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Call of Duty: World at War (PS2)

Call of Duty: World at War (PS2)
Informazioni Call of Duty: World at War
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Anteprima Call of Duty: World at War  Scritto da: Gabriele "Kevorex" Toninelli | Data: 2008-11-05

Provata con mano la beta multiplayer

"Tattica vincente non si cambia? Stupidaggini!". Ecco, a grandi linee, quello che avrà pensato Infinity Ward quando decise di portare una ventata di freschezza alle battaglie stagnanti di Call of Duty (CoD), ambientando il conflitto di Modern Warfare ai giorni nostri. Ed è anche quello che avrà pensato la stessa Treyarch, quando iniziò lo sviluppo di World at War con una brusca inversione a U, abbandonando il sentiero vittorioso calcato da CoD4 in favore di un ritorno ai capisaldi della serie made in Activision. Se non l'aveste ancora capito, potete pure scordarvi comodi visori notturni e gingilli tecnologici, perché si ritorna a capofitto nel crudo realismo storico della Seconda Guerra Mondiale.
Call of Duty: World at War (tralasciata la notazione numerica che caratterizzava tutti i precedenti episodi) promette di portare tutta la frenesia e l'intensità degli scontri di Modern Warfare nel ben noto contesto che da sempre ha contraddistinto la saga, cercando di bissare l'enorme successo di critica e pubblico che valse, per l'FPS del 2007, il titolo di gioco dell'anno. Il 13 ottobre è iniziato il periodo ufficiale di test su Xbox 360 e da qualche giorno la beta multiplayer è scaricabile gratuitamente anche per piattaforma PC (il codice è assegnato previa registrazione al sito di Call of Duty). Poteva VGN lasciarsi sfuggire quest'occasione? Ovviamente no, ed ecco a voi la prova della versione dimostrativa multi-giocatore del quinto CoD, corredata da importanti informazioni sulla componente single player.

Prima offensiva sul fronte online

Se il drastico spostamento temporale e geografico degli scenari rappresenta un chiaro punto di svolta rispetto a CoD4, lo stesso non si può dire di gran parte delle dinamiche di gioco e, in particolare, del nuovo assetto del multiplayer che caratterizza il titolo sviluppato da Treyarch. Per i moltissimi amanti del precedente capitolo che metteranno piede nelle tre mappe disponibili con la beta, la sensazione prevalente sarà infatti quella di trovarsi di fronte ad un Modern Warfare con “skin” rinnovata e qualche miglioria estetica nemmeno troppo evidente (il motore grafico in effetti è rimasto lo stesso). Sensazione sacrosanta che però, fortunatamente, durerà pochissimi istanti: Call of Duty non è mai stato uno di quei giochi che consentono di restare imbambolati ad ammirare il paesaggio o a disquisire sulla realizzazione dei modelli 3D dei nemici, e World at War mantiene inalterato lo spirito belligerante dei predecessori, privilegiando l'azione immediata al ragionamento. Oltretutto, la somiglianza con il gameplay di CoD4 ha fatto sì che, sin dal primo giorno di prova, le mappe fornite con il client fossero popolate da combattenti esperti pronti a far fruttare l'esperienza maturata in un intero anno di sfide per guadagnare i primi punti e salire di grado (ricordiamo che, comunque, le statistiche verranno azzerate al momento della chiusura del periodo di prova, presumibilmente prevista per la prima metà di novembre). Questi due elementi, almeno nel nostro caso, hanno spazzato via in un attimo il senso di déjà vu iniziale, per infonderci quel furore tattico che solo chi ha sempre apprezzato il lavoro di Activision conosce bene.
 
Le mappe
 
Come anticipato, la beta mette a disposizione dei giocatori tre mappe, sufficienti per gustarsi un succoso antipasto di ciò che riserverà la versione definitiva e per ricavare le prime impressioni dirette di come la morfologia del paesaggio e la disposizione delle strutture influenzino la giocabilità. Se in Makin, teatro di scontri sanguinari tra americani e giapponesi, potremo sfruttare il fattore sorpresa procedendo “a mollo” tra le palafitte e approfittando della scarsa illuminazione, in Castle dovremo trarre vantaggio dall'estensione verticale e dagli anfratti di un antico castello orientale per eseguire delle vere e proprie sessioni di cecchinaggio. Più variegata è la configurazione di Roundhouse, deposito ferroviario semidistrutto all'interno del quale potremo tentare differenti approcci strategici e, soprattutto, potremo salire a bordo di un carro armato dalla potenza di fuoco devastante, ma dalla ridotta mobilità che lo rende facile bersaglio dei missili anti-tank. Dando un'occhiata alle modalità di gioco disponibili, notiamo che oltre ai classicissimi Free For All (tutti contro tutti), Capture the Flag e Team Deathmatch, compare una certa War: si tratta semplicemente di guidare la propria squadra alla conquista di punti focali indicati sulla mappa fino ad impadronirsi del territorio occupato dal nemico. Nulla di straordinariamente innovativo, certo, tuttavia la dinamicità intrinseca agli scenari e la necessità di adottare un approccio agli scontri allo stesso tempo rapido e strategico si fondono, conferendo a questa modalità una profondità tattica più che discreta che, azzardiamo, potrebbe eleggerla “regina” del multiplayer di World at War. Non mancano, ovviamente, le statistiche tanto care agli appassionati del gioco online: la crescita del nostro personaggio avverrà in maniera estremamente simile al recente passato, e guadagnando punti tramite le uccisioni potremo avanzare di grado e sbloccare armamenti di maggiore efficacia (e spettacolarità). In particolare, Treyarch ha riproposto un sistema di attacchi speciali dai connotati piuttosto arcade ma davvero intrigante: tre uccisioni di fila ci consentiranno di scoprire la posizione dei nemici sulla mappa, con cinque colpi letali a segno comanderemo un impressionante attacco di artiglieria pesante, mentre con sette potremo scatenare sui nemici un branco di famelici pastori tedeschi. La suddivisione dei personaggi in classi, inoltre, permette di ottenere un buon livello di differenziazione tra i vari gruppi di utenti che invaderanno le mappe di World at War, grazie anche allo specifico equipaggiamento in dotazione ad ognuno di essi.
 
Potenza di fuoco
 
A proposito di arsenale, Treyarch inserirà nel gioco ufficiale una cinquantina di armi, le più potenti delle quali saranno disponibili soltanto ai livelli di esperienza più avanzati (in totale dovrebbero essercene 65). Fa la sua comparsa anche il lanciafiamme, mezzo altamente distruttivo che in alcune occasioni consentirà di adottare tattiche d'assalto ben diverse da quanto siamo abituati a vedere in CoD, e sarà utilissimo, ad esempio, per stanare dai loro ripari nemici un po' troppo “prudenti”. Menzione di merito al sistema di propagazione del fuoco, che seppur attecchisca un po' troppo rapidamente su piante ed arbusti, ricorda da vicino lo spettacolo visivo delle fiamme di Far Cry 2. Purtroppo, dalla prova sul campo, dobbiamo riportare anche alcune note stonate, che riguardano soprattutto il bilanciamento delle armi e la resa sonora delle stesse. In merito al primo punto, dopo qualche ora di collaudo abbiamo notato che ad essere sfavoriti erano soprattutto i giocatori che si servivano di fucili di precisione o di fucili a pompa, in quanto spesso e volentieri c'era la necessità di “ripetere” il colpo per mettere a segno un uccisione (mentre in genere tali armi danno la facoltà, a chi le impugna, di adoperare una tattica “one shot one kill”). Al contrario, avanzando a scariche di Thompson o di BAR era fin troppo facile falciare i nemici, segno che al momento sembra conveniente, seppur meno realistico, privilegiare la velocità di fuoco rispetto alla potenza ed alla precisione. Inoltre, nonostante il corredo di suoni ambientali appaia convincente ed immersivo come in passato, lo stesso non si può dire della resa acustica delle armi, che spesso, a fronte della potenza della controparte reale, offrono uno scarso impatto sonoro ed una lieve sensazione di “leggerezza” generale. Per concludere, nella versione PC abbiamo riscontrato una minima incertezza nelle mappe in termini di lag, imperfezione che tuttavia non ci spaventa e che riteniamo da attribuirsi alla natura dimostrativa del client reso disponibile da Activision (ricordiamo che, sebbene manchi poco alla pubblicazione, si tratta pur sempre di una beta).

Doppia campagna, doppio giocatore...doppio divertimento

Il fiore all'occhiello del single player di World at War sembra proprio essere quella modalità cooperativa di cui si sentiva la mancanza in CoD4, e che stavolta ci consentirà di rivivere alcuni degli episodi cruciali della Seconda Guerra Mondiale in compagnia di un numero massimo di tre amici. Le due campagne sviluppate da Treyarch ci vedranno dapprima nei panni di un soldato americano alle prese con l'esercito giapponese nella minacciosa giungla del Pacifico, dopo di che dovremo dare fuoco alle polveri prendendo parte alla conquista di Berlino tra le fila delle milizie russe. Sebbene la partecipazione di più giocatori alle missioni nippo-sovietiche non sembri stravolgere le meccaniche del rodatissimo gameplay di CoD (insomma, ognuno potrà badare ai fatti propri e quasi dimenticarsi dei compagni “umani” al suo fianco), è pur vero che a beneficiarne sarà sicuramente il divertimento offerto da un'esperienza che, ormai, è diventata irrinunciabile per ogni sparatutto di stampo guerresco che si appresta ad uscire sul mercato. Se la campagna in terra tedesca riproporrà in veste rinnovata (almeno nell'ambientazione) lo stile epico e cinematografico che da sempre è il marchio di fabbrica della saga, con battaglie frenetiche ad ampio respiro in spazi vasti quali piazze e vie della capitale, le missioni del Sol Levante promettono di andare oltre, obbligando il giocatore ad adattarsi alle terribili tattiche d'assalto dei soldati giapponesi, che sfrutteranno la perfetta conoscenza del territorio per mimetizzarsi, tendere imboscate e scagliarci contro temibilissimi kamikaze. Insomma, se le meravigliose impressioni relative al single player di World at War saranno confermate, possiamo star certi che anche nel corso delle sessioni solitarie l'adrenalina scorrerà a fiumi.

14 novembre 2008

E' questo il giorno in cui il nuovo conflitto mondiale invaderà il territorio europeo. "Nuovo" si fa per dire, poiché, come abbiamo già detto, Treyarch ha abbandonato la concezione moderna (e vincente) della guerra introdotta da Infinity Ward nel precedente capitolo, proposto come spartiacque della serie, per tornare agli abusati ma affascinanti lidi della Seconda Guerra Mondiale. A tal proposito, riteniamo doveroso concludere questa anteprima con un paio di ragionevoli dubbi: innanzitutto, Activision è davvero convinta che la riproposizione dello scenario bellico dei primi CoD possa soddisfare i fan che ancora oggi trascorrono ore di combattimenti mozzafiato nelle mappe multiplayer di Modern Warfare? Inoltre, il lasso di tempo relativamente breve trascorso dall'uscita di CoD4, sarà bastato a Treyarch per costruire un'esperienza di gioco che vada oltre il semplice copia-incolla del codice del predecessore, con l'aggiunta di qualche ambientazione inedita e della modalità cooperativa? Se la definitiva prova sul campo saprà sorprenderci almeno quanto il capolavoro di Infinity Ward è stato in grado di fare l'anno scorso, beh, siamo certi che anche la quinta incarnazione della chiamata al dovere ci regalerà innumerevoli notti insonni all'insegna della guerriglia più sfrenata.
Nell'attesa di Call of Duty: World at War
Mercenaries 2: Inferno di fuoco ( X360 )Mercenaries 2: Inferno di fuoco ( X360 )

Se prima di concentrarvi sulle tattiche di guerriglia di World at War volete dar sfogo all'istinto di devastazione che regna in voi, Mercenaries 2 fa al caso vostro. La possibilità di distruggere ogni cosa e la splendida modalità cooperativa ne fanno una piccola perla da non lasciare sullo scaffale.


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Aspettativa del gioco
4/5

Un validissimo FPS, ma saprà distinguersi dall'epico predecessore?



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