Dragon Age II

L'era del drago, atto secondo
Scritto da Gabriele "Kevorex" Toninelliil 20 agosto 2010
Dragon Age II Anteprima
Atteso come il nuovo messia dei giochi di ruolo e indicato da più parti come l'erede spirituale di Baldur's Gate, Dragon Age: Origins si è abbattuto sull'odierno panorama videoludico con la forza di un ciclone ed ha lasciato un segno destinato a durare negli anni. Lore immenso e profondo, gameplay tattico ed avvincente, longevità e rigiocabilità invidiabili, personaggi ottimamente caratterizzati e tonnellate di bivi e scelte morali: in un'unica parola, capolavoro. BioWare tuttavia non si è adagiata sugli allori e dopo una serie di DLC più o meno apprezzati dal pubblico ha annunciato, come previsto, la venuta del secondo capitolo della trilogia, chiamato semplicemente Dragon Age II. All'annuncio hanno presto fatto seguito le prime informazioni ufficiali relative alla trama – collocata dieci anni dopo l'espansione Awakening – e ad alcuni importanti aspetti di gioco che tratteremo nelle prossime righe. Il materiale sinora diffuso è sufficiente non solo a circondare la nuova avventura di BioWare di premesse grandiose, ma anche a diffondere la percezione di un netto cambiamento stilistico e strutturale rispetto ad Origins. Perché? Scopriamolo insieme.
Addio origini, benvenuto HawkeIl setting principale di gioco è ancora il Thedas, continente nel quale si svolgono tutte le vicende legate all'universo di Dragon Age, ma stavolta ci troviamo a nord del Ferelden, precisamente nella zona delle Free Marches. Dicendo addio alle origini del personaggio, elemento centrale in Origins (tanto da determinarne il nome) e assai apprezzato dai giocatori per le opportunità interpretative che offriva, BioWare ha scelto un unico protagonista per il nuovo capitolo del suo colossal: Hawke, campione di Kirkwall. Spetterà a noi decidere chi sia Hawke e come abbia ottenuto tale titolo, poiché oltre a trattarsi di un eroe personalizzabile nel sesso, nell'aspetto e nelle abilità (in stile Shepard per intenderci), sarà anche possibile determinarne la storia. La narrazione di Dragon Age II, infatti, adotta la tecnica del flashback e consente di rivivere gli ultimi dieci anni di vita di Hawke, indirizzandone gli episodi, le relazioni, gli incontri e gli scontri che l'hanno condotto alla situazione presente, dove si trova alla testa di un esercito per combattere una battaglia che potrebbe decidere le sorti del mondo intero.La trama, questo è certo, non verterà su un nuovo Flagello e l'unico perno degli eventi sarà il protagonista stesso, più che mai posto al centro della vicenda. Le azioni che gli faremo compiere di capitolo in capitolo influenzeranno pesantemente le sezioni successive e le scelte fatte nel corso del gioco (a tal proposito si parla di tonalità morali sempre più “grigie”) potrebbero influire in maniera importante sulle fasi finali dell'avventura. Gli “sbalzi temporali” saranno frequenti, ma serviranno solo ad alternare il gameplay vero e proprio alle sequenze collocate nel presente, dove le voci narranti di Varric il nano e Cassandra esporranno da due punti di vista differenti le imprese di Hawke. Da segnalare che anche quest'ultimo sarà interamente doppiato, a differenza di Origins dove una delle imperfezioni più evidenti era costituita proprio da un protagonista affetto da mutismo congenito.
Luce e tenebraDalle immagini diffuse da BioWare nelle scorse settimane si nota anche uno spiccato cambiamento stilistico rispetto al primo capitolo, accusato – specialmente nelle versioni console – di scarsa personalità estetica e di un tasso tecnico non esaltante. I grafici questa volta hanno optato per una decisa svolta dark, creando un mondo nel complesso molto più cupo e tenebroso, caratterizzato oltretutto da una palette cromatica volutamente meno varia, giocata sui contrasti chiaro-scuro. Gli spazi aperti appaiono vasti e desolati, le strutture monumentali e slanciate, le linee dei personaggi vagamente stilizzate e orientaleggianti. L'aspetto di ogni singola razza, in particolare, è stato adattato per calzare a pennello sulla rinnovata atmosfera di gioco e la figura del Qunari riportata qui sotto esprime meglio di ogni parola il senso di questo restyling.
Completano l'opera un design dei boss ancora più estremo, con mostri più grossi, brutti e cattivi di quelli affrontati in Origins, e un livello di splatter persino incrementato, con nemici che verranno letteralmente fatti a pezzi da colpi critici o da magie particolarmente potenti.
Tattico ma dinamicoPer quanto riguarda il lato gestionale avremo a disposizione inizialmente le solite tre classi, guerriero, mago e ladro, che consentiranno di indirizzare in modo decisivo il percorso di Hawke. Non si conoscono ancora le dinamiche della crescita del personaggio, ma si presume che verrà ricalcata l'impostazione precedente, visto l'ottimo bilanciamento da cui era caratterizzata. Stesso discorso per la gestione del party, con la possibilità di controllare direttamente ogni membro del gruppo per stabilirne tattiche e abilità individuali ed eventualmente salvarlo da situazioni troppo “spinose”.Sul versante action fa il suo ritorno la pausa tattica, strumento indispensabile per monitorare con calma ogni aspetto del combattimento in corso e per impostare singolarmente le azioni da eseguire. La versione PC di Dragon Age II, a quanto pare, offrirà un'esperienza di gioco molto simile a quella di Origins e pertanto richiederà un approccio strategico agli scontri e un impiego oculato delle risorse a propria disposizione per portare a casa la pelle. Innovazioni decisive sono invece attese su console, laddove il retaggio “esclusivo” del predecessore – in grado di esprimersi al meglio su PC, con mouse e tastiera – limitava un poco le potenzialità del gameplay; adesso, ad ogni azione del giocatore corrisponderà un'azione del personaggio selezionato, in modo da garantire battaglie più rapide e dinamiche in linea con la giocabilità dei titoli “ibridi” che costellano il mercato videoludico. La componente tattica non verrà tralasciata e la pausa si rivelerà sempre indispensabile per ragionare sul da farsi, ma la possibilità di mappare i tasti del gamepad con attacchi veloci, primari o secondari, la dice lunga sulle intenzioni di BioWare, decisa a sviluppare un'esperienza di gioco ad hoc per ogni piattaforma su cui viene fruita.Conclude la rassegna delle novità un sistema di dialogo completamente rivisto, distante dal solido meccanismo a risposta multipla del quale le avventure fantasy sembrano non poter fare a meno e più simile – quasi uguale a quanto sembra – alla “ruota riassuntiva” di Mass Effect. Avremo infatti a disposizione tre “atteggiamenti” fra cui scegliere (positivo, sarcastico e negativo) e non conosceremo in anticipo le parole esatte che saranno pronunciate da Hawke, proprio come avviene nelle avventure di Shepard o in Alpha Protocol (dove l'agente Thorton ha in più la complicazione del tempo limite).
Massima fiduciaIn uscita a marzo 2011, il nuovo Dragon Age si conferma già da ora come uno dei giochi più attesi della prossima stagione e si candida a bissare – se non a superare – il successo di Origins. Un po' di timore per l'eventuale semplificazione dei dialoghi e per una svolta forse eccessivamente action (parliamo della versione console) non può cancellare l'ottima impressione suscitata dalle informazioni e dalle immagini sinora rilasciate da BioWare, senza contare che lo studio canadese, negli ultimi anni, non ha mai perso il “vizio” di sfornare produzioni “tripla A”. La nostra fiducia in Dragon Age II è massima e non vediamo l'ora di vestire i panni del campione di Kirkwall in un'avventura che, se le previsioni sono azzeccate, ci darà le stesse intense emozioni del primo capitolo.
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Dragon Age II2010-08-20 12:02:27http://www.vgnetwork.it/anteprime/dragon-age-ii/L'era del drago, atto secondo1020525VGNetwork.it