Quando una brillante mente da scrittore si fonde con la passione per i videogiochi, i risultati possono essere grandiosi. La dimostrazione ci è data da Jane Jensen, celebre autrice di romanzi statunitense che, curando la magnifica saga di punta e clicca Gabriel Knight, ha consacrato la sua carriera nel campo del game designing dando vita a una delle più belle esperienze videoludiche che si ricordino a memoria d'uomo. Dopo un'apprezzata opera letteraria (Dante's Equation) e un periodo passato negli studi di Oberon Media, la Jensen ha avviato nel 2006 il suo nuovo, grande progetto per personal computer, denominato Gray Matter. Sopravvivendo ad una lavorazione piuttosto tribolata, segnata da un cambio di sviluppatore e dalla necessità di continui ritocchi nel corso del tempo, Gray Matter è giunto fino all'E3 2010, dove la conferma della versione Xbox 360 e la diffusione di immagini ed informazioni inedite hanno riacceso i riflettori su questa affascinante avventura, destinata – si spera – a debuttare ufficialmente nel mese di ottobre.
Tra realtà e fantasia
L'unico elemento di gioco che negli ultimi quattro anni è rimasto invariato è la trama, caratterizzata dai classici intrecci di reale e sovrannaturale a cui l'autrice ci ha positivamente abituato con le vicende del prode Gabriel. La storia di Gray Matter ruota attorno alla figura di David Styles, un affermato neurobiologo che ha perso la moglie in un orribile incidente stradale avvenuto parecchi anni prima. Il disgraziato evento ha lasciato profondi segni sul corpo e nell'animo del dottore, celati superficialmente da una maschera bianca che ne ricopre la parte destra del volto ed interiormente dall'isolamento di Dread Hill House, la sua suggestiva e in qualche modo sinistra residenza inglese. La quiete viene spezzata dall'incontro con Samantha Everett, una giovane studentessa americana esperta di prestidigitazione che, presentatasi alla porta del maniero in cerca di lavoro, viene assunta come assistente. Il suo primo incarico consiste nel reclutamento presso l'Università di Oxford di sei soggetti test per uno degli esperimenti di Styles; una volta raggiunto l'obiettivo, la squadra al completo si ritrova presso Dread Hill House dove vengono avviate le prove. Qualcosa ovviamente non va come previsto e le susseguenti visioni del dottore, che sostiene di essere perseguitato dal fantasma della moglie defunta, complicano non poco le cose e dipingono il quadro generale con tinte via via sempre più inquietanti.
Da questo avvenimento centrale si svilupperà una vicenda sospesa tra realtà e immaginazione nella quale David e Samantha – gli unici personaggi controllabili – avranno modo di confrontarsi su temi oscuri quali il potere della mente umana e la sincronicità degli eventi. La personalità dei due protagonisti costituirà uno dei pilastri portanti dell'intera produzione, visto che le connessioni tra il passato ambiguo del dottore e la volenterosa intraprendenza della ragazza detteranno il ritmo della narrazione e determineranno il coinvolgimento del giocatore. L'atmosfera generale appare comunque già ben definita e lo stile della Jensen – evidente, ma opportunamente evoluto rispetto a Gabriel Knight – non può che rappresentare una garanzia di qualità.
Materia grigia
Il gameplay seguirà i canoni classici delle avventure grafiche degli ultimi anni e sarà quindi imperniato sul giusto mix di dialoghi, enigmi ed esplorazione in terza persona. Gli interrogatori forniranno come sempre indizi utili all'investigazione e verranno condotti secondo la formula delle opzioni di conversazione da esaurire in qualunque ordine. Buona parte degli indovinelli sarà basata sull'utilizzo degli oggetti rinvenuti e raccolti nell'inventario, posto nella parte superiore dello schermo, ma pare che non sarà necessario scervellarsi per trovare combinazioni eccessivamente astruse. Saranno presenti anche puzzle “opzionali” che, se risolti, consentiranno di scoprire oggetti bonus nascosti in alcune delle ambientazioni di gioco ma che, probabilmente, non forniranno veri e propri spunti o approfondimenti di trama. Molto interessante, invece, la possibilità di sfruttare le abilità magiche di Samantha per venire a capo di determinate situazioni; l'apposita interfaccia che apparirà in tali frangenti permetterà di manipolare alcuni oggetti ponendoli tra le mani o nei vestiti della ragazza secondo le istruzioni dettagliate del manuale di prestidigitazione, così da eseguire un vero e proprio numero di magia. Non è esattamente chiaro dove e quando tali “trucchi” potranno essere realizzati, ma un'idea innovativa di gameplay che vada ad interrompere saltuariamente l'impostazione tradizionale di gioco non può che essere la benvenuta.
La doppia edizione di Gray Matter (in sviluppo su PC e Xbox 360) ha costretto gli sviluppatori a ideare un sistema di controllo adatto al gamepad della console di Microsoft. Se il movimento del giocatore si gestirà semplicemente con lo stick analogico sinistro, si è dovuta invece progettare una soluzione adeguata per “simulare” il movimento del mouse sugli hot-spot dello scenario; la pressione di un pulsante farà apparire a schermo una sorta di ruota che elencherà i punti interattivi, da scorrere poi con la rotazione dello stick destro. Un metodo molto intuitivo che a quanto pare permetterà a tutti di godersi appieno l'esperienza di gioco, indipendentemente dalla piattaforma.
Un ottimo restyling
Il già citato cambio in corsa ha posto il nuovo team di sviluppatori nella difficile condizione di dover aggiornare il comparto tecnico di Gray Matter – risalente al 2006 – a standard adeguati all'attuale generazione di videogiochi. Stando alle splendide immagini mostrate al recente E3 pare proprio che Wizarbox abbia fatto le cose per bene, adottando la tipica combinazione 2D-3D tra fondali disegnati a mano e personaggi ricreati interamente al computer. I primi appaiono estremamente dettagliati e colorati da tinte vivaci sempre appropriate al contesto, oltre che immersi in un costante gioco di luci statiche e ombre che ci ha ricordato le atmosfere dei due capitoli di Black Mirror; i secondi si integrano ottimamente con l'ambiente circostante senza sembrare “corpi estranei” incollati sul fondale e sono ben rifiniti tanto nel volto quanto nell'abbigliamento, sebbene restino da valutare le animazioni facciali e corporee che nei trailer di qualche anno fa erano piuttosto “scattose”.
Il nuovo progetto di Jane Jensen, nel complesso, si presenta sotto buonissime premesse e sembra destinato a diventare una delle migliori avventure grafiche degli ultimi anni. Non sappiamo se Gray Matter riuscirà a raggiungere le vette toccate da Gabriel Knight 3 e dai suoi predecessori, ma la sensazione di essere al cospetto di un titolo di grande qualità è davvero forte. Appuntamento a ottobre per una nuova storia a metà fra incubo e allucinazione, scaturita dalla penna di una delle game designer più apprezzate di sempre!