Dark Souls III [Hands-On]

Il decadente mondo di Dark Souls torna su next-gen
Scritto da Mathieu Renaudatil 19 agosto 2015
Dark Souls III [Hands-On] Anteprima

Dopo il grande successo dei primi due episodi, ed un video inquietante quanto fascinoso, Dark Souls III alla Gamescom si è mostrato in tutto il suo gotico e decadente splendore. Ma non è tutto! La stessa demo giocata dagli sviluppatori per mostrarne le novità, era anche giocabile per la stampa e, così, non ci siamo tirati indietro per provare anche questo titolone in uscita prossimamente su PlayStation 4, Xbox One e PC.


Inizi traumatici

Cacchio, che fosse difficile me lo avevano detto. Che fosse visimamente impressionante, anche. Mi era capitato di vedere di sfuggita i primi due Dark Souls, da qualche amico che ci giocava, e ho anche buttato un occhio a Bloodborne, sempre di From Software, per capire come era strutturato. Quindi sì, anche se può sembrare una blasfemia, non mi ero mai messo a giocare effettivamente un Souls. Cavolo.

Cominciare con questo terzo capitolo non è facile perché continuo a morire e non riesco ad entrare nel mood adatto per apprezzarlo o criticarlo. Cavolo. È difficile, ma non pensavo così tanto. Ok, ok. Ora mi concentr... dannazione.


Allora, Mathieu, o ti concentri o non ce la puoi fare a scriverne

Ok. Mi concentro. Per prima cosa, per prendere tempo prima di morire per l'ennesima volta, analizzo l'ambiente circostante. Così mi rilasso anche un attimo. E spiego la grafica e l'aspetto estetico del gioco!

Mi trovo in cima ad una torre di quello che sembra essere un enorme castello realizzato in uno stile tra il gotico ed il medioevale. Ho fatto beni culturali, quindi noto che le influenze provengono principalmente dal (azzeccato che sia stato presentato proprio alla Gamescom) gotico tedesco, lo stile che, per capirci, è usato in cattedrali come il Duomo di Milano, quello di Colonia, Notre Dame, et similia. Ricorda a grandi linee anche le enormi strutture di Castlevania ma, mentre quelle trasmettono un senso di vissuto, queste lasciano pensare che siano abbandonate da anni. Dopotutto, ci troviamo in un mondo pseudo-medioevale e post-apocalittico, in cui il sole non emerge mai dalla profonda coltre di nuvole giallognole che sovrastano tutto. Manca il fiato nel vedere quanto dettaglio ed attenzione anche agli elementi più marginali sia stata riposta. Ci si emoziona nell'osservare questo mondo che, seppure non ne conosciamo le ragioni, è stato abbandonato. Eppure noi ci siamo dentro e dobbiamo fare qualcosa per salvarlo. Noi ci sentiamo gli eroi adatti al duro compito di esorcizzarlo da una forma di male che non ci è chiara e che non capiamo.


Imparando a combattere

Ok, mi sono dilungato troppo sull'estetica delle vedute dalla torre. Passo ai tasti, prima di ritrovarmi, di nuovo, in questo stesso punto dopo che mi hanno, di nuovo, fatto fuori. Con i tasti dorsali colpisco e mi difendo con lo scudo, premendo l'analogico destro miro (sfruttando uno Z-targeting plagiato, in senso positivo), e con l'analogico sinistor mi muovo. Perfetto. Potrei farcela. È solo una demo, eppure sembra interminabile con tutte le volte che ho rivisto l'inizio del livello.

Procediamo. Scendo una scala dietro di me, e mi dirigo verso una zona che in precedenza non ho esplorato e che non mi sembra piena di nemici come le altre. Ops, parlato troppo presto. Arrivano due cani non-morti che, in contemporanea, mi vogliono mandare all'altro mondo, che poi è il solito inizio del livello. Con l'enorme spadona che ho equipaggiatO posso contrastare queste creature malefiche senza problemi. O almeno credo. Attacco, colpisco, ferisco. Loro feriscono me. È una lotta impari, io ho una spada molto potente ma anche molto lenta, loro sono in due veloci e scattanti per quanto risorti. Niente, muoio. Entro nella fase delle giustificazioni. È sicuramente colpa mia, non ero pronto, non sono esperto, avevo il sole negli occhi, mi fa male la pancia. Riparto, ma prima di andare verso di loro, cambio arma, optando per una più rapida (seppure di poco) ascia, sperando di prevalere. Scendo le scale, incontro i cani (che, ovviamente, hanno gli stessi punti vita di prima), colpisco e colpisco e colpisco e fuori uno! Via verso l'altro che, nel frattempo, mi sta massacrando. Ok, colpisco deciso più volte e lo stendo. Finalmente posso ristorarmi grazie a delle più che efficaci fialette (no, non puzzolenti) che mi risanano quasi completamente. Caspita, me lo aspettavo difficile, ma non così tanto. Senza dilungarmi troppo su ogni minima scelta che ho fatto, vi basti sapere che sono morto altre X volte (dove X tende a infinito).

Però è divertente. A differenza di tutti quei giochi (non Souls) che puntano a ripagare, seppure con una curva di difficoltà efficace, il giocatore perché arrivati alla fine del livello o della missione, Dark Souls III riesce a farti sentire un inetto, una particella infinitesimale di bene, in un mondo popolato solo dal male. È una cosa che, per certi aspetti, ti colpisce nell'ego: per questo invece di mollare il colpo dopo essere morto tante volte, ti fa sentire sempre più deciso ad andare avanti perché qui non è solo una questione personale o di gioco, è proprio una questione di principio. Qui bisogna portare a termine la missione perché non è possibile che il male possa trionfare. Non è possibile che il gioco sia più forte di me. Non è possibile che io molli.


Risvolti inaspettati

Mi piace pensare che il creatore della serie, qui tornato a dirigerne completamente ogni aspetto, sia una persona che non si arrende mai. Lo vedo come un gioco che insegna alle persone che, col giusto impegno, è sempre possibile arrivare al risultato sperato. Per questo vi consiglio assolutamente di provarlo non appena uscirà, perché in questo mondo fantasy dalle tinte oscure, dai nemici cupi ed inquietanti, dai risvolti pressoché sempre negativi, alla fine riuscirete davvero bene se giocate con impegno, passione e dedizione. Sarete davvero la chiave di (s)volta di tutto questo e, sebbene Dark Souls III rimarrà un titolo che, giocandolo di volta in volta, rimarrà sempre tale, sarete voi a diventare più pazienti e, perché no, tolleranti con il gameplay, con voi stessi e con gli altri perché non è solo un videogioco, ma uno strumento di crescita personale.

La prossima volta che penserete che siano fastidiosi quelli che parlano al telefono in treno, i bambini che piangono per chissà quale motivo o i mezzi che non passano, ricordatevi che voi siete riusciti a giocare a Dark Souls III e, anche se non l'avete finito, vi permetterà di crescere a livello umano come mai avrete pensato.

Maestoso e severo. Come tutti si aspettano da From Software.
ASPETTATIVA4/5
Dark Souls II: Scholar of the First Sin ( PS4 )Il secondo episodio, in questa veste potenziata, è un ottimo modo per prendere confidenza con la serie. Difficile ma appagante.
BloodborneUn altro "Souls game", ambientato questa volta in un universo diverso ma altrettanto affascinante.
SCHEDAGIOCO
Cover Dark Souls III

Dark Souls III

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Dark Souls III [Hands-On]2015-08-19 18:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/dark-souls-iii-hands-on-50405/Il decadente mondo di Dark Souls torna su next-gen1020525VGNetwork.it