Seguendo un trend che più ciclico non si può, Call of Duty si ripresenta ogni anno agli occhi della critica e del pubblico rimanendo, sostanzialmente, invariato. Se quelli di Infinity Ward (i creatori originari) erano riusciti a dare una svecchiata all’ambientazione e, un poco, al gameplay, per forza di cose non legato più ad “aggeggi storici”, la Treyarch non sembra essere dell’idea che un altro Modern Warfare possa, ad oggi, funzionare.
Ecco allora che si ritorna sui sentieri già battuti (e percorsi) milioni di volte: si ritorna nella Seconda Guerra Mondiale.
Strane questioni di marketing: non sarebbe meglio, cara Activision, fare uscire un Call of Duty ogni due anni e lasciare che venga sviluppato da un solo team? D’altronde, Modern Warfare, con il suo cambio d’ambientazione aveva raddoppiato le vendite.
Sarà, ma evidentemente i profitti sono troppo elevati e non si può resistere ad un’occasione così ghiotta. Certo è che, a Ottobre, World at War dovrà davvero dimostrare di avere una marcia in più per contrastare l’alluvione di FPS che usciranno nei prossimi mesi.
Che posto pacifico che è questo!
Per l’occasione, comunque, le linee nemiche si troveranno nel Pacifico, ricalcando in parte le ambientazioni di Medal of Honor: Rising Sun o Pacific Assault. Uno scenario senza dubbio più accattivante delle scorazzate tra le alpi delle Bavaria o nei campi di concentramento tedeschi.
Non una ventata d’innovazione e freschezza, naturalmente, ma la decisione, seppur timida, di variare un poco la solita minestra è decisamente da apprezzare.
Ancora noi speriamo di poter combattere ad Iwo-Jima, assistendo alle stesse situazioni che abbiamo apprezzato nei bellissimi due film di Clint Eastwood: Lettere da Iwo-Jima e Flags of our Fathers.
Ad ogni modo non c’è niente per cui varrebbe la pena gridare al miracolo, almeno per ora. World at War sarà uno sparatutto estremamente simile ai suoi predecessori in termini di setting, level-design e struttura di gioco.
Saremo alle prese con i soliti livelli scriptati da cima a fondo, che se da un lato consentiranno un’immedesimazione e un impatto cinematografico di prim’ordine, dall’altro metteranno inevitabilmente a freno l’iniziativa del giocatore e la rigiocabilità.
Un difetto che ormai sembra essere congenito alla serie e al genere d’appartenenza, e che speriamo venga corretto il prima possibile.
Una questione di trailer…
Quel che è possibile apprezzare fin da subito è, invece, il trailer di presentazione, che dimostra ancora una volta come alla Treyarch tengano alla regia hollywoodiana.
Il montaggio alterna inquadrature dalla lunga durata ad altri momenti frenetici, che sembrano davvero usciti da un film di guerra.
Questo filmato permette inoltre di disquisire sull’aspetto tecnico, che sembra essere assolutamente già degno di nota.
Il motore di gioco è lo stesso di Call of Duty 4, opportunamente modificato per l’occasione, e mostra i muscoli soprattutto negli effetti di luce (da notare le esplosioni o i bengala) e nei modelli poligonali.
Se da un lato Modern Warfare peccava nella realizzazione degli ambienti, con texture poco definite e un tantino “appannate”, World at War si presenta già da ora in grado di migliorare in tutto e per tutto.
La vegetazione è definita come non mai, i nemici si muovono in modo fluido e sembrano davvero minacciosi, i campi di battaglia danno l’impressione di essere sconfinati!
Resta da verificare la “tenuta” del motore con tanti elementi in movimento contemporaneamente. E qui i timori raddoppiano, perché Call of Duty 3 (il primo sviluppato da Treyarch) sacrificava un buon frame-rate sull’altare della definizione esagerata.
Che dite: bisogna dare fiducia al team di sviluppo, nella speranza che ci (ri)propongano i 60 fps di Modern Warfare?
Tristezza infinita
In effetti ci sono poche cose che stupiscono di World at War. C’è soltanto una serie, per quanto tendente ad infinito, di qualità già consolidate e ormai per nulla innovative.
Ci sono “tocchi di classe” ormai visti e stravisti, come sequenze dall’impronta stealth, appostamenti notturni, imboscate pericolose per voi e per gli avversari.
E infine c’è la violenza, che Treyarch ha “amplificato” per farci rendere conto dell’atrocità e inutilità della guerra. Già si parla di un incipit nel quale assisterete allo sgozzamento (tramite baionetta) dei vostri commilitoni, mentre non vi potrete muovere, essendo irrimediabilmente legati ad una sedia.
In realtà, state attendendo anche voi la vostra esecuzione.
Situazioni se vogliamo gratuite, ma proprio per il loro inutile spreco di vite umane ancora più raccapriccianti. Addirittura più di vedere i corpi dei nemici bruciare vivi, “arrostiti” dalla potenza della “nuova” arma introdotta nel gioco: il lanciafiamme!
Tentando di dare una ventata di freschezza al genere (per i risultati definitivi attendete la recensione), codesta arma si rivela assolutamente perfetta per gli scontri ravvicinati e per incendiare le ambientazioni, con un meccanismo peraltro simile al vicino (in uscita) Fra Cry 2.
A proposito: anche in virtù delle nuove bocche di fuoco, gli scontri corpo a corpo, o quantomeno “di prossimità”, avranno un peso decisamente maggiore sull’economia del gioco.
Sorgono spontanee, a questo punto, le solite domande di dubbio: sarà il corpo a corpo bilanciato? Sarà confusionario? Sarà abbastanza vario?
E chissà che anche questa volta, dopo Call of Duty 3, Treyarch ci proponga gli stereotipati Quick Time Events!
Fantasia, portami via!
Hank Keirsey è un luogotenente colonnello dell’esercito americano, e sta collaborando attivamente con gli sviluppatori per rendere il gioco tanto più realistico e tanto meno fantasioso.
Assicura, in effetti, che tutte le azioni che ha compiuto sul campo saranno riprodotte nel gioco, anche se afferma: “La realtà non era certo così divertente”
La sua “consulenza” si riflette soprattutto sulle sequenze scriptate, come la scena dell’idrovolante Catalina, dove, in preda al terrore, i soldati gridano, si contorcono dal dolore, dipingono sul loro viso emozioni di sofferenza, si girano, si rigirano, sfiorano i compagni… azioni credibili anche grazie all’ausilio di raffinate tecniche di Motion Capture!
E tali “consulenze” si riflettono anche sui nemici, capaci una volta per tutte di organizzare strategie e sortite dal piacevole piglio tattico e realistico. Quando li vedrete arrampicarsi sugli alberi per cercare di “cecchinarvi”, capirete cosa intendiamo!
World at War ci promette inoltre, quando ne avremo le “cosiddette” piene anche del Pacifico, di fare una bella (e gelida) gita – non di piacere, purtroppo – tra i ghiacci della fredda e non amichevole Russia.
Di questa campagna in effetti ancora non si conosce proprio niente. L’unico timore è di vederla troppo simile a quella di Call of Duty 2, tagliando le gambe ad un gioco che già di suo non brillerà di originalità.
Sicuramente l’avrete già capito: ciò che smorza gli entusiasmi sono il cambio del team di sviluppo e la nuova (vecchia) ambientazione scelta.
Sperare non costa nulla, anche perché di sicuro il divertimento non mancherà…
Ma… ma… le idee originali dove sono?
Con Infinity Ward al lavoro su uno sparatutto “fantascientifico” e con tutti gli FPS dell’inverno, Call of Duty non dovrebbe essere più la prima scelta.
Tutti insieme appassionatamente
Quel che preoccupa forse ancora di più è l’online, che già in Call of Duty 3 non aveva per nulla brillato. Nelle sapienti mani di Infinity Ward era riuscito a diventare quasi una droga, ma nulla ci permette di dimenticare la pessima organizzazione del terzo capitolo.
Rivedere Treyarch occuparsi della componente multigiocatore mette un poco i brividi, se dobbiamo essere sinceri.
Dal canto loro, gli sviluppatori si stanno dimostrando furbi nel “copiare” il sistema di livellamento ed abilità di Modern Warfare, tenendo immutati, allo stesso tempo, le loro idee originarie, come l’inserimento dei veicoli.
Quanto funzionerà questa scelta ancora non ci è dato saperlo. Certo è che le mappe dovranno essere proprio ben organizzate per far fronte all’uso di veicoli e alla maggiore incentivazione delle sparatorie appiedate.
E come si mischieranno in questo “melting pot” gli scontri corpo a corpo e il lanciafiamme?
Spendete qualche preghiera prima di andare a letto, la sera.
Con un po’ di fortuna World at War potrà soddisfarvi.
Altrimenti non preoccupatevi: venderà comunque tanti di quei milioni di copie che di certo troverete qualche amico in grado di prestarvelo.