Battleborn [Hands On]

La possibile sorpresa di fine 2015?
Scritto da Mail@ mattscannail 06 agosto 2015
Battleborn [Hands On] Anteprima

Randy Pitchford non è un uomo esente da errori o passi falsi nel suo passato da leader di Gearbox Software. Borderlands è stata una delle IP più influenti della scorsa generazione di videogiochi (compreso il recente up-port su X1 e PS4 che ho recensito qualche mese fa, ndr) e un grande successo critico e commerciale, sì, ma molte meno persone ricorderanno con piacere roba come Duke Nukem Forever & Aliens: Colonial Marines. Randy tuttavia, questa mattina nelle segrete stanze di Take-Two alla Gamescom 2015, mi è apparso baldanzoso come poche altre volte nella vita: ottimista, sorridente (aiuta che sia solo il primo giorno di fiera) e convinto dei propri mezzi. Convinto di Battleborn.

Battleborn è la nuova sfida di Gearbox, uno shooter che mescola elementi da MOBA alla struttura classica di Borderlands, ampliando alcune parti e streamlinizzando forse altre, costruendo una formula che, al momento, mi ha senza dubbio conquistato. Anzi, ho appena prenotato Battleborn su Amazon, vi basta?


La carica dei 25

Il nuovo lavoro dei ragazzi di Pitchford consiste quindi in uno sparatutto stile anime con un tocco di terre di confine, portato in vita dal team di artisti dell’FPS a loot infinito di qualche anno fa e da Michel Gagné, animatore quebecoise al lavoro da anni nel mondo dei cartoni animati, affiancando Pixar in moltissime produzioni. Proprio lo stile dei mondi e soprattutto dei 25 (!) personaggi giocabili del titolo, ne fa una delle caratteristiche vincenti: ogni lottatore, condannato a combattere per la propria fazione per il controllo dell’unica stella Solus, rimasta la sola a dare energia e vita all’universo, è caratterizzato e realizzato magnificamente, con 4 volte i dettagli dei corrispettivi avatar di Borderlands 2, dove poi ce n’erano solamente sei…

L’eredità di Borderlands non si sente solo nei personaggi e nelle loro abilità peculiari, ma anche nella presenza di loot e equip, seppur in misura minore e più semplificata rispetto alla precedente IP. Pitchford e compagni hanno fatto numerosi passi verso una struttura simile a quella del genere dei MOBA: ogni partita a Battleborn sarà fine a sé stessa e livelli e abilità verranno resettati ad ogni game over. La notizia può essere rigirata in chiave negativa: probabilmente la complessità e la componente hardcore di Battleborn non sarà comparabile a quella del suo predecessore, ma d’altro canto, questa volta saremo spinti a usare e scoprire più personaggi e rispettive abilità, le quali verranno selezionate in-game tramite un albero a scelta doppia. Randy, guardandomi intensamente con quegli occhi da gamer consumato, ha chiosato: “Abbiamo passato anni a perfezionare abilità e mosse dei protagonisti di Borderlands, per poi vedere la stragrande maggioranza dei gamer completare il gioco con un solo personaggio e ancora meno finendo lo skill tree, scoprendo tutte le features. Per questo abbiamo pensato a un gioco dove non servono 40 ore per arrivare al top, bensì 20/40 minuti alla volta”.


MOBAstaveramenteperò

Battleborn non è quindi la nuova opera prima di Bruno LiegiBastonLiegi ma un prodotto ibrido davvero elettrizzante, sulle cui paure di estrema MOBA-rizzazione mi sono decisamente ricreduto, dopo il test su strada in una missione co-op a 4 giocatori in LAN, il vero cuore pulsante del gioco.

Scelto un personaggio da ricognizione dotato di arco – la mia arma preferita in ogni videogame – ovvero l’elfa Thorn, ho affrontato con quattro altri assonnati giornalisti un livello ambientato sul pianeta dei Peacekeepers (gli USA di Battleborn, stando a Pitchford), in una mappa inedita chiamata Bliss. La quantità, varietà e ripetitività eventuale delle missioni è la mia unica preoccupazione per quanto riguarda Battleborn, in quanto, fidatevi, il gameplay è una forza. Abilità in costante evoluzione, nemici dal respawn facile e tre compagni sono una formula perfetta per sano divertimento in prima persona. Thorn, sotto la guida dei miei sapienti polpastrelli, ha volteggiato di qua e di là sparando frecce, avvelenando tutti con i suoi poteri a distanza, raccattando headshots per la strada. Battleborn risulta molto classico nell’impostazione – tutti i comandi sono ovvi aprés un secondo per qualsiasi appassionato di FPS, ma l’esecuzione è ben lungi dall’essere banale.

Oltre al test, per la Gamescom sono stati presentati 4 nuovi personaggi: la rockeggiante Mellka, Reyna, la tosta capitana dei Rogue (mercenari), Ambra, non la Angiolini ma una divinità del sole dallo stile egizio e infine il geniale Benedict, un’aquila americanofila che spara razzi a ripetizione. Certo, presentare quattro nuovi combattenti e non averne manco uno giocabile sul posto mi ha lasciato un attimo perplesso, ma va bene così, visto che il resto mi ha davvero stupito. Non vedo l’ora di saperne di più, e provarlo ancora, in quanto già in passato titoli di questo genere, magari improntati sul grind e sull’online (Destiny, Evolve, Titanfall per citarne alcuni) mi avevano stupito alquanto in sede di prova in fiera, per poi non mantenere nel lungo periodo lo stesso appeal. A parte Titanfall ovviamente, un capolavoro massimo.

Battleborn arriverà perciò su PC e console next-gen entro la fine dell’anno, in un momento strapieno di uscite, specialmente tra gli FPS. Riuscirà a ritagliarsi il proprio spazio? Beh, non ci scommetterei molto, ma almeno una copia oggi l’ha venduta.

A me.

Non mi sbilancio, visto il format del test, ma siamo sulla buona strada.
ASPETTATIVA4/5
Overwatch ( PC )Mah, sti due stanno venendo su proprio similotti.
Borderlands: The Handsome Collection ( XBOX ONE )I port HD di due capolavori degli FPS con tinte RPG.
SCHEDAGIOCO
Cover Battleborn

Battleborn

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Battleborn [Hands On] 2015-08-06 12:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/battleborn-hands-on-50308/La possibile sorpresa di fine 2015? 1020525VGNetwork.it