Una scelta che fa discutere.
Rari sono i casi in cui una serie nata su home console si trasferisce su handheld, se non per concedersi qualche spin-off: l’ha fatto Final Fantasy (anche un po’ troppo), l’ha fatto Motorstorm, l’ha fatto Grand Theft Auto, l'ha fatto God Of War… l’han fatto in tanti. In questo caso, invece, non ci troviamo davanti ad uno spin-off, ma ad un vero e proprio seguito (come potete intuire dal titolo).
Sarebbe inutile nascondere la delusione di molti fan a causa del “downgrade”, ma, allo stesso tempo, sarebbe ingiusto trascurare il titolo solo per questo, anche perché la carne al fuoco pare essere parecchia.
SEGA, dal canto suo, ha avuto anche motivi validi per tentare una mossa del genere: quando lo sviluppo del gioco è iniziato, il primo Valkyria Chronicles poteva essere tranquillamente considerato un flop a livello di vendite; solo in seguito all’uscita dell’anime e alla commercializzazione della versione budget, nonché a un consistente passaparola sulle varie board, il titolo è riuscito a superare le 200.000 (siamo sopra le 220.000) copie in Giappone, davvero un buon risultato per un T-JRPG (Tactical-Japan-RolePlayingGame).
Inoltre, i grandi risultati di Phantasy Star Portable e seguito, rispettivamente l’ottavo e il nono gioco più venduti su PSP in Giappone, potrebbero aver influenzato questa scelta. Peccato che le cose, in fin dei conti, non siano andate così bene: il gioco, già uscito in patria da due mesi, ha totalizzato poco meno di 140.000 copie, con un risultato simile a quello ottenuto dal primo capitolo prima del boost di cui si accennava prima.
Vabbè, bando alle ciance e vediamo in cosa si concretizza il trasferimento su PSP.
Meno grafica, più gameplay.
Una delle peculiarità del primo capitolo era il suo particolarissimo stile grafico, definito Canvas Rendering, che dava la sensazione di vedere un delizioso acquerello in movimento. Per dare un’idea a chi non ci avesse giocato, ecco un’immagine:

Tutto ciò, per quanto non certo ai massimi livelli tecnici di PS3, non poteva essere riproposto su PSP perfettamente uguale. Il Canvas Engine è rimasto, ma il risultato non è lo stesso, tanto che le cut-scenes non saranno più realizzate con il motore grafico del gioco, bensì consisteranno in spezzoni anime. Il character design, invece, è rimasto in mano a Raita Honjo, com'è giusto che sia.
Le ovvie carenze di grafica, a quanto pare, sono state compensate da una gran densità di contenuti: tante missioni, anche secondarie, nuove classi, più possibilità di personalizzazione e una modalità multiplayer ad hoc, competitiva per due giocatori o cooperativa per quattro.
Il Battle System, imperniato sul BliTZ come nel primo Valkyria Chronicles, è rimasto piuttosto fedele, seppur con un paio di modifiche dovute molto probabilmente all’hardware meno performante: per prima cosa, il numero di truppe schierabili è stato ridotto a sei; secondariamente (ma sicuramente più rilevante ai fini del gameplay), le mappe sono state suddivise in zone, con la possibilità di schierare personaggi diversi sostituendo quelli iniziali, una volta che si è passati a una zona successiva. Di converso, utilizzare alcune truppe, specialmente quelle con scarsa mobilità, può rivelarsi sconveniente nel momento in cui bisogna farle muovere da una zona all’altra. Difficile dire se una scelta del genere ha avuto riflessi positivi o negativi visto che non abbiamo provato ancora il gioco con mano. Vedremo, e intanto serbiamo qualche piccolo dubbio.
Il sistema delle classi ha subito un’interessante ristrutturazione: esistono cinque classi “base” (di cui una è inedita) e diverse sotto-classi organizzate con struttura ad albero, alle quali si può accedere sviluppando il proprio personaggio. Maggiori possibilità di personalizzazione, come potete immaginare, ovviamente anche per l’ormai celebre carro armato, equipaggiando armi diverse e scegliendo la colorazione.
Back to school.
Nella parte introduttiva di questa anteprima, abbiamo accennato al fatto che questo è il seguito diretto del gioco per PS3: due anni dopo gli eventi del primo capitolo, si scatena in Gallia una guerra civile, in cui si fronteggeranno il Gallian Revolutionary Army e i cadetti dell’Accademia Militare di Lanseal. La narrazione ruota attorno a tre personaggi principali, ossia Avan, che è il protagonista, Cosette, compagna di classe di Avan, e Zeri, che è il rivale, ma ce ne sono moltissimi altri di cui è possibile approfondire la storia e la personalità. Lo svolgimento del gioco, infatti, non è più lineare, dal momento che è utilizzata una struttura a missioni.
Come potete notare, non ci sono gli eroi che avete imparato ad amare in passato, anche se per alcuni di questi è disponibile la skin. Mero fanservice, un po’ come succedeva in maniera più limitata nel primo Valkyria Chronicles, in cui trovavano spazio Vyse e Aika direttamente da Skies of Arcadia. Ecco i cameo (dovrebbero essere questi, stando a quanto ho trovato in giro in lingua a me comprensibile. Lo dico giusto per mettere le mani avanti, NdR):
-Welkin
-Alicia
-Edy
-Isara (salvataggio VC PS3 o password dal sito ufficiale)
-Maximillian (password dal sito ufficiale)
-Faldio (password dal sito ufficiale)
-Emilia, eroina di Phantasy Star Portable 2 (salvataggio PSP2 su PSP)
-Mintz e Julius Klotz, dall’adattamento manga Wish You Smile
-Lamarre, dall’adattamento anime
-Selvaria (in Giappone come pre-order bonus)
Queste premesse, però, sembrano piuttosto quelle di uno spin-off: abbiamo una trama che sembrerebbe non incidere troppo sull’ambientazione, nuovi personaggi (ma molte skin fanservice!) e la struttura di tipo scolastico; forse da ciò si può desumere che SEGA tornerà su PS3 con un sequel più vicino al primo episodio. D’altronde le dichiarazioni di Tanaka (producer), che sogna di sviluppare la serie sia su PSP sia su PS3, potrebbero avvalorare una tesi del genere. Resta da vedere se queste siano ancora le sue intenzioni, dopo le vendite al momento non esaltanti su PSP. Intanto, per ingannare l’attesa, vi proponiamo un interessante trailer... Buona visione.