La scorsa estate vi abbiamo parlato di Gray Matter, una promettente avventura grafica scaturita dalla penna di Jane Jansen che aveva dimostrato ottime potenzialità nel corso dell'E3 2010. Il ritorno sulla scena videoludica della creatrice della saga di Gabriel Knight non poteva che accendere gli animi degli appassionati di enigmi e misteri, i quali da svariati anni (la lavorazione del gioco è stata molto lunga e tribolata) attendono l'uscita di questo titolo. Finalmente siamo in dirittura d'arrivo: Gray Matter sarà pubblicato da noi tra gennaio e febbraio ed è già disponibile in alcuni paesi europei, privo però di localizzazione italiana. Fortunatamente, chi non ha familiarità con l'inglese o non vuole acquistare il gioco sugli store stranieri, può ingannare il tempo con la demo multilingua rilasciata di recente da dtp entertainment. Ed è proprio quello che abbiamo fatto noi, testando in prima persona l'ultima fatica della Jansen. Ecco le nostre impressioni.
Tra magia e parapsicologia
In breve, la vicenda ruota attorno alla figura di David Styles, ex neurobiologo affermato che da qualche tempo conduce una vita solitaria nel misterioso maniero di Dread Hill House. La causa dell'isolamento è un forte stato di stress causato dalla perdita della compagna in un terribile incidente stradale, fatto che angoscia letteralmente il povero dottore il quale non riesce a darsi pace e tenta ogni strada pur di tenere vivo il ricordo di Laura (e non solo quello...). Qui entra in gioco Samantha, giovane studentessa americana che finisce a Oxford quasi per caso e si propone a casa Styles come segretaria. La nuova arrivata si rivela una risorsa preziosa per permettere al dottore di condurre i suoi esperimenti, i quali però prendono una piega sempre più inquietante. Alla base di tutto sembra esserci la parapsicologia, disciplina affascinante che studia i poteri nascosti della mente umana e che a quanto pare costituirà il tema di fondo di tutta la vicenda.
La demo ha inizio proprio dal prologo di Gray Matter, nel quale un'intrigante cutscene animata mostra l'arrivo fortuito di Samantha a Dread Hill House. I primi minuti fungono da tutorial e sono giocati nei panni della ragazza, che come primo compito deve trovare il suo coniglio Houdini. Come è facile intuire dal nome del roditore, anche la magia sarà un elemento essenziale del gioco e la protagonista femminile, esperta di prestidigitazione, potrà di tanto in tanto eseguire dei “trucchi” per venire a capo di determinate situazioni. La demo, tuttavia, non contempla questa possibilità, che ovviamente non mancheremo di esaminare in sede di recensione. Le meccaniche di gioco classiche, comunque, sono sempre le stesse: una barra orizzontale a scomparsa rappresenta l'inventario nel quale saranno posti gli oggetti raccolti nel corso dell'avventura, mentre spostamento del personaggio e interazione con gli scenari vengono comodamente gestiti tramite mouse (per ora abbiamo provato solo la versione PC, ma con il pad X360 non dovrebbero esserci problemi di sorta). Immancabile l'opzione per evidenziare gli elementi importanti del fondale, attivabile con la barra spaziatrice.
Nei panni di David Styles
Una volta esauriti i semplici compiti di Samantha, prendiamo il controllo di David in un punto più avanzato del gioco e le cose si fanno molto più interessanti. Possiamo infatti esplorare più a fondo l'abitazione e conoscere la personalità del protagonista, scoprendo così che la sua ossessione per la compagna scomparsa raggiunge livelli quasi grotteschi. Ogni sua parola è volta a commemorare l'amata e la sua intera vita ormai si svolge in funzione di ciò, compresi gli inquietanti esperimenti condotti nei sotterranei del maniero. Lo stimolante compito di questa sezione di gioco, infatti, consiste nel ritrovare cinque oggetti, corrispondenti agli altrettanti sensi, che possano risvegliare un nitido ricordo di Laura, grazie anche all'immersione in una specie di “vasca amplificatrice” adibita a questo scopo.
Con piacere, abbiamo notato come l'investigazione, se così si può definire, vada condotta con intelligenza e scorra in maniera fluida, senza spezzettarsi fra dialoghi ed enigmi fini a se stessi ma coinvolgendo il giocatore nelle fasi decisive della vicenda. Una parola pronunciata nel corso di una cutscene, una foto appoggiata sul tavolo e particolari di altro genere possono essere cruciali per proseguire nell'avventura, ma coglierli è tanto semplice quanto appagante è il fatto di sentirsi immersi in un costante flusso narrativo perfettamente integrato con il gameplay.
Una volta ottenuto il necessario, le cose sembrano andare per il verso giusto e, come confermato dalla governante, nella casa aleggia ormai una presenza femminile quasi “fisica” che Styles ovviamente associa al fantasma della defunta. Alcuni segni apparentemente secondari, tuttavia, gettano ombre oscure sulla morte di quest'ultima e introducono nel plot di Gray Matter un nuovo interessante elemento che non vediamo l'ora di approfondire nel gioco completo.
Grande atmosfera
Le location messe a disposizione dalla demo comprendono solo una manciata di stanze e corridoi della lussuosa abitazione di Oxford, ma ciò è sufficiente per dare un primo giudizio sul comparto grafico-stilistico di Gray Matter. Se da un punto di vista meramente tecnico dobbiamo segnalare delle animazioni ancora troppo legnose, da quello dell'atmosfera possiamo spendere solo grandi parole per il lavoro di Wizarbox, che si conferma al top in questo genere videoludico grazie alle meravigliose scelte cromatiche e all'uso intenso di fonti di luce che scaldano i locali del maniero. La tristezza che pervade tale contesto è ben sottolineata anche dalla colonna sonora, una malinconica composizione al pianoforte firmata dallo stesso autore dei brani di Gabriel Knight, mentre i dialoghi, sottotitolati in italiano con perizia e fedeltà, appaiono degnamente recitati (ovviamente in lingua inglese).
L'impatto “sensoriale” sul giocatore, insomma, è garantito e se gameplay e narrazione si confermeranno sugli stessi livelli del breve frammento di gioco qui descritto, saremo di fronte ad una delle migliori avventure grafiche degli ultimi anni. Per ora, possiamo solo assicurare che Gray Matter porta su di sé la vivida firma di Jane Jansen e questo, per gli appassionati del genere, non può che rappresentare una garanzia di qualità.