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Gears Of War 2

Gears Of War 2
Informazioni Gears Of War 2
9.5

Anteprima Gears Of War 2  Scritto da: Nicolò "Cocò" Pellegatta | Data: 2008-11-04

Per prepararci al lancio del 7 novembre, vi proponiamo questa succulenta anteprima!

Riuscire a farsi valere in un panorama così esteso è impresa difficile. Gears of War due anni addietro riuscì ad intromettersi tra l'elevata schiera di sparatutto tridimensionali per il semplice fatto che possedeva uno scopo. Oggigiorno la tendenza è quella di creare un FPS perchè il mercato apprezza molto questo genere, ma pochi tra essi sono in grado di giustificare l'impiego di una visuale in prima persona. Sviluppare un Third Person Shooter, di contro, può rivelarsi una scelta “snob”, ma quanti prodotti scimmiottano un impianto ludico da FPS ripreso tramite una telecamera dietro le spalle? Nel marasma di produzioni scarsamente riuscite, Gears of War riuscì nel 2006 a spiccare, per via del fatto che, semplicemente, traeva forza dal suo essere uno sparatutto in terza persona: il titolo Epic poneva il giocatore al centro di un universo in ascesa apocalittica, tinteggiato con dinamismo ed imprevedibilità, lasciava a Marcus Fenix il compito di studiarne l'algoritmo per carpirne l'andamento. La tecnologia è abbastanza potente da generare ostacoli, ma anche fornire al giocatore i mezzi per superarli. Gears of War era ed è uno dei migliori esempi di come l'architettura hardware di Xbox 360 sia abbastanza potente da permettere un massiccio studio del dettaglio e alquanto abbordabile da costruire una struttura di gioco semplice e lineare. 

Pesante eredità?

Superare Gears of War, il blockbuster Gears of War, è cosa tutt'altro che semplice. Cliff Bleszinski, producer del titolo, ha sin da ora messo in chiaro che il seguito dello sparatutto datato 2006 sarà “migliore, più grande e molto più devastante”. Nonostante queste parole abbiano scarso riferimento con il gioco vero e proprio, troppo pompose per apparire convincenti, troppo generali per codificare il gioco. Fatto sta che Gears of War 2 è ormai in dirittura d'arrivo (7 Novembre) e si propone come un progetto ancora più ambizioso del predecessore, più “grande” a giudicare dalle parole di Bleszinski. Eppure il primo capitolo aveva conquistato tutti con la sua semplicità, quel suo gameplay geometrico e ricercato strategicamente; il suo sistema di copertura vanta ora come ora infiniti tentativi di imitazione, eppure riesce difficile superare l'alchimia di Epic. L'Unreal Engine 3 in tal senso si rivelò grandioso, offrendo agli sviluppatori una versatilità di design semplicemente senza limiti: l'ossatura grafica indicava le direttive attraverso cui sviluppare il gameplay, a cui poi si aggiungeva una dettagliata ricerca grafica, che adoperava ogni gocciola dell'hardware di Xbox 360 per esaltare l'impianto di illuminazione, preziosa risorsa tecnica e di gameplay.

Un’aspetto invidiabile.
Gears of War 2 parte sin da subito al meglio imbastendo uno scenario che beneficia di una versione evoluta del motore grafico proprietario di Epic. Se il porting PC di Gears of War uscito lo scorso anno beneficiò di un numero cospicuo di miglioramenti, in grado di arricchirne il processo tecnologico, niente, però, a che vedere con il motore grafico predisposto per il seguito: ogni cosa va verso un realismo oggettivo e palpabile, i movimenti dei fluidi reagiscono ora in maniera ancora più sensibile, i pattern di illuminazione definiscono una inedita prospettiva artistica e la ritrovata potenza grafica esterna una buona cifra di componenti su schermo, senza rallentamenti o eccessivi cali di frame rate sia chiaro. L'ultima creatura di Epic ricerca una capacità di interazione ben superiore al predecessore: Gears of War non lasciava molta possibilità gestionale a colui che impugnava il controller, anzi talvolta rassomigliava a uno shooter su binari. Non è esattamente un difetto, dato che la diminuzione di esplorazione ha potuto corroborare la componente strategica dei giocatori, costretti ad ottenere il massimo in difesa da locazioni “chiuse” ludicamente. Gears of War 2 di conseguenza prova a discostarsi dal prequel, aumentando il numero di situazioni proposte, che, si spera, faranno largo uso delle novità introdotte al gameplay di gioco.

Un motivo per combatere!
Per il momento si tace circa le introduzioni al bestiario e all'armeria del gioco, che saranno influenzati direttamente da una narrazione curata da Joshua Ortega, figura nota del panorama fumettistico a stelle e strisce. Marcus Fenix e compagni (a proposito, in Gears of War 2 ci saranno due aggiunte al cast dei protagonisti) prenderanno parte ad una trama, fortunatamente, che asseconda il gameplay e prova a dargli coerenza: il mondo, apocalittico e culturalmente allo sfascio, è in procinto di essere salvato da quattro, pardon cinque, omaccioni tutti steroidi e corazza, grandi e grossi protagonisti di un avventura che guarda ai comic americani con gusto stereotipato. Tra l'altro cinque saranno i giocatori che potranno affrontare simultaneamente il Single Player, contro gli appena due del precedente. Gli eventi narrativi avranno come base quanto narrato in Gears of War, ne assorbiranno l'atmosfera e la rilassata cadenza esplicativa, ma avranno anche l'onere di adoperare il turning point a livello di trama, che ricondurrà all'epilogo in occasione di Gears of War 3, terzo atto della nuova trilogia Epic.

La difesa innanzitutto.

La baionetta del futuro, estraibile da fucili fantascientifici, fa un gradito ritorno dopo l'originale apparizione nel capitolo 2006: essenzialmente esterna al contesto dello shooter, la motosega esaltava dapprima la carica violenta di Gears of War, ma più a fondo svolgeva una azione fluidificante nel gameplay ed andava ad unire le argute sezioni dalla lunga distanza dietro copertura con ravvicinate e head-to-head mischie. Con Gears of War 2 Epic tenta di rendere tali scontri ravvicinati meno alieni al contesto action e più interazionali: nel caso entrambi i contendenti estraessero la motosega, il giocatore che premerà più velocemente il tasto “A” avrà la meglio. Il QTE si insinua dunque nel panorama degli sparatutto con sofisticata invenzione, visto che Gears of War è tutto fuorché uno sparatutto nostalgico e classicista. Ben più pressante, l'introduzione di nuove meccaniche protettive va a sancire l'aspetto più importante dell'impalcatura ludica di Gears of War 2: la difesa. Se il sistema di copertura rimane forte nel definire l'ossatura di gioco, le novità in questa sezione tentano di perseguire una strada rivolta all'interazione e al bandire il sedentarismo, favorito dagli elementi di copertura. L'introduzione di appropriati scudi e la capacità di raccogliere i cadaveri dei nemici ed impiegarli a salvaguardia della propria incolumità potrebbero rappresentare le più pressanti introduzioni in questo secondo capitolo, se non altro perchè provano a smuovere in una direzione inattesa il gameplay della serie. Il resto del gioco, difatti, appare fin troppo ancorato al predecessore. Multiplayer compreso. Non si vuole, però, dichiarare a priori il fallimento del progetto, solo che una superficiale aderenza al concept del titolo del 2006, potrebbe ricondurre le ambizioni di Bleszinski del tipo “citius, altius, fortius” ad una disarmante semplicità artistica, sequenziale per così dire. Potrebbe...
Nell'attesa di Gears Of War 2
Dark Sector ( X360 )Dark Sector ( X360 )

In comune con GoW ha il sistema di coperture ed un'impostazione degli scontri simili, oltre che una certa linearità. Purtroppo però non possiede lo stesso strepitoso multiplayer.


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Aspettativa del gioco
5/5

Il sequel dell'impressionante third person shooter del 2006. Imperdibile.



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