Call of Duty: Black Ops III [Hands On]

Anno 2065 e va tutto a scatafascio
Scritto da Mail@ mattscannail 09 agosto 2015
Call of Duty: Black Ops III [Hands On] Anteprima

FPS ovunque, ovunque. Sto rimbalazando da uno stand all’altro provando a sparare a qualsiasi cosa si muova in tutti gli sparatutto più hot della fiera, ormai imbraccio il cavalletto puntandolo contro le persone e stamattina ho lanciato un panino in un corridoio pieno di gente aspettando solo di vederli esplodere tutti. Nel mio rimbalzare ovviamente non ho potuto fare a meno di passare dagli amici di Activision a vedere cosa i baldi giovini di Treyarch hanno preparato per Call of Duty: Black Ops III, l’ultimissima incarnazione del brand che ormai ha battuto pure i record dei Bulls del ’92, almeno per quanto riguarda le vendite.


Una guerra fatta di arti e di parti... meccaniche

Dove sta andando la serie in termini di storia? Gli sviluppatori ce la buttano lì così: in Black Ops il tema principale affrontato durante la campagna era quello di uomini “corrotti” da altri uomini, nel seguito invece si trattava di una rivalità tra persone e macchine e infine, in Black Ops III, siamo arrivati a una società dove sono le macchine a scontrarsi contro altre macchine, o meglio, umani modificati. Nel 2065 infatti il mondo è rispecchia bene o male quello di Elysium: immaginate un soldato al quale capiti di perdere una gamba calpestando una mina. Bene, nel passato il poveretto avrebbe semplicemente ottenuto un permesso, passando il resto della vita a rivendere su Ebay le scarpe sinistre di ogni paio. Nel mondo di Black Ops III basta andare al negozio, comprarsi una gamba robotica e non solo riprendere il servizio come se nulla fosse, ma persino guadagnare efficacia, potenza e velocità. È in questo mondo distopico, ma anche realistico se vogliamo, che le risorse sono scarse e capita l’ennesimo putiferio diplomatico tale da portare alla guerra, nella quale l’efficacia di nuovi sistemi antiaerei sposta la battaglia sul terreno. È qui che entrano in gioco gli “Spartan” di Call of Duty: Black Ops III, umani dotati di interfacce neurali e arti robotici per superare i limiti della razza umana.


Ciancio alle bande

Basta dai, passiamo al giocato, siete qui per quello. Sfortunatamente mi sono stati concessi solo dieci minuti di campagna in cooperativa con altri tre colleghi esteri, all’interno di una missione al Cairo, armati dei soliti fuciloni e di uno spara mine di un qualche tipo. 10’ passati a rivivere, morire, sparare e rimanere confinati nella stessa piccola arena classica stile della serie. La poca capacità dei miei compagni e il continuo e fastidiosissimo spawn eterno di nemici robotici e droni ha reso il test un tedio non da poco. E dire che a prestazioni ci siamo, le armi sono soddisfacenti, le tecniche cooperative a quattro giocatori rendono e sono stati introdotti interessanti poteri per controllare per esempio i droni avversari da distanza. Tutto, almeno nella mia esperienza, è stato rovinato da problemi di ritmo troppo comuni nella serie, inaccettabili per il 2015. Non voglio dare giudizi avventati, soprattutto perché le campagne di Black Ops storicamente, almeno a gusto personale, sono le migliori da qualche anno a questa parte, grazie al loro solido storytelling, ma se questa era una vertical slice fatta per convincerci, non mi ha convinto. Vedremo, magari la storia spaccherà e si trattava solo di un livello sfortunato o un team di incapaci.


Ora sì che ci siamo

Tutta un’altra storia, fortunatamente, nell’altra stanza, quella del multiplayer. Call of Duty: Black Ops III, nel suo ambiente, sembra dare ancora le piste alla maggioranza della concorrenza: vi devo dire la verità, mi sono divertito non poco. Nonostante le modaità siano quelle classiche, nelle tre partite che mi sono state concesse di testare, i cambiamenti al gameplay si sentono, e non poco. Innanzitutto, salutate l’Exo Suit e relativi poteri/spostamenti laterali: la terza iterazione di Black Ops torna alle origini, lasciando – a memoria delle guerre avanzate – solo il jetpack e i wall run stile Titanfall, certo meno preponderanti che nel titolo Respawn. Non aspettatevi rivoluzioni: il TTK resta quello solito e la soddisfazione nell’usare la maggior parte delle armi è innegabile, ottimo.

La grande novità è quella degli specialisti: una schiera di personaggi tra i quali scegliere il proprio, all’inizio di ogni partita. Avere un ricognitore rispetto a un cyborg non cambia nulla dal punto di vista del gameplay, a parte il momento nel quale si caricherà una delle due abilità speciali di ogni soldato. Power-up temporizzati, questi stati alterati doneranno forza di fuoco, armi, velocità o altro al giocatore, rendendolo decisamente pericoloso per un breve periodo sul campo di battaglia.

Call of Duty: Black Ops III mi ha convinto solo in parte, ma era la parte che contava. 

Emozioni contrastanti, ma il multi funziona e non è una cosa da poco
ASPETTATIVA3/5
Call of Duty: Black Ops II ( X360 )Le operazioni nere di qualche anno fa.
Titanfall ( XBOX ONE )Oh, non vi arrabbiate, ve lo metto in alternativa praticamente su tutti gli FPS. Ma è così figo che non posso evitare.
SCHEDAGIOCO
Cover Call of Duty: Black Ops III

Call of Duty: Black Ops III

Scheda completa...
Call of Duty: Black Ops III [Hands On] 2015-08-09 13:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/call-of-duty-black-ops-iii-hands-on-50340/Anno 2065 e va tutto a scatafascio1020525VGNetwork.it