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Gods Eater Burst

Gods Eater Burst
Videogioco PlayStation Network
Informazioni Gods Eater Burst
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Anteprima Gods Eater Burst  Scritto da: Giovanni "Guitar Hero" Ormesi | Data: 2010-10-12

God Hunter? Monster Eater?


Cavalca l’onda!

Ormai è risaputo che PSP, a dispetto di buone vendite hardware, zoppica un po’ con il software, anche in terra natia. L’unico gioco che ha spopolato letteralmente è Monster Hunter Portable (o Freedom, che dir si voglia), che, nella sua seconda iterazione ha superato i cinque milioni di unità nel solo Giappone, contando anche l’edizione Freedom Unite. Se Capcom ha trovato la sua gallina dalle uova d’oro, Namco non poteva starsene lì con le mani in mano: ecco, dunque, che otto mesi fa esce nella Terra del Sol Levante God Eater, Action JRPG con forte componente multiplayer cooperativa (ad hoc), che segue la strada tracciata da MH.
Non si può certo dire che il lavoro non sia stato svolto con perizia: d’altronde, il producer è Shinichiro Okamoto, coinvolto in progetti del calibro di Xenosaga e Tales of Symphonia (entrambi, in un modo o nell’altro, giochi di culto), il character design è stato affidato a Sogabe Shuji, già apprezzato col manga di Persona, mentre l’OST, da sempre importantissima nell’ambito dei JRPG, è opera di Go Shiina, che ha partecipato a diversa roba Namco, tra cui alcuni Tekken e alcuni Tales.
L’accoglienza è buona, sia da parte della stampa specializzata (con un 34/40 di Famitsu), sia da parte del pubblico, con vendite che hanno superato, nel corso di quest’anno, le 600000 unità. Non male per un nuovo brand, certo, ma comunque non abbastanza per scalfire lo strapotere di Monster Hunter Portable, pronto a rinsaldare il suo dominio con il terzo capitolo, in uscita fra meno di due mesi (aspettatevi un’anteprima a breve, magari non curata da me, che non sono un profondo conoscitore della serie, ndr).



Cosa cambia

Per quanto sia impossibile negare che la fonte di ispirazione di God Eater sia da ricercarsi nel brand Capcom, è comunque necessario rimarcare le differenze fra i due titoli, le quali non sono poi poche se si guarda con una certa attenzione.
Tanto per cominciare, il gioco è dotato di una trama: in un futuro non troppo lontano, gli Aragami (di cui potete vedere alcuni artwork nella gallery) hanno invaso il pianeta sterminando gran parte della popolazione. Sarà compito dei God Eater scongiurare la minaccia, estraendo da queste creature l’anima, grazie all’impiego di armi chiamate Shinki. Neanche a farlo apposta, voi impersonerete proprio un God Eater, creato da zero all’inizio del gioco con un potente editor; non sarete da soli, dal momento che vi affiancheranno dei compagni, guidati dall’ I.A. oppure da altri giocatori. Inutile dire che questa seconda opzione è quella preferibile per sfruttare al meglio le potenzialità del gioco, che dovrebbe risultare comunque godibile anche in singolo, grazie a combattimenti frenetici e a qualche interessante trovata.

Le armi, che colpiscono subito l’attenzione di chi guarda un qualsiasi trailer, sono enormi e mutano forma: la loro gestione avviene attraverso un sistema chiamato Deus Ex Machina, il quale permette, con la semplice pressione di un pulsante, di passare dalla blade form, alla gun form e alla predator form. Se le prime due si spiegano da sole, vediamo un attimo la predator: essa è la forma più letale, che consente di copiare alcune tecniche degli Aragami e quindi di prodursi in attacchi devastanti. Ovviamente sarà anche possibile personalizzare le proprie armi con vari oggetti.
Un espediente di questo tipo è studiato a supporto di un Battle System veloce e spettacolarizzato, caratteristica del titolo firmato Project G.E. (studio interno di Namco, in cui G.E. sta ovviamente per God Eater). Questa è probabilmente la più grande fra le (non poche, come abbiamo visto) differenze fra il gioco in questione e Monster Hunter, che punta su un gameplay meno dinamico e più ragionato, in cui la collaborazione fra giocatori è essenziale. Potremmo dire, insomma, che God Eater sembra più “casual” (con tutte le mille virgolette del caso) rispetto alla caccia ai mostri proposta da Capcom. Per certi aspetti, torna in mente Phantasy Star Portable, piuttosto, altro software di successo in Giappone (anche in questo caso siamo intorno alle 600000 copie).


Burst!

L’edizione del gioco che raggiungerà i nostri lidi non è quella uscita in Giappone il 4 di febbraio, bensì la Burst, prevista per la fine di questo mese in patria e a seguire (a una certa distanza) in USA ed Europa. Burst è in tutto e per tutto una versione potenziata del God Eater originale: include nuovi personaggi, armi, costumi, Aragami e una storia aggiuntiva, che si colloca tre mesi dopo la conclusione degli eventi narrati dal plot principale. In totale, le missioni dovrebbero essere raddoppiate, raggiungendo il ragguardevole traguardo di duecento.
Da segnalare, oltre ad ulteriori feature aggiuntive, qualche miglioria nella grafica e nel bilanciamento del gameplay, limature sempre apprezzabili in operazioni di questo tipo.
Se siete un po’ abili a smanettare, anche in lingue che non conoscete, potreste provare la corposa (una trentina di missioni) demo, disponibile nel sito di Namco Bandai dall’inizio di questo mese: ecco QUIil link
Buon divertimento!

Nell'attesa di Gods Eater Burst
Monster Hunter Freedom UniteMonster Hunter Freedom Unite

Se volete rimanere su handheld, questo è l’ultimo episodio di MH uscito su PSP, in attesa dell’imminente (almeno in Giappone) terzo episodio portatile.
Monster Hunter Tri (3)Monster Hunter Tri (3)

Se, invece, preferite le home console, buttatevi sul recente Monster Hunter Tri, a meno che non vogliate rispolverare la PS2. Ma non vi conviene.


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Aspettativa del gioco
3/5

Una sorta di versione “light” di Monster Hunter (passateci l’accostamento), ricca di contenuti, grazie alla localizzazione dell’edizione Burst. Gli amanti delle esperienze cooperative tascabili ci facciano un pensiero.



Guarda la gallery
God Eater Burst   God Eater Burst   
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