Quando si parla di un Brand come Kingdom Hearts c’è sempre una sensazione tra bene è male che accompagna il giocatore, nonostante sia stato uno dei titoli che ha diviso file di persone, diventate poi fan sfegatati o attivi contestatori, la serie ha sempre fatto parlare di sé. Già dal lontano 2001 , tramite il trailer del titolo all’interno del bonus disk di Final Fantasy X, era impossibile non rimanere incantati dal taglio grafico e dalla ost che accompagnava le immagini riportando ognuno di noi all’infanzia. Disney e l’allora Squaresoft, avevano unito le forze per amalgamare due realtà degli albori videoludici di milioni di giocatori. In una sola parola, stupendo. Certo poi, a conti fatti, il gioco presentava un sacco di lacune, un sistema di combattimento action con comandi a turni, una vera confusione per certi versi, accompagnata da una telecamera ballerina che abbandonava nei momenti meno opportuni. Ad ogni modo il titolo ebbe un grandissimo successo, un seguito ancora più discusso con alcuni cambiamenti nel gameplay e una storia di mezzo che dava davvero poco, e che portava un nuovo protagonista, Roxas, per poi ritornare sui precedenti binari narrativi e riconsegnare nelle mani di Sora la trama, dopo qualche ora.
Squadra che vince non si cambia.
La serie ha avuto anche una serie di spin – off e riedizioni su diverse console, Chain of memories sull'oramai defunto GBA, titolo che andava ad inframezzarsi tra il primo e il secondo capitolo, e che implementava l'uso di carte per determinare il numero di azioni possibili durante il combattimento, con una grafica isometrica ottimamente realizzata e la possibilità di usare Riku, comprimario e antagonista di Sora nella serie. Questo capitolo può fregiarsi addirittura di una riedizione per Ps2 , con la grafica del primo capitolo, disponibile nella special edition denominata (final mix) del primo Kingdom Hearts in Giappone, e poi riproposta in America. Questo insieme ad altri titoli ha dato vita a quella macchina fabbrica soldi che è poi diventato questo brand, e come far passare il tempo ai fan che aspettano con trepidazione il terzo capitolo? Ovvio: tirando fuori prequel su prequel; l'ennesimo caso è il stravendutissimo Birth by Sleep uscito in Giappone il 9 Gennaio scorso e atteso da noi per Settembre 2010 se tutto va bene.
Indietro nel tempo.
Birth by Sleep ci riporta 10 anni prima del primo Kingdom Hearts: avremo a che fare con volti noti, ma soprattutto faremo la conoscenza dei tre protagonisti, che saranno Aqua, Terra e Ventus (quest'ultimo dalle fattezze identiche a Roxas), apprendisti possessori delle Keyblade inviate dal loro maestro Eraqus alla ricerca di Xehanort. Insomma, tutti personaggi apparsi nel filmato segreto di Kingdom Hearts 2. Le novità sono tante, il sistema di combattimento è stato modificato, in particolar modo spicca un attacco denominato Focus, con cui si possono designare più bersagli contemporaneamente per poi distruggerli in una serie di combo devastanti. Tra le novità anche una serie di mondi nuovi ispirati a Lilo e Stitch e Cenerentola, insieme al mondo Classico Disney. Tra i volti noti troviamo i futuri appartenenti all'organizzazione XII: un giovane Ansem e i piccoli Sora, Riku e Kairi.
L’antagonista principale del gioco sarà una nuova razza, gli Unversed, legati in qualche modo alla scomparsa di Xehanort. Di carne al fuoco pare essercene tanta, e in un intervista Nomura ha promesso delle migliorie e delle aggiunte per le versioni Pal e USA. Ricordiamo inoltre che Square-Enix ha deciso di non supportare la PSP go in questo frangente: difatti il gioco uscirà solo in formato UMD e non sarà disponibile sul PSN (una decisione che ha destato non poco stupore tra tutti i videogiocatori, contando il grande proposito di Sony di espandere la Digital Delivery). E, come per altri titoli di grande calibro come Dissidia Final Fantasy e God of War Chians of Olympus, anche questo Birth by Sleep, a quanto pare, avrà una sua mascherina personalizzata per la Psp.