3 maggio. Fino a questo giorno dovrete aspettare, se siete tra i previdenti che hanno acquistato
Halo ODST ed hanno conservato gelosamente l'invito al suo interno, per mettere le mani sulla Beta pubblica di
Halo: Reach, nuovo successo annunciato made in
Bungie per
Xbox 360, prequel ufficiale di
Halo: Combat Evolved e forse il più atteso capitolo della serie dopo il terzo, il quale contraddistinse l'esordio del brand su
Xbox 360. La notizia è fresca di
X10, evento monomarca organizzato da
Microsoft in quel di
San Francisco per presentare tutte le novità della stagione.
Bungie ha rilasciato un nuovo Video-Doc (breve documentario) nel quale, oltre ad interessanti interviste con gli sviluppatori, l'intero mondo videoludico ha avuto per la prima volta occasione di vedere
Reach in azione in modalità Single Player e, benchè il lavoro non sia ancora finito (si parla di una versione
Alpha), il risultato raggiunto è già ottimo e spettacolare.
Fall of Reach.Per la prima volta in un gioco della serie
Halo, la comunque avvincente storia non potrà per noi presentare troppi colpi di scena: questo prequel infatti è ambientato prima degli eventi di
Combat Evolved e racconta gli avvenimenti che precedettero la “
Fall of Reach”, ossia la caduta del pianeta
Reach sotto la minaccia dei
Covenant. Per chi volesse approfondire la storia dietro a questo ultimo prodotto
Bungie, potrebbe essere una buona idea rimediare l'omonimo romanzo
Halo: The Fall of Reach del 2001, all'interno del quale potremmo trovare numerosi riferimenti alla trama di
Halo:
Reach, parallela ma allo stesso tempo contingente a quella narrata dall'autore
Eric Nylund nel suo libro.
In
Reach saremo perciò protagonisti di una delle più feroci battaglie tra uomini e
Covenant; quando gli alieni in questione decisero di attaccare il pianeta originario del progetto
Spartan e sferrare un colpo decisivo alle già sofferenti forze terrestri, visto che
Reach era la più grande, abitata ed importante colonia umana.
In
Reach tutto sembrerà diverso: i
Covenant saranno più feroci, i soldati terrestri avranno meno consapevolezza delle loro forze rispetto a quelli della trilogia principale, ormai avvezzi a continue sfide nello spazio contro di loro, ed appariranno nuove specie di alieni con diversi equipaggiamenti. L'obiettivo della squadra di sviluppo è quello di rappresentare i
Covenant come una razza nuova, quasi selvaggia, non l'attrezzato contingente d'assalto di
Halo 2 ma una forza bruta, avanzata tecnologicamente ma anche scevra di emozioni e più minacciosa che in passato, senza
Profeti o religioni a tenere banco.
Ad essere diversi saranno anche i nostri protagonisti, non più
ODST, non più
Master Chief, ma un intero team, nome in codice
Noble.
Ecco a voi il Team Noble.Se avete familiarità con il profilo biografico di
Master Chief, saprete cosa sia uno
Spartan, ovvero un supersoldato creato in laboratorio e progettato per combattere i
Covenant, dotato delle migliori tecnologie di cui l'umanità possa disporre e di una forza e resistenza ben al di là di quelle di un uomo comune. Forse pochi sapranno però che, oltre agli
Spartan-II dei quali fa parte
Master Chief, esiste anche una variante, meno costosa da realizzare, più diffusa ma anche ovviamente meno potente: i cosiddetti
Spartan-III, prodotti in serie per missioni ad alto rischio e dalla difficile riuscita. In
Halo: Reach ci troveremo a prendere le sembianze proprio di uno
Spartan-III dal carattere difficile e abituato a lavorare da solo (soprannominato infatti
Lone Wolf), appena entrato all'interno di una squadra, denominata
Noble, composta da altri cinque elementi, tra cui persino uno
Spartan di secondo livello.
La presenza di diversi personaggi ricorda da vicino la composizione della squadra di
Halo: ODST, uno degli elementi narrativi più apprezzati nell'ultimo
Halo uscito; rispetto alla trilogia originale quindi, attendetevi molti più dialoghi, gioco di squadra e sfruttamento delle peculiarità dei diversi membri del team (come prevedibile ci sarà il cecchino, il tipo tosto a cui piace far esplodere tutto, il veterano, ecc.), opzione che potrebbe aggiungere profondità anche al gameplay e al modo di approcciare le epiche battaglie che ci troveremo ad affrontare joypad alla mano.
Siccome l'uscita di
Reach è ancora ben lontana, per quanto riguarda la modalità campagna in Single-Player altro non è trapelato dagli abbottonatissimi esponenti di
Bungie, perciò possiamo solo fare ipotesi sul compito che il
Noble Team dovrà compiere per salvare il salvabile prima della caduta del pianeta; unico elemento che è stato sottolineato in sede di presentazione del titolo riguarda la serietà e la componente dark che saranno presenti in
Reach in maniera anche maggiore rispetto al comunque “oscuro”
ODST. Ciò non può che renderci ottimisti, in quanto essa aveva rappresentato uno dei punti di forza dell'ultimo
Halo, ambientato a
New Mombasa.
Un nuovo Halo.
Halo: Reach si prospetta mastodontico, forse il miglior
Halo mai uscito, stando alle promesse di
Bungie. Come
ODST, Reach sarà uno spin-off della serie regolare, la quale dovrebbe essersi esaurita con la sua terza incarnazione (a meno che lo sviluppo venga adottato da un altro team), sarà quindi l'ultimo
Halo made in
Bungie – lacrimuccia scende sulla guancia del vostro redattore – ma promette di lasciare con il botto, confezionando il più costoso, più adrenalinico e più corposo capitolo della serie mai realizzato, in grado di rivaleggiare con i migliori di sempre tra gli sparatutto in prima persona.
Ogni elemento in
Reach è stato rivisto e aggiornato in meglio rispetto ad
Halo 3: grafica, animazioni, quantità di personaggi sullo schermo, dialoghi, effetti. Sono state persino aggiunte nuove armi (come ad esempio un fucile che spara aghi
Covenant) e nuovi veicoli ancora da svelare, oltre alla possibilità, da noi sempre sognata, di poter guidare un
Falcon, anche in multi. Multi che dovrebbe egli stesso presentare innovazioni, aggiungendo alla ricca dotazione di modalità e opzioni del comparto multigiocatore di
Halo 3 nuove sfide e possibilità di personalizzazione. Tutto ciò potrebbe già essere tra le nostre mani il 3 di maggio, data nella quale
Bungie rilascerà la
Beta (versione intermedia tra la
Alpha e quella finale) multiplayer di
Halo: Reach, a proposito della quale vi riveleremo presto il nostro parere.
Un elemento di continuità con il resto della serie, ma allo stesso tempo molto gradito, riguarda invece la colonna sonora, la quale sarà affidata ancora una volta a
Marty O'Donnell, già responsabile musicale degli altri titoli Halo, genio indiscusso e garanzia di uno score dal risultato epico, coinvolgente, all'altezza dei suoi predecessori.
Halo 0 o Halo 4?Benchè
Reach sia in realtà solo un prequel della storia principale narrata nella trilogia di
Halo, ha tutti i crismi del seguito vero e proprio. Nuove armi, nuovi personaggi, una veste grafica enormemente migliorata (le immagini che corredano questo articolo parlano da sole) e un comparto online che si preannuncia già fantastico. Se contiamo che ancora mancano circa sei mesi all'uscita e le promesse di
Bungie continuano ad aumentare ad ogni intervista o video rilasciato, è facile capire come
Reach sia in effetti il capitolo di
Halo più chiacchierato e più atteso della storia.
Allo stato dei lavori attuale questo ultimo titolo dei ragazzi di
Kirkland sembra poter agevolmente reggere tutte queste attese e ergersi come uno dei migliori giochi del 2010, se non entrare nel
gotha dei videogame più di successo di tutti i tempi. Il nome
Halo è da anni una garanzia e siamo sicuri che a
Bungie vorranno salutarlo impegnandosi al massimo per lasciare un ricordo sfavillante di una saga che in – relativamente – pochi anni si è già guadagnata il successo di pubblico, critica e ha infranto qualsiasi record di incassi, pur rimanendo confinata in gran parte solo su
Xbox e Xbox 360.Halo Reach sarà disponibile a fine settembre 2010 per
Xbox 360 e solo in quella data potremo sapere effettivamente quanto a
Bungie sanno fare il proprio lavoro, ma, giudicando dai precedenti, i nostri dubbi rasentano lo zero.