In concomitanza con il lancio di Ps Vita in Europa il 22 febbraio 2012, avverrà la pubblicazione di Ninja Gaiden Sigma Plus, degli sviluppatori Team Ninja, versione potenziata di quel Ninja Gaiden Sigma approdato su Playstation 3 nel luglio del 2007. Stiamo parlando di un action molto singolare che - pur inserendosi nel folto gruppo di giochi rappresentato da Bayonetta, God of War e Devil May Cry – resta un gioco veramente eccezionale sotto tutti i punti di vista e che, ne siamo certi, farà la felicità di numerosi hardcore gamers che attendono con trepidazione la nuova console portatile di casa Sony e non vedono l'ora di metterla subito sotto torchio.
Ninja Ryukenden di “nuova” generazione
La leggenda della spada ninja del drago (questa la traduzione di Ninja Ryukenden e nome originale della serie in Asia) risale alla fine degli Anni '80, quando una relativamente giovane Tecmo sfornava su Nintendo Entertainment System una trilogia destinata a numerose conversioni, la più importante delle quali su Super Nintendo: Ninja Gaiden. Bruciando i tempi sugli avversari, Tecmo puntava forte su un protagonista carismatico, alto tasso cinematografico e una trama che tenesse incollati al monitor e che non fosse un semplice pretesto. Ryu Hayabusa, il protagonista sempiterno e indiscusso di questa serie, non si affermò mai come icona del Videogioco a differenza di Super Mario, Sonic, Pacman e Lara Croft, ma di certo si ritagliò un posto d'onore nel cuore di molti appassionati. Il misterioso ed impavido salvatore del mondo scomparirà poi dai riflettori per oltre un decennio. Nel 2004, grazie al carisma di Tomonobu Itagaki, il Team Ninja di Tecmo si mise al lavoro su un “reboot” di Ninja Gaiden lavorando esclusivamente per la prima, nera, Xbox di Microsoft, che era la più potente console all'epoca e per questo Itagaki volle sviluppare per quella. Il risultato finale fu semplicemente prodigioso: come a voler anticipare i tempi,Ninja Gaiden offriva una qualità grafica talmente elevata da rasentare la computer grafica, un gameplay straordinario, controlli quasi perfetti, nemici e boss ad alto tasso di difficoltà e ambienti di gioco gradualmente più vasti ed esplorabili. Ninja Gaiden Sigma, di cui abbiamo accennato in apertura, non è altro che la versione potenziata di quel Ninja Gaiden per Xbox, con restyling grafico portato in alta definizione, nuove armi e difficoltà ulteriormente aumentata, per mandare in brodo di giuggiole tutti gli appassionati. Ninja Gaiden Sigma Plus è un ulteriore potenziamento della versione per Playstation 3, con qualcosa in più: scopriamo insieme cosa.
Una vera gioia per gli occhi
Tecnicamente parlando, Ps Vita è di poco inferiore alla Playstation 3 in termini di mera potenza, la prima conseguenza di ciò è che molti giochi godono quasi degli stessi trattamenti grafici, e Ninja Gaiden Sigma Plus non fa eccezione. Graficamente parlando dobbiamo aspettarci una conversione molto fedele alla controparte “Sigma” con una cura per i dettagli che ha del prodigioso, ottimo utilizzo delle texture, fondali evocativi e soprattutto una fluidità impareggiabile. Se c'è una cosa che in quel di Tecmo sanno fare, è realizzare giochi d'azione con la mente fissa ai 60 fotogrammi al secondo, ovvero quella sensazione di fluidità e velocità che solo pochi giochi al mondo, su console, possono vantare. Chi conosce Ryu Hayabusa lo sa, solitamente è vestito in nero latex e ricoperto di cinghie e fibbie in cui ripone le sue armi e i coltelli da lancio, ma va precisato che si può scegliere di affrontare il gioco con Ryu vestito in maniera molto più classica, come un ninja dei tempi passati, con un completo di colore blu. Prepariamoci dunque a giocare, fin dal lancio europeo di Vita, un gioco dal dettaglio visivo estremamente elevato, oltre che graficamente molto fluido.
Ma cosa c'è in Plus?
Il sistema di controlli non subirà drastiche modifiche, anzi, sembra che sia stato perfettamente importato dalla Playstation 3, anche grazie alla presenza del doppio stick analogico e ai pulsanti dorsali di cui dispone la Ps Vita. Quello che è stato ritoccato riguarda la gestione dei Ninpo e delle armi da lancio. I Ninpo sono dei poteri speciali, tecniche ninja che attingono la loro forza dalle forze primordiali della natura: fuoco, acqua, aria, terra e per alcuni istanti rendono il ninja che li usa un potente e devastante stregone. Per sfruttare questi poteri, Ryu dovrà trovare prima delle antiche pergamene da cui apprendere le arti arcane. Sulle console ordinarie, la gestione dei Ninpo era molto semplificata e bastava premere un paio di pulsanti per usufruirne; grazie alla presenza del doppio touch-screen di Ps Vita, gli sviluppatori hanno pensato bene di chiamare in causa la prontezza di riflessi del giocatore, che ora dovrà muovere le dita sul dorso della console, in corrispondenza di alcuni simboli magici, per poter evocare il potere elementale: un'ottima trovata per aumentare il coinvolgimento e simulare la gestualità di uno stregone. Per quanto riguarda le armi da lancio, Ryu può utilizzarle in due modi: il primo, e più facile, è quello premere un pulsante per tendere semplicemente il dardo verso il nemico che sta di fronte, una volta rilasciato il pulsante il nostro eroe scoccherà la freccia verso il nemico vicino. C'è anche la possibilità di prendere manualmente la mira, in quel caso la visuale passa in prima persona che se si trattasse di uno sparatutto, grazie al potente accelerometro di cui è dotata la console, possiamo muovere la stessa per prendere la mira come se stessimo realmente impugnando un arco o una balestra.
Killer Application? Forse... no
Lungi da noi voler emettere dei verdetti finali in sede di anteprima, ma allo stato attuale dobbiamo ammettere che se c'è un gioco che più di altri potrebbe far pendere la bilancia di un utente indeciso all'acquisto di Ps Vita, questo gioco potrebbe essere proprio Ninja Gaiden Sigma Plus. Le premesse sono semplicemente entusiasmanti e la prospettiva di portare sempre con sé un titolo di assoluto spessore, graficamente molto gradevole, dal gameplay instancabile, longevo e rigiocabile come lo è Ninja Gaiden Sigma è decisamente invitante. I condizionali sono doverosamente d'obbligo, perché tra il dire e il fare c'è di mezzo una prova con mano che dovrebbe dissipare gli ultimi dubbi, il primo dei quali è chiedersi se un gioco datato 2004, incipriato nel 2007 e convertito per la nuova portatile di Sony sia invecchiato bene oppure sia stato surclassato – in termini di maggior interesse o offerta ludica – da altri titoli di lancio. Otto anni non sono pochi, dunque ai posteri l'ardua sentenza.