Il 25 Novembre scorso si è svolto a Milano l’evento che ha presentato alla stampa l'immenso F.E.A.R. 2, seguito del bestseller targato Monolith.
Frenetica azione corpo a corpo e paranormale si fondono in Project Origin, sequel di F.E.A.R., titolo capace di riscuotere un grande successo nel 2005. Nemici incredibilmente intelligenti e straordinari effetti speciali non daranno tregua ai giocatori impegnati a salvare ciò che rimane della città di Auburn, vittima della furia dell’inquietante Alma.
Ricapitolando
Poco prima della fine di F.E.A.R., una squadra delle Forze Speciali viene inviata a svolgere una missione apparentemente di routine, quando la città di Auburn viene sconvolta da un’esplosione di origine soprannaturale. Alma, una ragazza dai poteri immensi e assetata di vendetta, ha scatenato la sua furia sulla città, gettandola nel caos. La squadra dovrà vedersela con un terribile nemico, cercando al tempo stesso di trovare un modo di fermare Alma e portare allo scoperto le misteriose forze soprannaturali schierate contro di loro, prima che sia troppo tardi.
Durante la presentazione abbiamo avuto modo di assistere ad alcuni scenari di gioco, nei quali sono state spiegate le caratteristiche principali del titolo stesso. L’avventura inizia circa un’ora prima della fine del primo capitolo e ci ritroveremo ad impersonare un membro delle forze speciali.
Meccaniche paurose
Come nel primo capitolo, l’interazione con l’ambiente è stata portata ai massimi livelli; a disposizione nostra (e dei nostri nemici) ci saranno opportunità strategiche di combattimento che sfruttano l’ambiente circostante: potremo ribaltare i tavoli e usarli come scudi, perforare alcune superfici con i nostri proiettili o rimuovere ostacoli. Non dimentichiamoci, però, che anche i nemici potranno fare lo stesso!
Anche in questo seguito potremo avvalerci del rallentamento del tempo (cinematograficamente chiamato “bullet time”), sfruttando i riflessi potenziati del nostro personaggio, che ci aiuterà ad uscire dalle situazioni più “calde”, le quali possono essere affrontate anche tramite combattimenti corpo a corpo, utili quando le munizioni scarseggiano.
Una caratteristica di questo seguito sarà la varietà dei nemici che ci troveremo ad affrontare; oltre ai soliti soldati, infatti, ci sbarreranno la strada anche nemici con “poteri” diversi. In un livello di gioco, per esempio, ci è stato mostrato il cosiddetto “Burattinaio” che, una volta accortosi della nostra presenza, si nasconderà e userà i corpi dei soldati morti contro di noi, controllandoli attraverso dei fili invisibili, costringendoci a stanarlo ed ucciderlo, altrimenti i corpi non si placheranno mai. Affronteremo nemici del tutto nuovi che sfruttano tattiche di combattimento avanzate proprio come nell’esempio. In un altro livello ci troveremo alle prese con un’entità invisibile, che creerà allucinazioni capaci di mettere a dura prova i nostri nervi; solo con tattica ed il sangue freddo riusciremo a sconfiggerlo.
Oltre alla classica modalità in singolo, il gioco prevede anche una modalità multiplayer dove giocare con e contro amici.
Una grafica da brivido
Il migliorato motore grafico porterà l’orrore a nuovi livelli, anche grazie agli effetti speciali e visivi ancora più all’avanguardia, che contribuiranno ad immergerci sempre più nell’orrore creato dagli sviluppatori, soprattutto quando ci troveremo ad affrontare le allucinazioni prodotte da alcuni nemici.
Nemici che, ancora più pericolosi grazie all’Intelligenza Artificiale notevolmente migliorata, si comporteranno in maniera realistica e impareranno a sfruttare l’ambiente a proprio vantaggio, cercando di aggirarci e di metterci in trappola, aumentando ancora di più il senso di oppressione.
In conclusione
F.E.A.R. 2 promette di essere un titolo all’altezza del predecessore, vario sia negli ambienti che nelle situazioni (e nei nemici) che ci troveremo ad affrontare. Il tutto gestito da un ottimo motore di gioco in grado di rendere bene l’effetto “Horror”; non resta che aspettare il 13 febbraio per provare con mano la versione definitiva ed entrare completamente nell’incubo.