The Legend of Zelda: Breath of the Wild [Hands-On]

Zelda è morto. Viva Zelda
Scritto da Mail@ mattscannail 08 luglio 2016
The Legend of Zelda: Breath of the Wild [Hands-On] Anteprima

Stai correndo per una terra inesplorata, antica e apparentemente abbandonata. Incontri bestie feroci e animali di ogni tipo, li affronti a fatica con le tue armi raccolte per strada, che siano bastoni, vecchie spade arrugginite o frecce al tuo fidato arco, facendo attenzione a non usurarle eccessivamente. Ti fai largo per luoghi oscuri e dimenticati, facendo attenzione a non terminare le energie e cercando di scoprire in che landa sconosciuta si è stati trasportati, sfidando una maledizione vecchia come il tempo.

Tutto questo potrebbe essere l’incipit di un Dark Souls qualsiasi e invece si tratta del nuovo The Legend of Zelda. Il caro vecchio Zelda, la mia serie preferita di giochi di ruolo, le avventure della triforza, di Link e della terra di Hyrule, che ritroviamo nel futuro più remoto avvolta da una minaccia incombente come quella di Ganon e cambiata radicalmente.

Cambiata radicalmente come il gioco vero e proprio, almeno da quanto ho potuto constatare testando almeno una mezz’ora di gameplay di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il nuovo, rivoluzionario, episodio della serie, in arrivo il prossimo anno su Nintendo Wii U e… NX.


La Libertà è un’avventura che non finisce mai… (cit.)

Innanzitutto, Breath of the Wild, seguendo le orme di ormai la stragrande maggioranza dei giochi tripla A, si presenta con un mondo liberamente esplorabile ed aperto, dalle dimensioni notevoli: si parla di un’estensione più di 10 volte maggiore rispetto a Twilight Princess, il capitolo della serie dall’overworld più esteso fino ad ora (fatta eccezione per l’acqua di Wind Waker ovviamente). Prendendo anche esempio da A Link Between Worlds poi, la serie di Aonuma sta facendo passi da gigante per attenuare la sua linearità: anche in questo titolo infatti potremo affrontare i livelli nell’ordine da noi preferito. Link infatti viene catapultato nel Grand Plateau di Hyrule dopo un brevissimo incipit nel quale otterrà la Sheikah Slate (una sorta di tablet magico in grado di mostrare la mappa di gioco e ricco di altri poteri segreti), senza tutorial, informazioni o direzioni. Si tratterà infatti di iniziare ad esplorare questo splendido mondo, scoprendo quanto è cambiato, quanto è più duro e complesso.

Innanzitutto, questa libertà – la quale sono riuscito a percepire anche nei pochi minuti a contatto con il gioco – non si limita all’estensione orizzontale della mappa e relativa assenza di caricamenti tra le tante zone che si intravedono in lontananza. Significa anche un’apertura verso l’alto, in quanto Link sarà capace, per la prima volta, di saltare a piacimento (in verità in alcuni episodi handheld questo era già possibile tramite un oggetto, ndr) e di arrampicarsi su quasi tutte le superfici, incluse pareti verticali e persino alcuni nemici. Mi è capitato infatti di incontrare un terribile ammasso di rocce semovente intento a tirarmi massi in grado di uccidere in un colpo solo; come sconfiggerlo? Bene, in stile Shadow of the Colossus mi è toccato di scalarlo e prenderlo a spadate da sopra, almeno fino a quando la mia stessa spada, dopo pochissimi colpi, si è rotta inesorabilmente e sono stato costretto alla fuga. Alla fuga, avete letto bene: sono scappato da un nemico in uno Zelda.

Certo che è bello cambiato…


​Quanto manca?

Detto questo, il cambiamento nel sistema di combattimento è evidente ma non necessariamente un miglioramento. Si denota un sistema più profondo e non solo nella gestione dell’inventario (dovremo raccattare spesso armi, scudi ed elementi dal terreno per sopravvivere e rimanere armati fino ai denti), ma anche e soprattutto nel gameplay vero e proprio, con colpi molto più misurati e potenti in grado di aprire le nostre difese se mancati; non si tratta di un Souls-like vero e proprio ma poco ci manca. Possiamo quindi scordarci di aprirci un varco tra i nemici semplicemente mashando il pulsante d’attacco, tuttavia non tutto mi ha convinto di questo nuovo sistema. In primis, la gestione della telecamera e del puntamento Z (marchio di fabbrica della serie) non mi è parsa così responsiva e precisa e in generale questo battle system a metà tra quello classico e uno molto più ragionato mi è parso una via di mezzo non troppo efficace. Dovrò aspettare qualche boss fight per farmi un’idea più precisa, ma anche il dover cercare armi e scudi ogni tre secondi non sembra una prospettiva troppo intrigante. Forse è solo questione della demo però.

Certo, a parte ciò, il mondo è davvero enorme e pare ricco di cose da fare, dungeon classici e altri luoghi meno iconici ma altrettanto pieni di segreti, oggetti e possibilità. La realizzazione tecnica di The Legend of Zelda: Breath of the Wild poi fa il suo lavoro, nonostante a questo punto dello sviluppo il frame-rate sia ancora più che ballerino e la risoluzione meno che ottimale. Personalmente, non sono un grande fan anche dei colori un po’ slavati del gioco, ma devo dire che a parte questo, da un punto di vista artistico e anche di effetti particellari, non ci si può proprio lamentare. E chissà come sarà su NX!

Manca tanto all’uscita ancora, ma a poche ore dall’evento ho già voglia di tornare a giocare ed esplorare ogni anfratto di questo geniale mondo.

Ogni partita a The Legend of Zelda: Breath of the Wild sarà una sfida contro la natura e la storia di Hyrule. Sarete pronti a raccoglierla? 

La più grossa evoluzione della storia nella serie regina di Nintendo.
ASPETTATIVA5/5
The Legend of Zelda: Twilight Princess HDL'ultima riedizione in alta definizione del Lupo Link.
Dark Souls III ( PC )Ok è forse esagerato come paragone... Ma fino a un certo punto.
SCHEDAGIOCO
Cover The Legend of Zelda: Breath of the Wild

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

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