Murasaki Baby [Hands-on]

Una bambina e il suo palloncino
Scritto da Mail@ VinVincasil 24 marzo 2014
Murasaki Baby [Hands-on] Anteprima

Per portarli fin sul palco della Gamescom 2013, in casa Sony hanno dovuto veder qualcosa di assai appetibile nei ragazzi al lavoro nella bella villa immersa nel verde della campagna di Varese: da una manciata di anni, è questa la suggestiva location degli studios di un team di creativi (italiano, una volta tanto) che, nel corso del 2014, ci offrirà uno dei titoli più attesi su PS Vita: Murasaki Baby.

Massimo Guarini, CEO e Founder di Ovosonico – il nome sotto il quale si sono riunite le “teste d’uovo” di cui stiamo parlando – ha le idee ben chiare: anche l'Italia potrà dire la sua nel mercato videoludico. Stretti nella manina di Baby, per l'appunto. 


Correre e tenersi per mano

Non è che i ragazzi di Ovosonico in mente avessero fin da subito PS Vita: il metodo di lavoro e sviluppo prescindeva da una specifica console di riferimento, almeno inizialmente. Poi, il matrimonio con Sony e la sua console portatile di ultima generazione è sembrata cosa chiara e conveniente nel momento in cui il gameplay andava delineandosi e le features (hardware innanzitutto) di PS Vita sembravano essere i mezzi perfetti per dare a quelle meccaniche di gioco un degno supporto.

Murasaki Baby sarà la storia di un viaggio che prende avvio quando le paure di una semplice bambina – la Baby del titolo – prendono forma: un’unica meta, il grembo confortante della madre; tanti ostacoli da superare (come potevano mancare?); un palloncino viola a forma di cuore che la nostra Baby porta sempre in giro con sé, suo unico alleato. Solo apparenza, in realtà: saranno i polpastrelli (di entrambe le mani) del sapiente videogiocatore a guidare costantemente la fragile bambina nel suo viaggio, a scortarla in un mondo onirico di mostri e ombre, creando con lei un legame affettivo “a prova di touch”. E quale miglior console se non una che può offrire ai level designer prima, al giocatore poi, non uno ma ben due schermi che, in maniera diversa, reagiscono ai colpi dei polpastrelli?

Come abbiamo avuto modo di constatare nella nostra prova di circa 20 minuti in una confortevole saletta targata Sony al Radisson Blu Hotel di Colonia, il gameplay del titolo Ovosonico ha un rapporto speciale col touch – interamente, esclusivamente strutturato su di esso. Per una precisa scelta stilistica, insomma, il giocatore non interagirà con tasti e comandi frontali, ma, senza interfacce ad intermediare, andrà a ragionare direttamente sulla materia mostrata a schermo. Colpendo o spostando elementi a schermo, si modifica il contesto ambientale per risolvere enigmi e superare gli ostacoli, dando modo a Baby di procedere lungo gli scenari di gioco sana e salva e – aspetto per nulla secondario – stando ben attenti anche al palloncino che faremo bene a mantenere tutto viola e tutto intatto sulle nostre teste (di fatto, il game over è legato all’esplosione del piccolo cuore volante).

Il rapporto che si verrà a creare con la bambina – quello di una guida, un maestro – è esemplificato già dall’apporto primario (e principale) che il giocatore è chiamato a dare fin dall’inizio, è da lì in poi in maniera pressoché continua: con un sapiente movimento di polpastrello, prendere la manina di Baby e accompagnarla nella direzione prescelta. Un movimento, questo, che al di là delle forti implicazioni simboliche, prevede una certa dose di cura e precisione: ad una linea di spostamento troppo netta equivale uno strattone che non tarderà di far ruzzolare la bambina per terra (con tanto di smorfia e pianto annesso!).


Perché il touchscreen non poteva bastare...

Se la situazione sull’OLED di Vita non dovesse sembrare già così alquanto incasinata, interviene la vera peculiarità dell’ingegno italiano, che altrimenti offrirebbe un titolo non troppo diverso da altri già visti (Escape Plan su tutti). L’esperienza di gioco non potrà prescindere, infatti, dall’assiduo utilizzo del touch pad posteriore, l’interfaccia attraverso cui si potrà cambiare “fondale” al livello; al di là del mero aspetto estetico (durante la nostra prova abbiamo potuto saggiarne quattro e vi possiamo assicurare che sono tutti artisticamente validi e curati, ndr.), molteplici e interessanti saranno gli sviluppi a livello di gameplay. Strisciando con due dita sul pannello posteriore, cambieremo, per dirla con gli sviluppatori, “mood” al livello, con forti implicazioni sia sul comportamento dei nemici che sullo stato emotivo di Baby. La situazione standard che ci siamo trovati davanti prevedeva verdi colline con strani tentacoli che spuntavano qua e là; un rapido movimento ed ecco il verde diventare rosso sangue: mostri oscuri si sporgono dalle retrovie, facendo fuggire nemici e, incidentalmente, anche Baby (ma questo non rappresenta un grande problema: basta restituirle il palloncino e tutto si sistema).

Le possibilità non finiscono qui: avete necessità di spostare oggetti, magari con la forza del vento? Niente di più utile che il fondale con dei bei mulini in lontananza, pronti ad essere attivati con movimenti rotatori sul touch pad posteriore.Quarto ma non meno spettacolare fondale provato nella versione disponibile: un cielo blu che, a colpi del giocatore, scatena tempesta. Ricordate quella barchetta in secca che avete trovato prima, inutilizzabile? Ora non dovrebbe esserlo più.


In attesa del palloncino 

Non solo un gameplay promettente: Murasaki Baby ha carisma da vendere, anche artisticamente parlando. Osservate le immagini: l'ispirazione è marcatamente "burtoniana". Tutto il corredo stilistico ne risente, per un “mood” a schermo assai peculiare, perfetto per un’avventura onirica che vuole essere emozionale ed emozionante.Creare empatia con Baby è davvero questione di minuti: sarà il sorriso sghembo della bambina, la sua tenerezza ogni qual volta il palloncino le sfugge di mano, la necessità di tenerla costantemente per mano, ma vi assicuriamo che ci è bastata una breve prova per legarci alla bambina e iniziare ad attendere gli sviluppi futuri dell’avventura. Murasaki Baby è sicuramente uno dei giochi che attendiamo con maggior curiosità per il 2014 di PS Vita: un titolo in cui, una volta tanto, le emozioni e la capacità di empatizzare con il videogiocatore saranno il focus principale.

Tecnicamente, gli sviluppatori sono ben consapevoli di dover ottimizzare il frame-rate a schermo (avevamo tra le mani una versione decisamente pre-alpha, per cui nessuna preoccupazione per quello ballerino che veniva proposto, ndr.), tanto più che sarà un requisito essenziale per una corretta lettura combinata dei due touch in continuo confronto. Ma nulla che non possa essere risolto con un sapiente lavoro nella campagna di Varese: potrebbe essere l’Italia a mettere le ali alla PS Vita. Non ci resta che attendere Baby e il suo palloncino.

Occhi puntati su un'interessantissima produzione made in Italy.
ASPETTATIVA5/5
Escape Plan ( PS Vita )Uno dei titoli della line-up di PS Vita, una fuga di due simpatici personaggi da mettere a segno a colpi di touch!
DokuroUna bella rivisitazione delle fiabe con cattivoni, principesse rapite e castelli.
SCHEDAGIOCO
Cover Murasaki Baby

Murasaki Baby

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Murasaki Baby [Hands-on]2014-03-24 15:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime-ps-vita/murasaki-baby-hands-on/Una bambina e il suo palloncino 1020525VGNetwork.it