Scendere dalla vettura è rapido e permette di continuare l’esplorazione a piedi, utilizzando il rampino di Nate per risolvere piccoli enigmi e trovare nuove pagine del diario o tesori da collezionare. Quanto ci sia effettivamente da fare o trovare nella vasta mappa resta ancora da scoprire, ma nella mia esplorazione dai ritmi tranquilli ho trovato diversi posti di interesse, chiaramente totalmente opzionali. A condire il tutto c’erano le solite battute tra i partecipanti all’escursione, ovvero Nate, Sully e Sam, sempre coerenti ed efficaci. Gestire la jeep sui vari terreni è particolarmente divertente, con un buon effetto del fango sulla guidabilità specialmente in salita, dove cercare trazione su zone più asciutte risulta fondamentale per la prosecuzione dell’avventura, mentre il verricello è a disposizione per risolvere le situazioni più intricate.

Ma quando si tratta di sparare, pur con tutte le novità del caso, Uncharted 4 resta il solito Uncharted. L’importanza data allo stealth, associata alla vastità della mappa di gioco e alle tante diverse opzioni di ingaggio fanno di questo quarto episodio quello che promette di offrire una variabilità davvero invidiabile. Con i due compagni di avventura ho infatti attaccato un avamposto pieno di nemici, alternando stealth a brutali sparatorie, per poi correre nuovamente al riparo e colpire i nemici venuti allo scoperto, prendendoli a cazzotti o riempiendoli di piombo, a seconda del caso. Il tutto funziona splendidamente, anche grazie alle doti atletiche di Nate e alla marea di possibilità offerte dal level design. Rimane ancora qualche incertezza sull’IA nemica, che – difetto abbastanza cronico della serie – tende a non vedere i compagni di brigata, focalizzando l’attenzione solamente sul protagonista. Sully e Sam combattono invece in modo assolutamente credibile, nascondendosi e cercando riparo oltre ad ingaggiare lo scontro in modo più diretto, pur restando anche in questo caso qualche dubbio ed incertezza, con anche qualche compenetrazione ed incomprensione in fase di scalata. In tutto questo, il gunplay pare generalmente migliorato sotto ogni aspetto. Cambiare le armi a propria disposizione è ora molto più dinamico, condito da animazioni davvero stupende, con Nate che effettivamente impiega del tempo nel raccogliere e caricare l’arma appena lasciata dal nemico caduto. Il sound delle armi è più efficace e convincente che mai, così come una mira forse un tantino meno precisa, più fisica. Anche il corpo a corpo pare migliorato, pur continuando sulla stessa via tracciata dai precedenti.

Tecnicamente, Uncharted 4: Fine di un Ladro è uno spettacolo, anche se chiaramente le aree così ampie della demo non offrono lo stesso spettacolo dei livelli più chiusi e più densi di dettagli a cui la serie ci ha abituato. La qualità complessiva dell’immagine è ottima, così come le esplosioni e le animazioni di amici e nemici, mentre il fango si deforma in modo credibile al passare di vetture o uomini. Il frame-rate fissato a 30 fa il suo dovere, messo un attimo in crisi solo da effetti alpha come quelli offerti da una cascata.


Aspettative da numeri uno

L’Uncharted 4 che ho avuto modo di provare in quel di Milano mi ha sorpreso e non poco, per differenti ragioni. La demo era costruita appositamente per mostrare le novità introdotte dal gameplay, e complessivamente il tutto funziona più che bene, prendendo un po’ spunto da altri titoli del genere ma condendo il tutto con le classiche basi di Uncharted. Il gunplay in particolare mi pare molto migliorato e sempre più bello da giocare, da vedere e da percepire. L’esplorazione a bordo della jeep potrà rappresentare una piacevole boccata d’aria, un interessante diversivo a quello che son sicuro sarà il solito DNA dell’opera, fatta di set-piece adrenalinici e azione a non finire. Quanto, in percentuale, ci sia dell’uno e dell’altro rimane tutto da vedere, ma per fortuna non manca molto per scoprire tutto e di più di uno dei titoli più attesi dell’anno, e forse della attuale generazione.

La demo ci ha mostrato un Uncharted diverso dal solito, ma sempre efficace. Non vediamo l’ora di gustarci l’ultima opera di Naughty Dog. Aspettative ai massimi.
ASPETTATIVA5/5
Uncharted: The Nathan Drake CollectionOvviamente conviene arrivare preparati per l'ultimo episodio.
Metal Gear Solid V: The Phantom Pain ( PS4 )Sorprendentemente, c’è qualcosa in comune tra le due produzioni in quanto a gameplay.
SCHEDAGIOCO
Cover Uncharted 4: Fine di un Ladro

Uncharted 4: Fine di un Ladro

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Uncharted 4: Fine di un Ladro [Provato]2016-04-04 16:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime-playstation-4/uncharted-4-fine-di-un-ladro-provato-53160/Le nostre impressioni dal preview event1020525VGNetwork.it