La stagione calcistica 2010/2011 si è appena conclusa, con l’assegnazione, per quanto riguarda il campionato nostrano, di Scudetto e Coppa Italia alle due compagini milanesi (rispettivamente Milan ed Inter), mattatrici delle rispettive competizioni da ormai numerosi anni; eppure i calciofili di tutto il mondo, di cui siamo, da Italiani, una fetta ben consistente, smaniano nell’attesa spasmodica di un nuovo capitolo delle serie videoludiche che trattano dello sport più seguito al mondo: l’annosa “competizione nella competizione”, che ogni nuova stagione vede contrapporsi sul “terreno di gioco” Fifa e PES, è destinata a ripetersi ovviamente anche quest’anno, con un Fifa però sempre più performante che, come andremo a scoprire poco più avanti, si prepara a stupire tutti i futuri consumatori con una serie di innovazioni che vorranno dare una svolta ad uno dei titoli forse maggiormente migliorato nel corso degli anni, sia di ambito sportivo che di sequel di serie famose.
Difesa ed Attacco sugli scudi.
I miglioramenti che i ragazzi di Electronic Arts hanno deciso di apportare a questa nuova edizione dell’annuale brand che puntualmente trova posto sugli scaffali dei negozi vedranno interessati, in primo luogo, i reparti di difesa ed attacco. Per quanto riguarda il pacchetto arretrato, le modifiche apportate all’impianto di gioco, dal suggestivo nome Tactical Defending, eleveranno gli schemi di gioco adottati dai baluardi degli ultimi trenta metri al pari – almeno queste sono le intenzioni degli sviluppatori – di quelli visibili durante una qualsiasi partita di serie A europea: niente più pressione, da parte del difensore, sul portatore di palla con il continuo tambureggiamento della X, per intenderci, ma il tutto sarà orchestrato in maniera più organica, con l’obbligo di mantenere una certa distanza dall’attaccante, regolabile poi durante la manovra, per evitare di subire un dribbling d’alta scuola e lasciare che lo stesso si involi indisturbato verso la porta. Grande importanza l’avrà quindi il giusto tempismo tra fasi d’attesa, dando quindi la possibilità, non facendosi saltare in velocità dall’avversario, all’intera squadra di riposizionarsi, e quelle di pressing con successivo tentativo di rubare la sfera.
E così come per i difensori, anche gli attaccanti, o meglio, tutti i giocatori coinvolti nella costruzione della manovra offensiva, non sono stati lasciati in balia del caso: dopo aver scoperto nella scorsa edizione il Personality+, che, ricordiamo, garantiva maggiore abilità palla al piede ai giocatori maggiormente “skillati” nella vita reale e, quindi, maggiore possibilità per loro di eseguire funambolismi, quest’anno i ragazzi di EA hanno deciso di dare una maggiore importanza al gioco nello stretto, implementando un nuovo sistema per saltare l’uomo e gestire meglio il controllo palla, il Precision Dribbling: in passato era facile vedere come un giocatore, più o meno abile, era capace di orchestrare una manovra di gioco, palla al piede, abbastanza discreta, ma, a partire da quest’anno, con il connubio di Personality+ e Precision Dribbling, le cose si faranno decisamente molto più interessanti, grazie alla possibilità di effettuare, durante gli spostamenti, numerosi micro tocchi che, per le stelle più luminose del firmamento calcistico, quali possono essere uno Xavi o, per rispolverare le nostre glorie, un Pirlo, significheranno una grande fluidità di azione ed una conseguente difficoltà, da parte dei difensori avversari, di estirpare la sfera dai loro piedi.
Maggiore importanza l’avrà poi il ruolo del centravanti “boa” – quello, per intenderci, alla Toni – che, grazie alla sua enorme fisicità, potrà proteggere palla, spalle alla porta, per consentire all’intera sua squadra di salire per dare il via ad un’azione corale: anche in questo frangente si nota come il peso dei giocatori sia stato rivisto rispetto alla passata edizione, dove gli scontri fisici più importanti si avevano, perlopiù, durante le fasi di corsa spalla a spalla, con quasi sempre il difensore più massiccio che aveva la meglio sul Giovinco/Lavezzi di turno; in questi frangenti spalle alla porta, invece, sarà importante il reale peso dell’attaccante, che sarà ovviamente pressato alle spalle dall’avversario e dovrà, “aiutandosi “ anche con un po’ d’esperienza, evitare di perdere il controllo della sfera e, perché no, guadagnarsi anche una punizione in posizione favorevole.
Continua a leggere >>
pagina 1 | pagina 2