Final Fantasy cambia di nuovo volto... Una plastica di troppo?
Cos'è l'hype nel gergo videoludico? Si definisce hype l'attendere quasi ossessivamente un gioco, spesso seguito di una nota serie o comunque realizzato da una software house o team di sviluppo particolarmente famosi. L'hype è composto di news distribuite con il contagocce, di countdown, di conferenze stampa a porte chiuse, di filmati segretissimi, di demo in lingue incomprensibili e tanto altro ancora. Le conseguenze dell'hype oltretutto, non sono sempre così positive: spesso può infatti accadere che un titolo non rispetti esattamente le aspettative generatesi. Quando il gioco “x” si trova in questa situazione, beh, è davvero la fine: in men che non si dica, una frotta di fan storici e dell'ultimo momento sarà pronta a smontare, in ogni sua più piccola parte, il prodotto in questione. A volte le reazioni sono esagerate, a volte invece rappresentano un malcontento generale, insito nella schiera di fan, che è il segnale tangibile di qualcosa che non funziona non solo nel gioco “x”, ma più globalmente all'interno dell'intero genere a cui appartiene anche il gioco “x”. A questo punto vi starete chiedendo il perché di questa introduzione. Beh, il motivo è molto semplice: state leggendo l'anteprima di Final Fantasy XIII, ultimo gigamega colossal di casa SquareEnix, titolo che nonostante gli strabilianti voti ottenuti da riviste giapponesi quali Famitsu (si parla di un altisonante 39/40), sta incredibilmente deludendo migliaia e migliaia di fan. Cosa c'è che non va? Qual è il problema dell'ultima incarnazione della più famosa serie JRPG esistente?
Cos'è bene e cos'è male. Per addolcire la pillola, che ne dite se parliamo prima degli aspetti positivi e solo in un secondo momento di quelli negativi? Detto fatto! Se c'è un campo in cui SquareEnix è sempre stata formidabile è senza ombra di dubbio quello tecnico ed infatti ha sempre spremuto al massimo l'hardware di ogni console su cui si è trovata a sviluppare: nell'era PSX abbiamo assistito a miracoli tecnici quali Chrono Cross e Final Fantasy IX, con PS2 ci è stato invece proposto il mastodontico Final Fantasy XII, su DS i remake di Final Fantasy III e IV, su PSP Crisis Core FFVII e Kingdom Hearts – Birth by Sleep; insomma tutta roba di qualità. Con il tredicesimo capitolo, invece? Come si sono comportati? L'azienda ha annunciato sin dall'inizio di questa nuova generazione di essere al lavoro su un nuovo motore grafico, studiato appositamente per l'alta definizione e che sarebbe stato alla base della cosiddetta compilation Final Fantasy XIII: si tratta del Crystal Engine, alla base sia del tredicesimo capitolo che del misterioso Versus XIII. Inizialmente i risultati sembravano davvero strabilianti: espressioni facciali incredibili, texture dettagliatissime, panorami mozzafiato. Il problema però, come spesso accade in queste situazioni, era che tutto quello che inizialmente ci venne proposto non era altro che computer grafica o scene precalcolate; i dubbi sulla qualità sono quindi venuti da sé. Fortunatamente, con l'avvicinarsi della data di lancio e l'arrivo della demo giapponese, tutti questi dubbi si sono dissolti: Final Fantasy XIII ha un comparto tecnico davvero sontuoso ed il Crystal Engine è una figata (concedetecelo)! Andando ad analizzare nel dettaglio quello che ci verrà proposto a schermo agli inizi di marzo potremo infatti notare come la cura per i dettagli sia ancora una volta davvero notevole: a livello artistico, il titolo si può definire valido e sa alternare location immerse nella natura ad altre totalmente artificiali; anche i personaggi godono di una caratterizzazione estetica notevole, così come gli antagonisti ed il vastissimo “bestiario” che dovremo affrontare. Tutto questo è poi condito, come avevamo detto, da una realizzazione tecnica di prim'ordine grazie a texture pulite, animazioni notevoli, effetti speciali spaccamascella e panorami mozzafiato. Il frame rate? Logicamente fluido e senza eccessivi intoppi, cosi come la pulizia dell'immagine che a quanto pare risulta per la maggior parte delle volte davvero impeccabile! Non dimentichiamoci infine che saranno presenti anche numerose scene in computer grafica, proprio come da tradizione Square. E dal punto di vista sonoro? Anche qui il lavoro svolto sembra molto buono: innanzitutto il doppiaggio inglese pare davvero ben fatto e non sfigura affatto dinanzi alla controparte giapponese; anche la colonna sonora, composta da Masashi Hamauzu, sembrano essere all'altezza delle aspettative e pure il brano cantato dalla bella Leona Lewis sembra incastrarsi tutto sommato bene nel contesto generale di Final Fantasy XIII.
Nuova frontiera o involuzione? SquareEnix è un'azienda che bene o male, con i suoi lavori, ha sempre trainato non poco il mercato dei giochi di ruolo, non solo dettando stilemi narrativi, artistici e visivi ma anche introducendo negli anni nuove meccaniche di gameplay e struttura. Con Final Fantasy XII si era arrivati al punto di eliminare totalmente gli incontri casuali ed apparentemente anche i turni, offrendo oltretutto ambientazioni vastissime da esplorare e dotate di una struttura molto simile ad un titolo free roaming. In effetti il dodicesimo capitolo, per tutta una serie di motivi, può benissimo essere assimilato ad un vero e proprio gioco di ruolo online, tanto che molte idee relative anche al battle system sono una diretta evoluzione di quanto visto nel MMORPG Final Fantasy XI. Da XIII ci si sarebbe effettivamente aspettati una vastità strutturale uguale se non superiore visto l'ausilio di un hardware estremamente potente. E' stato realmente cosi? Purtroppo per noi no. Le orme che si sono seguite risultano essere quelle del più vetusto Final Fantasy X, nel quale la world map venne definitivamente rimossa in favore di una struttura del mondo molto più lineare, con conseguente assenza dell'elemento esplorativo. Con il tredicesimo capitolo abbiamo avuto un'ulteriore castrazione della struttura, tanto che i dungeon, se così vogliamo ancora chiamarli, risultano nel 90% delle occasioni dei bellissimi percorsi a senso unico, privi di qualsivoglia bivio o variante nella percorrenza e con l'impossibilità, una volta terminati, di ritornare sui nostri passi. Tutto ciò comporta poi un'assenza quasi totale di sub quest e side story, elementi che rendono il mondo di gioco più coeso ed attribuiscono un valore aggiunto al prodotto. Una bella batosta per tutti gli estimatori della struttura aperta di Ivalice ed in generale dei JRPG non basati unicamente sulla storia. Tirando le fila del discorso, da tutto ciò è abbastanza chiaro come SquareEnix abbia voluto focalizzare l'attenzione non sull'esplorazione e le sub quest, quanto piuttosto sulla vicenda principale e la spettacolarità con la quale viene raccontata e mostrata al giocatore. Scelta azzeccata? Sì, se il plot propostoci sarà ai livelli di prodotti quali Xenogears Saga, cosa che, inerentemente a FFXIII, ancora non possiamo giudicare in maniera completa.
Botte da orbi, sordi e muti. Il battle system, altra componente fondamentale di un JRPG, è stato ancora una volta stravolto, rivoluzionato, modificato rispetto a quelli del passato. Nel dettaglio vi proponiamo di seguito la prova su strada che abbiamo potuto effettuare qualche giorno fa, così da offrirvi una panoramica completa di quello che il titolo offre!
Approfondimento a cura di Alessandro "Sketch" Scrugli
Testare Final Fantasy XIII prima della data di uscita ufficiale ha dipanato ogni dubbio sui rumors e recensioni estere lette e stralette, soprattutto per quanto riguarda il Battle System, uno degli aspetti sempre a rischio di sentimenti contrastanti tra i giocatori. Per questo tredicesimo episodio, gli sviluppatori di Square Enix decidono di mischiare le carte e pescare da sistemi di combattimento già utilizzati in precedenza e fonderli in un qualcosa di innovativo ma al contempo semplice ed efficace: l’Active Time Battle e il Gambit System vengono completati da elementi visti in Chrono Cross e il sistema di classi già visto nel particolarissimo X-2. Come ormai diventata la norma, non esistono più combattimenti casuali ma sullo schermo vengono visualizzati i gruppi di nemici attaccabili a discrezione dell’utente. Durante la battaglia il giocatore può controllare solamente un unico personaggio, dichiarato leader in precedenza, e sfruttare le proprie caratteristiche soprattutto associate a quelle del gruppo dal momento in cui il sistema di classi è sempre richiamabile in qualsiasi momento dello scontro consentendo così un veloce cambio di strategia al proprio party. Denominato Paradigm Shift, il sistema utilizza 6 classi differenti che prevedono i tattici Healer e Jammer, rispettivamente esperti di arti curative e infezione degli status nemici, il Defender e l’Enancher, i quali alzano la difesa fisica e gli status del party, mentre i restanti Attacker e Blaster sono in grado di portare a termine attacchi fisici e magici. Ogni personaggio può essere equipaggiato con solamente tre delle classi appena descritte, di conseguenza la preparazione alla battaglia deve essere oculata, soprattutto sottolineando il fatto che i nemici presenti in Final Fantasy XIII sono davvero arcigni e sfruttare il Paradigm Shift al meglio significa riuscire a scansare la difficoltà legata all’utilizzo di un unico personaggio. Per comandare al meglio il Leader bisogna dapprima padroneggiare il Battle System a lui dedicato: ogni azione che viene intrapresa, che sia magia, attacco fisico o utilizzo di un item, si trasforma in un consumo di una barra che si ricarica durante l’azione stessa e un aumento dell’Atb, ovviamente battaglia dopo battaglia. Niente più Mp quindi, ma solamente lo sfruttamento di tacche in grado di far compiere più azioni durante un solo turno. Lo stesso sistema viene sfruttato anche per le tecniche più potenti, comprese le evocazioni, le quali una volta richiamate riprendono il concetto visto in Final Fantasy X in cui il nuovo compagno prende il posto dei membri comandati dalla IA e accompagna il Leader nella battaglia. La bestia evocata viene comandata direttamente dalla cpu e porta tutta la sua potenza contro i nemici sullo schermo in maniera automatica fino a che il giocatore non decide di fondersi con l’evocazione e utilizzarla come destriero prendendo fisicamente le redini del comando e scegliendo le mosse da eseguire, sempre tenendo d’occhio un contatore ad hoc il quale, una volta azzerato, obbliga il compagno evocato a tornare da dove è venuto.
Molto importante è sottolineare che ogni nemico possiede un Break System, una barra sinonimo del livello di difesa che, una volta riempita, garantisce una serie di danni contingenti al nemico. Il Break System risulta fondamentale nello scontro contro i boss. Sempre da Final Fantasy X viene ripreso uno degli aspetti che tanto ha conquistato il pubblico: la Sferografia. Anche in FFXIII viene inserita una mappatura simile, non immediatamente disponibile nella sua completezza ma sbloccabile capitolo per capitolo. Conseguentemente non esiste alcun tipo di punto esperienza guadagnato ma solamente i cosiddetti Cristarium Point, spendibili nella poco sopra citata Sferografia.
Abbiamo provato molti aspetti di questo nuovo Battle System e la concezione datagli è sicuramente all’altezza del nome importante che porta anche se l’utilizzo legato solamente a un solo membro della compagine può non piacere a molti, soprattutto a chi ha amato gli episodi precedenti al XII. Resta il fatto che il Square Enix torna a dare ai suoi fan un sistema di combattimento profondo ed efficace, lasciandosi dietro le spalle un dodicesimo episodio che non ha brillato di luce propria.
Due universi, un solo pianeta. Final Fantasy, in particolare con il sesto e settimo capitolo, ha toccato picchi narrativi davvero notevoli e che hanno in un qualche modo segnato il genere dei giochi di ruolo, dettando veri e propri standard a tal proposito. Gli episodi successivi sono stati tutti più o meno validi sotto tale aspetto, ma non sono mai riusciti a raggiungere l'eccellenza come invece era avvenuto con appunto VI e VII. Con un tredicesimo capitolo principalmente focalizzato sulla spettacolarità piuttosto che sull'esplorazione, vien da pensare che sia dotato di una narrazione ed un cast di personaggi con le “contropalle”. Sarà davvero così? L'avventura è ambientata su Pulse, un pianeta nel quale una creatura sovrannaturale chiamata fal'Cie ha edificato una gigantesca città fluttuante, vero e proprio paradiso per l'umanità. La creatura, il cui corpo era composto da cristalli, dotò la città di macchine per proteggere gli umani al suo interno dai pericoli del mondo esterno. Ecco quindi che il mondo di gioco si divide tra due universi: Pulse fatto di lande selvagge ed incontaminate e Cocoon, la città fluttuante dove la tecnologia regna sovrana. A Cocoon tutto funziona grazie ai cristalli, che rappresentano l'elemento principale per la sopravvivenza dell'uomo in tale città. Dopo un lunghissimo periodo d'isolamento da Pulse, durato millenni, gli abitanti di Cocoon iniziano a mostrare curiosità ed interesse per quello che c'è al di fuori. Il Sacro Governo, però, giudica la cosa troppo pericolosa per i cittadini e obbliga tutti coloro i quali hanno avuto contatti con il mondo esterno all'esilio su di esso, poiché considerati degli appestati. Logicamente, questi non se ne staranno con le mani in mano e difatti avremo a che fare con un gruppo di resistenza, il team Nora, che lotterà per i propri diritti e la salvezza. Questo il setting in cui i protagonisti fanno capolino: Lighting è una ragazza dal carattere forte e dal passato misterioso, si dice fosse un ufficiale dell'esercito ma è stata scelta da fal'Cie per portare Cocoon alla distruzione. Viene quindi considerata una nemica del genere umano e perseguitata in quanto tale. Snow è il capo della resistenza, ha anch'esso un carattere forte ed avrà un profondo rapporto con Lighting, verrà scelto a sua volta da fal'Cie per divenire un l'Cie, proprio come tutto il resto del team, per portare Cocoon alla distruzione. Vanille è una ragazza attiva e sempre allegra, proviene da Pulse e per questo rappresenta un soggetto di studio per il Sacro Governo, anche la resistenza mostra interesse nei suoi confronti anche se più rivolto alla sua protezione. Sazh è un uomo di colore di mezza età, dal carattere spensierato ed estremamente impacciato, è il tipico personaggio “macchietta”, un po' codardo e che ne combina di tutti i colori; nonostante ciò sa essere molto sensibile ed ha uno stretto rapporto con la protagonista. Hope è un giovane ragazzo di appena 14 anni e come il resto del team scoprirà di essere un l'Cie; il poveretto, abitante di Cocoon, perde la madre in uno scontro a fuoco con l'esercito ed addossa tutta la colpa alla resistenza, scegliendo di unirsi quindi ad essa con l'unico scopo di vendicarsi. Di personaggi ve ne sarebbero altri da presentare, preferiamo però fermarci qui in quanto non vorremmo rovinarvi eccessivamente la sorpresa: uno degli elementi più belli di un JRPG è proprio quello di scoprire il cast e le varie sfaccettature che ognuno dei componenti possiede. Le premesse per una trama coinvolgente sembrano poi esserci tutte, quindi vi rimandiamo alla recensione, sempre qui su VGNetwork, per giudicare più approfonditamente questo aspetto!
Final Fantasy XIII si presenta come un prodotto a metà strada tra l'interessante ed il deludente. Interessante perché possiede un comparto narrativo sicuramente intrigante e che potrebbe avere tutte le carte in regola per regalarci emozioni e coinvolgimento oltre che un battle system davvero ben congegnato. Deludente perché, nel 2009, un gioco di ruolo dove non c'è esplorazione e dove le sub quest risultano quasi del tutto assenti, appare non poco fuori luogo e limitato. Dove sono finiti gli abnormi spazi aperti di Final Fantasy XII? Dov'è la magia del viaggio? Final Fantasy avrà pure guadagnato spettacolarità e scene animate mozzafiato ma pare aver perso uno degli elementi che di più lo caratterizzavano: l'emozione di un'avventura alla scoperta di un mondo tutto nuovo.