Army of Two: The Devil's Cartel [Update]

Shooting puro, esplosioni e tanta cooperazione nel nuovo titolo targato Visceral Games
Scritto da Luca "Herm" DLil 21 marzo 2013
Army of Two: The Devil's Cartel [Update] Anteprima

Il panorama dei TPS, oggi giorno, è stato reso inevitabilmente sempre più saturo da produzioni ludiche dal valore alterno. Sin dal sorgere della corrente generazione, guardando a Gears of War ed Uncharted nello specifico, ci si è resi subito conto di quelle che fossero le potenzialità degli shooter in terza persona e di quanto questi potessero essere apprezzati da una vasta schiera di videogiocatori. Il primo Army of TWO, pubblicato nell’ormai lontano 2008, non fece altro che inserirsi con vigore in questo contesto, presentando una formula certamente più acerba e macchinosa dei due titoli succitati ma al contempo arricchendosi di una forte componente Coop che riuscì a farlo distinguere senza necessariamente ed effettivamente ergerlo a capolavoro.

Eccoci quindi dinnanzi ad Army of Two: The Devil’s Cartel, terza incarnazione del brand passata per l’occasione dalle mani di EA Montreal a quelle di Visceral Games, resi celebri dai Dead Space e Dante’s Inferno. Il titolo, ormai in dirittura d’arrivo, verrà pubblicato il 26 Marzo su Playstation 3 ed Xbox 360.


Adios Amigos

Se il carisma di Rios e Salem, rispettivamente gli stereotipi del mercenario duro e dello strampalato, ci aveva strappato qualche risata nei primi due capitoli, non gioirete nel sapere la virata narrativa intrapresa dagli sviluppatori: non solo i due sono stati radiati dall’albo dei protagonisti, ma le nostre gesta saranno affidate ad Alpha e Bravo, due soldati –almeno sulla carta- emblema dell’anonimato; una scelta, quella di metterci nei panni di mercenari “nella norma e anonimi”, chiaramente mirata e voluta, probabilmente tesa ad aumentare il senso di immedesimazione durante tutto l’arco narrativo. Faremo ancora parte del Tactical Worldwide Operations (T.W.O.) e le nostre avventure prenderanno vita nel sabbioso Messico ove verremo gettati nel conflitto armato tra i più potenti cartelli locali della droga.


Mai da soli

Army of Two: The Devil’s Cartel sembra proseguire nella scia tracciata dai suoi predecessori: la produzione si presenta come un classico sparatutto in terza persona, arricchito dai crismi del caso, quali coperture, scontri ravvicinati e potenti script. Le aree saranno abbastanza lineari, offrendoci tuttalpiù un duplice punto di ingresso, o un paio di corridoi nei quali proseguire; sarà presente –come di consueto- un efficiente sistema di coperture, anche se decisamente meno automatizzato rispetto al passato. Quello che diverte e colpisce in Army of Two è innanzitutto l’intensità degli scontri a fuoco; pur trattandosi di uno sparatutto militare, libero dunque da elementi fantascientifici, ogni scenario e situazione verranno estremizzati all’inverosimile con continue esplosioni, azioni irrompenti e un numero di nemici spropositato. Il tutto all’insegna di un perfetto connubio tra frenesia pura e momenti più ragionati, ove invece l’uso continuo di coperture verrà reso necessario dall’incessante e pressante fuoco nemico.

Accanto ad una componente Shooter che si è dimostrata sin dal primo capitolo divertente ed appagante, e che oggi risulta evidentemente più rifinita e funzionale, è la forte componente Coop a donare al titolo una personalità marcata, decisamente imprescindibile. L’intera campagna potrà essere giocata in Split Screen o in Multiplayer Online, e - scegliendo uno dei due personaggi a disposizione - avremo a portata di pad ciò che di meglio la produzione è indubbiamente in grado di offrire. Le possibilità di far fuoco spalla a spalla, piuttosto che proteggere un amico con lo scudo o affiancarlo in approcci stealth in cui prendere come ostaggi i malcapitati, probabilmente ritorneranno in toto e – per quanto possibile - verranno ampliate con nuove ed interessanti feature. Sono aumentate le fasi in cui il gameplay verrà scisso ancor più nettamente, con i due giocatori alle prese con funzioni diverse: non sarà raro, ad esempio, dover coprire a bordo di un elicottero il compagno che prosegue a piedi, e viceversa, il tutto all’insegna di un gameplay chiaramente disegnato ed ispirato alla Cooperativa più estrema. A tal proposito, non mancherà la possibilità di rianimare il compagno ferito, ed essere ovviamente rianimati, caratteristica fondamentale, specie ai livelli più alti di difficoltà. Ritorna anche la Modalità Overkill, già presente nel primo Army of Two: colpendo i nemici verrà riempita un’apposita barra a schermo da azionare, poi, con il tasto dedicato; avviata la modalità, entreremo in una sorta di Bersek, con potenza di fuoco e resistenza ai colpi sensibilmente aumentate.

Per chi invece non volesse -o non potesse- condividere l’avventura con un amico, a darci una mano accorrerà l’Intelligenza Artificiale del nostro alleato, che potremo comunque guidare con una serie di semplici comandi a schermo(“Avanza”, “Difendi”, Presiedi”). Sempre all’altezza nei precedenti capitoli sia in fase di shooting che di cura e difesa, l’intelligenza artificiale del titolo potrebbe - con le dovute rifiniture - piazzarsi decisamente sopra la media degli shooter odierni.

Il tasso di personalizzazione, altro marchio di fabbrica del brand, ritornerà più in “forma” che mai; come ogni mercenario che si rispetti, sfrutteremo i nostri profitti per andare a modificare per intero il nostro equipaggiamento. Tra armi da acquistare e modificare con canne da fuoco, calci, caricatori e le diverse modifiche estetiche apportabili sia all’armamentario che all’armatura, ci sarà da divertirsi; ciascun giocatore potrà trovare la giusta combinazione letale da adattare al proprio stile e agli obiettivi delle missioni.


Unreal Engine, bye bye!

Se nei primi due Army of Two era stato utilizzato il motore proprietario di Epic, con un povero risultato raggiunto nel primo capitolo poi esponenzialmente migliorato nel seguito, questa volta il tutto sarà mosso dal Frostbite 2, reso celebre da Battlefield 3 (anche se ormai utilizzato in moltissime produzioni multipiattaforma, ndr). Il connubio Visceral Games/Frostbite2 potrebbe far presagire un risultato visivo molto simile a quanto già visto in Dead Space 3 e, in effetti, le somiglianze sono parecchie ed i risultati raggiunti molto vicini. Il colpo d’occhio si attesta si un livello più che buono, forte di una texturizzazione discreta e soprattutto di un comparto illuminazione degno di nota; molto interessante anche il tasso di distruttibilità ambientale, meno scriptato e più funzionale rispetto a quanto il motore ci abbia abituato in passato. Non resta chiaramente che verificare la stabilità del tutto e la qualità del doppiaggio e dell’effettistica sonora.

Nonostante il titolo sembri avvicinarsi all’esser più una riproposizione che una rivoluzione, le premesse per un buon risultato ci sono tutte. Army of Two: The Devil’s Cartel pur non presentando apparentemente particolari innovazioni sembra capace di offrire ore di sano intrattenimento, portando addirittura quest’ultimo ad un altro livello, quello del divertimento in coppia. Tecnicamente su buoni livelli e forte di un IA abbastanza solida, il titolo ormai si accinge ad entrare nel panorama semestrale di questo 2013. Nell’attesa, imbracciate il vostro kalashnikov… e preparate anche un amico con cui immergervi nella distruzione più totale!

Un motore grafico nuovo e generosamente pompato e due nuovi protagonisti da scoprire: tanta carne al fuoco!
ASPETTATIVA3/5
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SCHEDAGIOCO
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