A meno di un mese dall'uscita, ecco le nostre impressioni sulla beta di Battlefield 3
In occasione della beta multiplayer di Battlefield 3, ritorniamo a parlare di questo attesissimo sparatutto che promette di impegnare gli appassionati di FPS per molti mesi a venire.
In questa beta daremo un’occhiata a ciò che non abbiamo potuto analizzare durante la nostra prima anteprima, quindi parleremo del multiplayer, delle classi e di quel poco che ci è stato possibile sperimentare durante questo periodo di prova.
Soldati moderni
Prima di tutto concentriamoci sulle classi presenti nel multiplayer di Battlefield 3. Come prevedibile saranno 4, tutte ricalcanti le solite figure dei soldati moderni: potremo scegliere tra Assalto, Geniere, Supporto e Ricognizione. Il primo rappresenta la classe tipo di tutto il gioco, armato solitamente con fucili da medio/lungo raggio, compone la prima linea di combattimento e in Battlefield 3 fornirà anche le cure mediche (in Bad Company 2 riforniva di munizioni) e potrà rivitalizzare i compagni caduti. Potrà anche lasciare sul campo di battaglia dei medikit utilizzabili da chi ci staziona vicino. Il Geniere è colui che tratta con i vari marchingegni bellici come robot telecomandati di terra e di aria, utili per eseguire attacchi a sorpresa o per ricognizione. I genieri sono anche gli unici possessori di armi in grado di neutralizzare i veicoli o velivoli grazie ai lanciarazzi di vario tipo che possono portare con loro, solitamente rimangono nelle seconde linee ma possono farsi valere negli scontri ravvicinati. La classe di Supporto è legata principalmente alla prima linea ma può rivelarsi utile anche nelle retrovie; sono armati di mitragliatrici leggere con caricatori ampi, riforniscono i compagni di munizioni (in Bad Company 2 fornivano cure mediche) e contribuiscono non poco nelle azioni d’attacco in quanto sono in grado di creare fuoco di copertura per i compagni. A questo proposito c’è da sottolineare che in Battlefield 3, per la prima volta in uno sparatutto online, viene premiato il fuoco di copertura, non diretto all’eliminazione dei nemici quanto alla copertura dei nostri compagni in movimento, facendo sì che i nemici desistano dallo sporgersi oltre il loro riparo. In aggiunta la classe Supporto potrà utilizzare degli appoggi installati sotto le armi per stabilizzare la mira a lungo raggio. Infine abbiamo i Ricognitori che non sono altro che i classici cecchini, posizionati saldamente in fondo allo schieramento. Oltre a poter eliminare i nemici dalla lunga distanza sono utili nella ricognizione grazie ai loro potenti mirini e possono collocare dei punti di respawn mobili ovunque nella mappa per avvicinare di molto il ritorno dei compagni, precedentemente uccisi, al fronte avanzato.
Per quanto riguarda le classi, dunque, Battlefield 3 riconferma la struttura classica e più funzionale evitando particolari sconvolgimenti.
Un feeling diverso
Nonostante la beta attualmente in corso sia farcita da innumerevoli bug che in certi casi ne compromettono seriamente l’esperienza (ma essendo una beta non c’è da preoccuparsi) si percepisce fin da subito che Battlefield 3 propone un diverso stile di gioco e di combattimento. A chi in tempi non sospetti insinuava che questo nuovo titolo fosse solamente una versione aggiornata di Battlefield: Bad Company 2, DICE ha risposto in modo più che convincente. L’unica mappa messa a disposizione nella beta, Operation Metrò, offre diversi tipi di scenari: si va dalla prima parte di mappa (giocata in modalità Corsa) ambientata all’aperto quindi abbastanza ariosa ma comunque non gigantesca, fino agli spazi angusti della metropolitana dove si passa tra stretti corridoi e stanze comunicanti. Il gameplay all’aperto racchiude in sé tutto quello che ci si aspetterebbe da un gioco targato Battlefield, grande profondità di campo, rumori ed esplosioni provenienti da ogni dove, fumo, compagni e nemici che si muovono in continuazione e il senso di combattere in un unico fronte compatto, largo esattamente quanto la mappa. Ovviamente la coordinazione tra giocatori diventa fondamentale in questi ampi spazi per raggiungere l’obiettivo e quindi avanzare verso il prossimo. Negli spazi ravvicinati dei tunnel della metropolitana il rischio aumenta considerevolmente, la poca luce a disposizione, le torce accecanti dei nemici (nuova introduzione di Battlefield 3), rendono il combattimento decisamente più frenetico e imprevedibile. All’interno della metropolitana qualsiasi suono muta ed acquista degli echi affascinanti, così come i lampi luminosi degli spari e delle granate accentuano la loro visibilità.
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