The Legend of Heroes: Trails in the Sky

La leggendaria serie di Falcom arriverà in Europa, per la prima volta!
Scritto da il 26 luglio 2011
The Legend of Heroes: Trails in the Sky Anteprima

Un rapido excursus su The Legend of HeroesFa piacere che, in un business milionario come quello dei videogiochi, esista ancora chi fa i conti anche con la propria passione, come quelli di Ghostlight: dopo aver speso qualche ora (più di cinquanta, in realtà) sulla versione americana di Trails in the Sky, frutto del miracoloso accordo fra Nihon Falcom e XSEED, questi ragazzi inglesi hanno deciso che anche noi giocatori europei meritiamo una Collector's Edition di questo magnifico gioco, quindi l'hanno annunciata la settimana scorsa sul loro blog.Il gioco avrebbe dovuto essere pubblicato in Europa da XSEED stessa, ma solo su PSN; tuttavia, come sanno anche i muri, c'è stato quel grosso down che ha rallentato i lavori, permettendo ora a Ghostlight di inserirsi.Notabilia: il comunicato parla soltanto di una Collector's Edition, dal contenuto ancora ignoto, non riferendosi invece ad una Standard, per cui è possibile che questa non esista (se guardate nel listino del publisher, vedrete che neanche Agarest: Generations of War Zero ha una edizione “povera”); inoltre, è probabile che il gioco in Italia sarà introvabile, ma questo non deve spaventare di certo gli internauti; infine, non è ben chiaro se sarà disponibile anche su PSN. Vi faremo sapere!Dal momento che The Legend of Heroes è sostanzialmente una novità per noi Europei, e qui su VGN ne parliamo per la prima volta, è giusto spendere qualche parola in generale, anche per evitare quel senso di spaesamento tipico di chi si deve immergere in una serie ampia come questa.Eiyū Densetsu – questo il nome originale – nasce nel 1989, come spin-off del leggendario Dragon Slayer, A-RPG molto popolare all'epoca, ma, a differenza di DS, proponeva un Battle System a turni; dopo due episodi, viene inaugurato un nuovo ciclo narrativo, la trilogia di Gagharv, che potete giocare su PSP nei non eccellenti remake di Bandai distribuiti negli Stati Uniti. Meglio che niente, insomma.Nel 2004 inizia una nuova saga all'interno della serie, cioè quella di Trails, la quale, ad oggi, si compone di cinque capitoli (l'ultimo in dirittura d'arrivo in Giappone), i primi facenti parte della trilogia Sora no Kiseki (Trails in the Sky), mentre gli altri due sono ambientati in un periodo successivo.In sostanza, non temete di avvicinarvi a The Legend of Heroes, perché Trails in the Sky non ha legami diretti con altri episodi – per quanto si possa ipotizzare che il mondo sia lo stesso di Gagharv, ma in altre regioni – e XSEED ha già assicurato ai fan che l'intera trilogia sarà localizzata, per cui noi Occidentali avremo comunque la possibilità di giocarci, in un modo o nell'altro, perché PSP è region free.Anche Zero no Kiseki e Ao no Kiseki potrebbero arrivare, ma molto dipenderà dal successo commerciale dell'operazione attualmente in corso: d'altronde, si tratta di alcuni fra i giochi con la più imponente mole di testi, in barba a tante grandi software house come Square Enix e Namco Bandai, che motivano alcune mancate uscite occidentali con i costi di localizzazione troppo elevati.


Un viaggio senza precedenti

Classificare Trails in the Sky non riesce molto difficile: si tratta di un JRPG classico con BS turn-based - ma senza incontri casuali! I mob sono visibili, grazie a Dio - con ambientazione ricchissima, debitrice in egual misura nei confronti del fantasy e dello steampunk; una descrizione del genere potrebbe essere benissimo quella di Grandia e, detto fra noi, questo è un grosso complimento, dal momento che giochi del genere (e del calibro!) sono sempre meno.L'elemento che più avvicina i due titoli, però, è il viaggio, fondamentale in tutti i JRPG, certo, ma raramente così esaltante. Il valore aggiunto, in questo senso, che quelli di Falcom possono vantare nei confronti del capolavoro di Game Arts e di altri mille ottimi/eccellenti JRPG, è indubbiamente il lore impressionante che hanno sviluppato, senza precedenti verrebbe da dire.Per chi non lo sapesse, per “lore” si intende la possibilità di conoscere approfonditamente il mondo di gioco, anche in riferimento ad argomenti non strettamente necessari per comprendere la trama o altro; insomma, in Trails è possibile parlare con centinaia di NPC, leggere libri e riviste... in pratica, il giocatore diventa turista, turista in un mondo meraviglioso.

Un approccio di questo tipo, chiaramente, ha le sue controindicazioni per un certo tipo di utenza, che si sostanziano in un ritmo non proprio serrato, in una vicenda e un'atmosfera non certo ricche di pathos in ogni loro frangente, e, ovviamente, in valanghe di testi, tutti in Inglese.Nulla vieta, comunque, di giocare in maniera più “frettolosa”, dal momento che anche il solo impianto ludico è validissimo, però sarebbe un giocare senza capire e senza sfruttare appieno le potenzialità del prodotto, che ne risulterebbe così sottoutilizzato. Un po' come appendere un Picasso sopra il water.

Immagine di The Legend of Heroes: Trails in the Skies


Come si gioca?

Come abbiamo già detto, quello che ci troveremo ad affrontare è un JRPG classico con BS turn-based, ma queste classificazioni non esauriscono certo ciò che c'è da sapere, per quanto riescano a sintetizzare abbastanza efficacemente la formula di gioco.In un mondo ricco come quello di Trails in the Sky, appare saggio optare per un'esplorazione non legata alla tradizionale World Map (che troviamo, invece, in Final Fantasy VIII, giusto per citare un JRPG che hanno giocato anche i cani), bensì “continua”, in cui le varie città sono collegate fra loro da diverse location: in questo modo si ha l'impressione di un mondo molto più denso, dal momento che spesso le WM sono abbastanza “vuote”, con quattro o cinque città per continente.I combattimenti a turni presentano innesti direttamente dai tattici, una delle grandi famiglie nel macrogenere dei JRPG, la quale, però, presenta moltissime diversità rispetto a quello che siamo soliti chiamare “JRPG classico”; ad ogni modo, ciò si estrinseca nell'importanza del movimento, di solito non contemplato nei BS classici turn-based: mentre in un Breath of Fire III a caso ci si preoccupa tuttalpiù di selezionare il comando “Attack” piuttosto che “Skills”, in Trails il raggio d'azione delle mosse è fondamentale e costringerà i personaggi (fino a quattro contemporaneamente) a muoversi all'interno dell'arena, aggiungendo un certo dinamismo agli scontri, solitamente statici in questo tipo di giochi. Volendo, anche questa volta si potrebbe tornare con la mente a Grandia, mutatis mutandis.

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Il sistema di customizzazione funziona in modo analogo al Materia System messo a punto da Squaresoft in Final Fantasy VII: gli Orbment, proprio come i vari equip di Cloud e compagnia cantante, sono dotati di slot in cui vanno incastonati i Quartz, che invece corrispondono alle Materia.Questo in soldoni: ci riserviamo approfondimenti e valutazioni di vario genere (su flessibilità, diversificazione, pianificazione ecc.) in una sede più adeguata, cioè quella della recensione, in cui il gioco intero verrà sviscerato. Per il momento, ci accontentiamo di questo assaggio e attendiamo con impazienza una data da Ghostlight, sperando che in futuro ci porti anche il resto della trilogia, se non della saga intera.

GrandiaIl titolo più facilmente reperibile che abbia un'atmosfera simile. Scaricabile dal PSN.
Persona 3 PortableL'ultima fatica di Ghostlight, che merita sempre e comunque il sostegno degli appassionati.
SCHEDAGIOCO
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The Legend of Heroes: Trails in the Sky

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The Legend of Heroes: Trails in the Sky2011-07-26 09:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime-sony-psp/the-legend-of-heroes-trails-in-the-sky/La leggendaria serie di Falcom arriverà in Europa, per la prima volta!1020525VGNetwork.it