Definire affollato il genere degli sparatutto in prima persona può apparire eufemistico. Dopo averne viste di tutte le salse con le serie di Half Life, Call of Duty e Modern Warfare, senza dimenticare i vari Halo, F.E.A.R e Crysis, il genere più gettonato, usato ed abusato del mondo dei videogiochi si appresta ad accogliere Bodycount. Sotto l'egida Codemasters, dunque, parte del team che lavorò all'interessantissimo Black della passata generazione, si appresta a realizzare uno sparatutto in soggettiva completamente diverso da tutti quelli a cui siamo stati abituati. Almeno è quello che ci è stato promesso in sede di annuncio.
L'EGO Engine: dai bolidi alla distruzione totale
Come già accennato, una parte degli sviluppatori a lavoro su Bodycount ha realizzato Black, sparatutto datato 2005 e sviluppato da Criterion (si, gli stessi di Burnout, ndr). Il pregio di Black era quello di spremere al 200% le potenzialità delle passate console, regalando al giocatore uno spettacolo pirotecnico senza precedenti. Gli unici appunti che si potevano fare riguardavano una gestione della fisica lontana dall'essere definita “realistica” e la totale assenza del comparto multiplayer, fiore all'occhiello di tutti i titoli che vogliano sfondare in questo genere.
L'approdo ai lidi Codemasters da parte di alcuni programmatori Criterion, ha sortito l'effetto di voler regalare a Black un erede spirituale, che ne prendesse i pregi, li sviluppasse e venisse epurato da quei due unici difetti che venivano rivelati. Grazie al motore di gioco proprietario, denominato EGO, e che abbiamo visto in azione in GRID, DIRT 1 e 2 e Operation Flashpoint Dragon Rising, gli sviluppatori hanno dalla propria parte tutto il necessario per rendere Bodycount un titolo visivamente molto valido, senza dimenticare notevoli riguardi nei confronti della fisica e dell'intelligenza artificiale (a cui dedicheremo uno spazio a parte). Le promesse fatte sembrano troppo entusiastiche e trionfalistiche. Ma gettando uno sguardo a quanto di buono è stato fatto sulla prima Xbox da Criterion, l'ottimismo non manca. Al di là di tante ovvietà, quello che sembra certo è che tutto (ma proprio TUTTO) può essere sbriciolato, devastato, distrutto e incenerito. La sensazione che si vuole dare è quella di impugnare veramente un fucile mitragliatore, un lanciamissili o una granata. Realizzare un gioco - forse il primo nella storia - in cui ogni oggetto che giace in una stanza può essere distrutto, non è cosa da poco. Le tecnologie attuali, però, vengono in aiuto agli sviluppatori, essi lo sanno bene e vogliono che tutto quello che sembra impossibile da realizzare diventi possibile e giocabile.
Intelligenza artificiale adattiva
Un dettaglio non da poco, che i portavoce Codemasters evidenziano, è che in ogni sparatutto uscito fino ad oggi, bene o male, il comportamento dei nemici gestiti dall'intelligenza artificiale può essere ridotto a “cerca copertura e dopo un po' mostra la faccia” oppure “esci allo scoperto e spara”. Questi comportamenti, secondo gli sviluppatori, sono molto limitati e alla lunga, i veterani, possono giudicarli scontati, ai limiti del prevedibile. Quello che in Codemasters vogliono realizzare è un'autentica rivoluzione, anche in sede di intelligenza artificiale. In un contesto di gioco in cui ogni copertura, potenzialmente, può essere ridotta in briciole, l'intelligenza gestita dalla CPU deve necessariamente essere “adattiva”. Perduto un riparo, l'avversario deve subito trovarne un altro valido e sa che la protezione del giocatore è altrettanto vulnerabile. Tutto questo spalanca le porte a nuovi paradigmi di gioco, in cui tanto il veterano di mille battaglie quanto il novellino sono costretti a fare i conti con uno sparatutto per nulla uguale a quelli già apparsi sulla scena
Multiplayer cooperativo e competitivo
Sul fronte del comparto multi-giocatore, in linea con la tendenza a stravolgere o quasi i canoni classici degli sparatutto, Bodycount vuole stupire accogliendo sia una modalità cooperativa quanto quella competitiva. Quest'ultima sarà decisamente classica, ospiterà un massimo di 12 giocatori e sembra che non subirà tagli o adattamenti per far fronte alle connessioni a banda larga. In altre parole tutto quello che si può fare in modalità giocatore singolo, potrà essere fatto in multiplayer. Aspettiamoci, dunque, scenari in principio splendenti e dopo alcuni minuti ridotti a cumuli di macerie. Dal lato cooperativo le indiscrezioni e le congetture si sprecano e nulla è certo. L'unica notizia confermata è che sarà presente la modalità cooperativa, sicuramente per due giocatori in rete ma “forse anche per quattro”, dichiarano. Staremo a vedere. Quello che più colpisce di questa modalità è che non sarà un'alternativa alla modalità in singolo, ma sarà ambientata prima o dopo la campagna principale, espandendo così il background narrativo e incentivando la cooperazione tra giocatori per saperne di più sulla storia.
Tirando le somme
Bodycount è un progetto ambizioso che si propone di stravolgere tutti i canoni classici a cui siamo stati abituati in tutti questi anni. Distruzione totale, intelligenza artificiale avveniristica e modalità online fuori dagli schemi fanno parte di un'offerta già di per sé accattivante. Il tutto è condito dall'efficienza visiva e tecnica dell'Ego Engine di proprietà esclusiva Codemasters. Le premesse per imporsi come titolo più interessante nel suo genere ci sono. Speriamo che le promesse, invece, siano mantenute tutte.