Forse alcuni di voi ricorderanno ancora con un certo disgusto X-Blades, insipido hack 'n' slash uscito un paio di anni fa e qualcosina di più sulle nostre adorate console HD: raccontava la storia di un'esuberante cacciatrice di tesori di nome Ayumi, che sembrava uscita da un anime. Un anime un po' brutto, a dire il vero.
Bene, dimenticate tutto o quasi, perché Gaijin Entertainment ha deciso di rimescolare le carte in tavola, al punto che possiamo considerare X-Blades e Blades of Time come episodi della stessa serie, ma anche no: da una parte, abbiamo ancora Ayumi, che è sempre una bionda cacciatrice di tesori, ma dall'altra molte caratteristiche sono cambiate, dall'estetica generale al gameplay. Una testimonianza oculare sarà chiarificatrice di questo concetto:
Quanti per disavventura all'epoca avessero giocato al primo capitolo non potranno non aver notato la brusca virata stilistica, che dà un'impronta maggiormente realistica e tetra, anche se poi una valutazione complessiva potrà essere formulata solo in sede di recensione. Tanto per cominciare, la nostra eroina non ha più un look anime che strizza l'occhiolino all'hentai, bensì un aspetto più verisimile e maturo, frutto forse di un parziale cambiamento di target o della nuova partnership con Konami, che si estrinsecherà anche nella pubblicazione del simulatore di volo Birds of Steel. Coraggiosi, quelli di Konami... fatto sta che pare intenzione di tutti porre la giusta enfasi sul divario che separerà Blades of Time da X-Blades. Anche in termini di qualità, ci si auspica.
Tutte le novità
Dopo esserci quindi occupati di ciò che balza subito all'occhio, spendiamo due parole sulle innovazioni del gameplay, che fanno pensare (e sperare) a corposi passi avanti rispetto alla formula originale. In realtà, le fondamenta sono ancora quelle action di una volta, ma la nuova abilità a disposizione di Ayumi fa pensare ad una maggior presenza di puzzle: stiamo parlando del “Time-Rewind” (lo vedete all'opera anche nel trailer), che non consiste banalmente nella possibilità di tornare indietro di qualche istante (come ne Le Sabbie del Tempo), bensì in quella di produrre un clone che replica le ultime azioni compiute. È di intuitiva evidenza che una feature del genere dovrebbe giovare tanto agli enigmi (quasi totalmente assenti nel gioco precedente), quanto al battle system. Quest'ultimo ha bisogno di essere quasi totalmente ripensato per uscire dalla mediocrità. La reattività dei controlli ed il sistema di combo sono da rivedere, mentre le magie erano già copiose e lo saranno anche in questo seguito: “40+ sets of skills” affermano quelli di Gaijin.
Impossibile valutare senza un hands-on se, pad alla mano, Blades of Time riesca finalmente a risultare divertente e ben fatto, quindi non ci resta che aspettare. Al momento, possiamo solo rilevare l'apparenza di una maggiore fluidità negli scontri, anche grazie ad una nuova abilità di dash. Un ultimo aspetto che merita la nostra attenzione è costituito dalla componente shooter: a quanto pare, le armi da fuoco (non c'è più quella specie di Gunblade) rivestiranno un ruolo importante, e le fasi in cui se ne fa uso paiono strutturate alla maniera dei TPS. Ciò non è necessariamente un male, ma il rischio di implementare delle sezioni banali e inutili è dietro l'angolo (forse qualcuno starà pensando a Quantum Theory). Chissà... magari sono legate in particolare alle modalità multiplayer cooperativa e competitiva già annunciate. Vedremo.
Higher budget?
Una cosa, comunque, pare essere abbastanza pacifica: il budget a disposizione dei Russi pare essere decisamente maggiore rispetto a X-Blades. Sembra quasi che stiano realizzando una versione (molto) riveduta e (molto) corretta dell'episodio originale, che vada a sostituire lo stesso nella memoria dei giocatori e magari all'inizio di una possibile saga. Anche le premesse narrative – la nostra cacciatrice di tesori si ritrova su un'isola misteriosa dove albergano strane forze – non sono molto dissimili. D'altro canto, nonostante le considerazioni che abbiamo già espresso in merito al nuovo look, alcune immagini e alcuni scorci richiamano sicuramente la prima avventura di Ayumi. Ad esempio, questo qui:
Poco male, dal momento che alcune ambientazioni godevano di un certo fascino e di un'ispirazione che il comparto ludico poteva solo sognarsi; a conti fatti, l'impatto visivo era tra i migliori aspetti del gioco. Peccato che il comparto tecnico in sé invece non fosse proprio un prodigio e che il riciclo fosse estenuante. Da questo punto di vista, le cose dovrebbero essere migliorate: il materiale pubblicato fino ad ora fa pensare ad un budget più alto rispetto al passato e, in fondo, speriamo anche che Konami non abbia voluto mettere il suo nome su un titolo scarso, ma questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Ad ogni modo, per il momento possiamo contare giungle, aree innevate, antiche città, templi ed isole fluttuanti; non male, anche se è tutto molto classico, per non dire banale.
Quel che è certo, dunque, è che le premesse sono indubbiamente migliori, ma la qualità del prodotto finito è tutta da dimostrare, più che mai in questo caso.
X-Blades era pessimo, quindi risulta difficile aver fiducia in Gaijin Entertainment. Le premesse sono migliori questa volta, chissà che non ci stupiscano...