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Fifa 11 [Hands-on]
Come ogni anno, il CALCIO videogiocato torna in scena.Scritto da Dario "Daghelor" Vanacoreil 16 Settembre 2010Sembra sia passato un secolo da quando, nei bui anni di Playstation e Playstation2, il brand Fifa era considerata la mera ombra del ben più importante e gradevole Pro Evolution Soccer (o del suo predecessore ISS Pro). Erano gli anni dei beneamati falli sul portiere che costavano l’espulsione (non dite di non averlo fatto almeno una volta: è impossibile!), dei gol impossibili che diventavano realtà e, soprattutto, gli anni in cui Fifa vendeva quel che vendeva solo grazie alle mille licenze che riusciva ad inglobare nel proprio disco anno dopo anno. Certo, il susseguirsi degli anni e l’avvento della serie antagonista (PES, ndr) ha reso il tutto meno comodo, ma di certo non ha impedito a quelli di Electronic Arts di accumulare un bel patrimonio da investire poi successivamente. E mentre, dopo anni di lavoro sudato da parte dei produttori di Konami, PES si prende una “pausa”, ci pensano i ragazzacci di EA a non far rimpiangere il fu Re del calcio video giocato.
3-0. Palla al centro.
Eh già, questo Fifa 11 sembra proprio essere il terzo centro consecutivo, nell’attuale generazione di console, da parte della casa di Redmond nei confronti di Shingo “Seabass” Takatsuka e compagnia. Ma partiamo dall’inizio, lasciando da parte l’entusiasmo emerso dopo una full immersion nella demo rilasciata nel pomeriggio sul Playstation Network europeo. Quello che si presenta al giocatore medio, subito dopo aver abbandonato la schermata iniziale del “PRESS START BUTTON” ed una volta scesi in campo nell’arena sembra essere una fotocopia in tutto e per tutto di quanto si è già visto nel precedente capitolo della serie: sembra, appunto, ma non è. Subito dopo aver scagliato il primo tiro verso la porta (brillantemente difesa da un performante Cech), si capisce subito che quest’anno non c’è trippa per gatti: la precisione dei tiri dalla distanza, vuoi per l’effetto poco aerodinamico del jabulani, vuoi per la scarsa forma (reale) di Kakà è “peggiorata” notevolmente. Appositamente virgolettato perché non è una svista dei programmatori, bensì un aggiustamento da parte degli stessi, dal momento che in Fifa10 (e nei predecessori) era fin troppo facile, anche solo nell’arena, scoccare da distanza siderale un tiro che, almeno una volta su quattro andava a togliere le ragnatele dal sette dei pali. Una faccenda alquanto irrealistica, se si pensa che nella realtà a tiri del genere si assiste una volta ogni X partite (e per X intendiamo un numero superiore a 0 tendente all’infinito, per restare in ambito algebrico).
La saracinesca umana.
Restando nell’arena, continuiamo a parlare di quella che forse sarà una delle implementazioni cardine di Fifa 11: la modalità “Be a GoalKeeper”. Come gli anglofoni avranno capito, si tratterà della canonica modalità “Be a Pro” appositamente ricreata e perfezionata per… i portieri! Quello che fino all’anno scorso sembrava un miraggio, ovvero la possibilità di incarnare digitalmente un estremo difensore durante una delle partite di Club online oppure offline, diventa per questo campionato 2010/2011 possibile. Selezionando nell’arena l’opzione di “difendere”, si vestiranno i panni quindi del portierone del Chelsea e della nazionale Ceca e si dovrà fare attenzione alle offensive della stella del Real e della nazionale brasiliana. La gestione delle uscite sarà quindi totalmente a discrezione dell’utente che potrà, per evitare di “smarrirsi” nei 7 metri di porta avrà ai propri piedi un indicatore che segnala la posizione ideale per coprire al meglio la porta: i movimenti del portiere, come tuffi laterali o verticali, saranno poi gestiti comodamente attraverso lo stick analogico di destra, e richiederanno riflessi pronti; stessa tecnica di parata è destinata ai rigori, con conseguente abbandono dello stick analogico sinistro più pressione di tasti.Gioco ragionato.
Lasciata, dopo un preventivo tutorial, da parte l’arena, ci si può calare con calma e sangue freddo in quello che è il cuore pulsante di Fifa 11, ovvero il match. Come ogni buon gioco di calcio del giorno d’oggi che si rispetti, Fifa presterà molta attenzione ai dettagli pre-partita, per deliziare tanto l’occhio quanto il palato durante i match: palato che troverà di che sfamarsi, data la quantità di campionati sotto licenza e la qualità del gioco (di piedi) fine a se stesso. Le squadre disponibili in questa versione di prova saranno numerose (Real Madrid, Barcellona, Chelsea, Juventus, Bayer Leverkusen e Lione) e permetteranno di saggiare per 6 minuti (3 per tempo) le migliorie apportate. Una volta selezionato il proprio team, quello avversario e la difficoltà, si potrà, come da copione, impostare la formazione (i menù sono gli stessi dello scorso episodio: per miglioramenti attendiamo la versione finale) e scendere in campo. Quello che salta decisamente ad un occhio attento è indubbiamente il gioco notevolmente rallentato, che consente quindi un maggior uso delle tecniche di dribbling mai abbastanza apprezzate lo scorso anno per via della frenesia che dominava gli scontri sul terreno di gioco: certo, non avremo un Messi o un Cristiano Ronaldo che saranno rimontati in accelerazione da un difensore qualunque, come purtroppo accade nella demo (e si spera non nel prodotto finale, ma in questo, purtroppo, non ci crediamo molto) di PES 2011, dal momento che gli scatti non frenati in tempo dei sopracitati campioni porteranno, a meno di colossali svarioni, al gol. Si tratterà quindi di una lentezza strategica, che permetterà di costruire le azioni partendo dal centrocampo, nel più classico stile spagnolo “mondiale”. E la costruzione della manovra potrà contare su un nuovo sistema di passaggi, molto più “impreciso” ai fini del realismo, che non consentirà più quindi assistenza al bacio in mezza piroetta, o meglio, consentirà un passaggio discreto in queste circostanze solo ai giocatori con un elevata skill in assist, vedendo invece i professionisti meno brillanti fallire miseramente, consegnando la palla ad una zona del campo “morta” o, peggio, fra i piedi di un rapace avversario appostato nei pressi, permettendo un’eventuale ripartenza in contropiede. Ecco che quindi il proverbiale motto “chi va piano, va sano e va lontano” trova applicazione anche nella videoludicità del termine.Tiro dagli undici metri.
Ultimo, ma non meno importante, aggiustamento è quello che ha visto la modifica dei penalty: i calci di rigore, da questo capitolo, non vedranno più la gestione automatica della direzione, come è avvenuto fino ad ora, obbligando i tiratori a controllare solo la barra della potenza per spedire quanto più vicino possibile la palla negli angolini ma non oltre, ma obbligheranno i battitori a controllare con molta più attenzione, durante la fase di rincorsa del proprio alter ego digitale, la direzione del tiro: nell’arena, si potrà attivare, tramite pressione del tasto L2, un puntatore blu che indicherà la direzione del tiro, direzionabile con lo stick analogico sinistro. Prima della battuta e , degno di nota ai fini del pathos e del gameplay generale, vi è l’indicatore di tensione, già apprezzato nei Mondiali Fifa South Africa 2010 e che costringerà i giocatori ad avere dita ferme per bloccare il puntatore nel momento giusto per scoccare un tiro perfetto o, quantomeno, evitare di spararlo alle stelle.Fifa? Si!
Al termine della nostra prova su strada di questa versione di prova di Fifa 11 non possiamo che ritenerci soddisfatti di quanto visto e videogiocato: un sistema di controllo come sempre impeccabile si associa ad una veste grafica spettacolare che assegna, a meno di scandalosi equivoci, la corona di miglior simulazione calcistica dell’anno, la migliore di sempre. Almeno fino ad ora, aspettando che Electronic Arts ci sorprenda, come non sta smettendo di fare da 3 anni, anche l’anno prossimo.
FIFA 11
- data d'uscita: 01 ottobre 2010
- produttore: Electronic Arts
- sviluppatore: EA Sports
- Distributore: EA Games
- Genere: Sport
- Multiplayer: Si
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