Homefront: The Revolution [Hands On]

Pyongyang über alles
Scritto da Mail@ mattscannail 06 agosto 2015
Homefront: The Revolution [Hands On] Anteprima

La Nord Corea è simile a Homefront: The Revolution, se volete. Sono tanti anni che esiste, lo sappiamo, ma non abbiamo davvero idea di come sia fatta e di come sia stata creata, e, in fondo, temiamo davvero il momento in cui si mostrerà a tutto il mondo, visti i precedenti non certo edificanti.E proprio una Corea del Nord incazzatissima è la nazione che ha assoggettato gli Stati Uniti nel distopico mondo messo insieme da Deep Silver Dambuster, l’ultima denominazione e branding del team di sviluppo più camaleontico (e sfigato) della storia dei videogames: gli allora grandissimi Free Radical, autori della serie Timesplitters. 4 anni di sviluppo per regalare, nel 2016, Homefront: The Revolution, seguito/reboot del non amatissimo Homefront, destinato a Playstation 4, Xbox One e PC. Seguito/reboot in quanto, stando almeno alla versione attuale dei fatti, l’idea è quella di ampliare l’idea dell’originale dal punto di vista del gameplay, abbandonando la linearità stile Call of Duty per un open world stile Far Cry, mutando anche elementi della storia, inserendo una componente sci-fi che vi lascerò scoprire durante le vicende del titolo, ambientato nel 2029. Il giocatore si unirà alla resistenza americana all’invasore nordcoreano, cercando di venire a capo del mistero e liberare gli USA, partendo dal centro nevralgico della città di Philadelphia, scelta dai nemici come base operativa vista la sua storia e importanza.


Philadelphia 29’ers

Philly non sarà ricostruita per intero, ma dovrebbero comunque essere riconoscibili alcuni landmark, occupati dagli invasori, all’interno della Green Zone. La città infatti sarà divisa in tre zone: Red, Yellow e Green, in ordine decrescente di pericolosità. L’ultima conterrà appunto le basi dell’esercito occupante, la Gialla vedrà la maggior parte della popolazione USA tenuta in uno stato di polizia e la Rossa, la zona di guerra dove si è tenuta la demo da me provata in quel della Gamescom 2015. Sviluppato in Cryengine, l’open world di Homefront: The Revolution non fa un’ottima impressione iniziale. Il frame-rate è ballerino e si blocca completamente in alcuni frangenti, le textures e l’IQ non sono male ma la palette di colori grigiastra dona a tutto un’atmosfera certo opprimente ma anche poco piacevole all’occhio. Se poi aggiungete comandi abbastanza “rigidi” e la difficoltà nel riuscire a correre premendo l’analogico sinistro – non sono mica rincoglionito vero? – il quadro non è certo edificante.Le cose fortunatamente cambiano quando si imbraccia un fucile: The Revolution non è per niente da buttare, anzi, butta nella mischia alcune idee che, se sviluppate concretamente nei prossimi mesi assieme all’ottimizzazione del motore grafico, potrebbero rendere il titolo Dambuster un vincente, seppur probabilmente non una pietra miliare.

Gli sviluppatori hanno dato un’identità precisa e innovativa a una tipologia di scontro a fuoco mai troppo sviluppata o celebrata: la guerriglia urbana. Oggettivamente, l’equipaggiamento e la tecnologia degli occupanti è preponderante e difficilmente si potrà sopravvivere a scontri a fuoco aperti per più di 30 secondi. Mi è toccato infatti tenermi in costante movimento, alternando take out con il coltello, balestra per un approccio stealth, fucili se accerchiato, nascondendomi, cercando di aggirare e superare i nemici, distraendoli con tutti i gadget a mia disposizione. 


Vive la resistance

La resistenza di Homefront: The Revolution non ha infatti droni e quant’altro, ma si arrangia discretamente: come neo-guerrigliero posso contare anche in questa demo su un discreto arsenale, composto da molotov, esplosivi e una macchinetta radiocomandata, in grado di trasportare bombe a distanza sugli ignari asiatici invasori.La versione di prova data in pasto alla stampa quest’oggi conteneva una zona da esplorare, condita da un paio di missioni poco inventive e i soliti avamposti da open world da liberare. Fortunatamente, quella che di solito è una situazione monotona e poco apprezzata, in Homefront: The Revolution si dimostra più che appetibile. Ogni avamposto – strike point – ha infatti un suo modo per essere sbloccato e la minaccia costante delle pattuglie nemiche dona quel non so che in più anche a queste side quests.Tutto ciò fa ben pensare per un prodotto che già ora pare un asso nella manica: il ritmo.Costante movimento, equipaggiamenti e personalizzazione delle armi (mirini aggiuntivi, munizioni speciali, nuove canne) e gli scontri a fuoco veloci ma adrenalinici contribuiscono a creare un mix imperfetto ma interessante.

Dambuster pare aver un diamante grezzo tra le mani, in grado di dare un futuro a un brand che pareva morto dopo solo un episodio. Sarà il tempo a dire la sua, ma sinceramente ho visto qualcosa di davvero interessante in Homefront: The Revolution nella mezz’oretta abbondante che ho passato in sua compagnia.

Guerriglia urbana e open world: una formula vincente?
ASPETTATIVA4/5
Homefront ( PC )Se volete scoprire un po’ il background, sopportate i difetti e giocatevelo.
Far Cry 4 Complete Edition ( PC )Il re degli sparatutto open world, un genere forse sotto sfruttato finora.
SCHEDAGIOCO
Cover Homefront: The Revolution

Homefront: The Revolution

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Homefront: The Revolution [Hands On]2015-08-06 15:00:06http://www.vgnetwork.it/anteprime/homefront-the-revolution-hands-on-50311/Pyongyang über alles1020525VGNetwork.it