Un remake speciale
Fino a una decina di anni fa, i giocatori europei potevano solo sognarsi di mettere le mani sugli antichi episodi di Final Fantasy, dal momento che il primo esponente della saga a raggiungere il Vecchio Continente fu Final Fantasy VII. Nel 2002, però, come canto del cigno di PS1, Squaresoft inaugurò la stagione dei porting/remake con Final Fantasy VI (peraltro venduto alla modica cifra di € 15 e contenente la demo di FFX), seguito a breve distanza da Final Fantasy Anthology, collezione dei porting da SNES di FFIV e FFV. Per il quarto episodio della serie si trattò solo della prima riproposizione, a cui seguirono FFIV Advance, il remake tridimensionale su NDS e l'uscita su Virtual Console. Se sommiamo l'originale su SNES del '91, il remake per Wonderswan e l'edizione per cellulari (queste tre non arrivate in Europa), arriviamo al ragguardevole numero di sette versioni (più o meno) diverse!
Cosa dovrebbe spingerci a comprare nuovamente FFIV, che, in occasione del suo ventesimo compleanno, è stato tirato a lucido per l'ennesima volta? Bè, incrociando le dita, questo dovrebbe essere il remake definitivo, anche se ormai nessuno sarebbe disposto a metterci la mano su fuoco. Remake definitivo perchè non include soltanto l'episodio originale, ma anche il remake di The After Years, che è l'unico seguito mai uscito di Final Fantasy IV, finalmente disponibile in una release unitaria. Già questo basterebbe a soddisfare i più, ma c'è dell'altro: la Complete Collection, infatti, si compone di tre parti, ossia Final Fantasy IV, Interlude e The After Years. Non sarà assolutamente obbligatorio giocarle in quest'ordine, anzi, sarà possibile sin da subito selezionare da dove si vuole cominciare. Vediamole rapidamente una ad una.
Final Fantasy IV
Delle tre parti, questa è sicuramente la più corposa (dura una ventina di ore abbondante), ma, allo stesso tempo, la meno bisognosa di presentazioni, siccome tutti i giocatori orbitanti dalle parti dei JRPG ne hanno quantomeno sentito parlare, se non lo hanno addirittura giocato più o meno approfonditamente.Final Fantasy IV (che per la prima release americana era stato battezzato FFII, vista la mancata localizzazione del vero FFII e di FFIII. Analogamente, FFVI sarebbe diventato FFIII) uscì per la prima volta vent'anni fa e si trattò di un capitolo cruciale, in quanto conteneva già le caratteristiche che hanno reso vincente la serie almeno per i successivi dieci anni: innanzitutto, una trama avvincente, in cui agiscono personaggi dotati di background e caratterizzazione. Certo, già FFII si era mosso in tale direzione (mi rifiuto di definire tale quella del primo episodio, ndr), ma la realizzazione in FFIV è decisamente di un altro livello, anche se non compete ovviamente con capolavori più recenti come Xenosaga o Tales of the Abyss. In questa Complete Collection non saranno purtroppo presenti le aggiunte apportate allo script dalla versione per NDS, consistenti in alcuni flashback.Altra caratteristica fondamentale è l'Active Time Battle system (ATB), che sostituisce il vecchio sistema a turni semplici anche in molti giochi Squaresoft successivi, fino almeno a FFIX per poi riaffiorare con FFX-2. Per quei due o tre interessati che ancora non lo sapessero, l'ATB gestisce i turni tramite lo riempimento di una barra per ciascun membro del party.
Interlude
Non si tratta né di un porting, né di un remake, bensì di un capitolo assolutamente nuovo di zecca e creato ad hoc da Takahashi Tokita, designer di FFIV e TAY. Chiaramente, la sua esclusività per PSP costituisce la maggior attrattiva per i fan, che hanno sicuramente già divorato le altre due parti. Funge da raccordo fra le altre due parti, tanto che contiene personaggi di entrambi gli episodi. La narrazione inizia a Damcyan e la durata prevista è di tutto rispetto: per portare a termine questo interludio, infatti, saranno necessarie delle dodici alle quindici ore.
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