Sono passati sette anni da quando il mondo video-ludico conobbe quel piccolo grande capolavoro che rimarrà ai posteri con il nome di Mafia: un raro gioiello che splende ancora in ogni sua sfaccettatura, caratterizzato da una trama coinvolgente di chiaro stampo Hollywoodiano; un comparto tecnico che all’epoca si presentava come all’avanguardia; dei personaggi carismatici e memorabili, perfette compagini di un titolo che rasenta la perfezione.
Esso ha fatto innamorare, piangere, disperare, appassionare, riflettere milioni di giocatori in tutto il mondo, che in segno di riconoscenza lo ricordano ancora con trapelata nostalgia e lo collocano nell’olimpo dei videogames, dove né il tempo né qualsiasi altra cosa potranno mai scalfire la sua eterea bellezza.
Chiunque abbia finito Mafia almeno una volta sa bene che, purtroppo, le speranze per un sequel che riprendesse la sua storia e la continuasse erano assai ridotte, finché non iniziarono a trapelare, non si sa quanto involontariamente, dei rumor non ben precisati su un possibile progetto dai creatori di Mafia che aveva qualcosa a che fare con quest’ultimo.
Dopo un lungo periodo di attesa fatto di speranze e illusioni che avevano il sapore del glorioso ritorno, ecco che il 21 agosto 2007 alla Games Convention di Lipsia, fu dato l’annuncio che in molti desideravano: Mafia 2 era ufficialmente in cantiere.
Questioni di famiglia
La premessa più importante da fare prima di introdurre qualsiasi cosa riguardante Mafia 2 è la seguente: quest’ultimo non ha nulla a che vedere con le vicende narrate nel primo episodio, quindi non è da considerarsi come un sequel.
Premesso ciò, buttiamoci a capofitto in quello che molto probabilmente sarà uno degli eventi video-ludici più importanti dell’intera stagione da poco inaugurata.
Se nel primo episodio avevamo interpretato il ruolo di Thomas Angelo, un giovane tassista americano che nel tentativo di riscattare la sua non felice situazione socio-economica venne accecato dalla lussuria e dalla bella vita che la Malavita Organizzata gli offriva, cercando poi alla fine di tirarsene fuori, in Mafia 2 la storia, almeno per quanto ci è stato concesso di sapere, non cambia: questa volta, infatti, prenderemo le parti di un giovane italo-americano figlio di immigranti di nome Vito che, stanco della situazione di povertà nella quale lui e la sua famiglia si trovavano, decide di compiere il grande salto nella piramide sociale entrando a far parte della cosca mafiosa, sotto l’egemonia di Don Luca.
Intorno alla figura di Vito gireranno una serie di personaggi, come già accadeva in precedenza, e con ognuno un ruolo ben predefinito all’interno della Cupola: tra questi segnaliamo, in modo particolare, gli amici Joe e Eddie, chiare rievocazioni di Paulie e Sam, colleghi e amici di Tommy nel precedente capitolo.
Tutta la storia si svolgerà in un periodo storico molto particolare, quello della Seconda Guerra Mondiale, e più precisamente tra gli anni ’40 e i primi anni ’50, con un balzo temporale in avanti di all’incirca 15 anni dalla storia del primo Mafia. Oltre che in un’epoca diversa ci ritroveremo in una nuova e ideale città americana del tutto nuova rispetto al passato chiamata Empire City che, come promesso dagli sviluppatori, sarà grande almeno il doppio rispetto a Lost Heaven, paragonabile a una San Andreas del noto titolo di Rockstar Games.
Una ventata di novità
Produrre un videogame che si attesti agli stessi livelli di Mafia in un periodo come quello corrente nel quale i grandi capolavori stanno diventando delle rarità, sembra una sfida difficile; farne uno perfino migliore sembra addirittura impossibile. La fortuna del team di sviluppo è stata quella di fondare il suo ambizioso progetto sulle solidissime basi, più concettuali che tecniche, offerte dallo stesso Mafia, potendo dunque in questo modo lavorare su un qualcosa di formidabile già alla partenza, sul quale erigere il nuovo Mafia 2 come un ampliamento del suo predecessore e una sua attualizzazione ai nuovi standard tecnici raggiunti in questi anni di sfrenato sviluppo.
Le novità introdotte più importanti e che subito balzano all’occhio sono inspirate a meccaniche di gioco già collaudate e sperimentate da altri titoli: avremo così una maggiore interazione con l’ambiente, avendo, finalmente, anche la possibilità di potere entrare negli edifici della città; dovremmo prestare maggiore attenzione alle autovetture che guideremo giacché potremmo tranquillamente rimanere appiedati poiché esse avranno un regolare consumo di benzina, cosa che nel primo accadeva ma abbastanza raramente, e che dovremmo quindi regolarmente recarci dal nostro rifornitore di fiducia per fare il pieno; dovremo nutrirci per essere sempre nel pieno della forma; potremo cambiarci d’abito sia per puri gusti estetici sia per sfuggire a un inseguimento della polizia; insomma, sono state inserite un numero notevole di nuove varianti che, oltre a rendere il gioco un’esperienza molto simile a quella di un Free-Roaming, daranno un contributo significativo a rendere Mafia 2 più aperto e con più “cose da fare” rispetto al suo predecessore; occorrerà soltanto constatare se ciò gioverà o meno ad un gioco strutturato secondo certi canoni, sperando che tutto ciò non snaturi l’essenza e la componente romanzesca che ci aveva fatti appassionare ed innamorare di Mafia.
Una novità che sicuramente non potrà che far piacere è l’introduzione del sistema di copertura e combattimento in stile Gears Of War, già ripreso e adattato dai vari Rainbow Six e il nuovissimo Gran Theft Auto IV: queste meccaniche daranno finalmente al gioco un realismo e una dinamicità in più negli scontri a fuoco, cosa che in precedenza era venuta leggermente a mancare.
Tecnica
Dalle prime immagini rilasciate e dai due trailer sapientemente mostrati al pubblico per aumentarne spasmodicamente l’hype, già ci si è potuti rendere conto dell’immane lavoro compiuto dagli sviluppatori per rendere questo gioco all’avanguardia, se non al top, anche sotto l’aspetto più puramente tecnico: ci ritroviamo così di fronte ad un motore grafico impressionante con una qualità di texture, sia dei personaggi sia degli oggetti e della città, ed effetti che fanno davvero ben sperare per il gioco, candidandolo probabilmente come uno dei futuri punti di riferimento nello sviluppo grafico.
Quello che si è potuto evincere dal materiale distribuito, però, non si limita al solo comparto grafico, ma bensì, anche al doppiaggio in lingua nostrano che, grazie ai trailer, fa davvero ben sperare: se già il primo capitolo, almeno nel nostro Paese, vantava di uno dei doppiaggi meglio riusciti e realistici di sempre, le buone premesse per questo nuovo episodio ci sono tutte dato che, le poche voci fino ad ora ascoltate, hanno il timbro inconfondibile dello stereotipo collettivo del mafioso italo-americano come già si era potuto largamente apprezzare in Mafia.
Nonostante l’alta qualità sia palpabile già da questi primi assaggi che abbiamo potuto fare, tutto ciò è comunque da prendere con le pinze e con le dovute precauzioni, poiché ancora non è stata rilasciata alcuna sequenza di gameplay che ne certifichi indiscutibilmente la pregevole fattura: siamo dunque fiduciosi, sì, ma allo stesso tempo cauti nel giudicarlo prematuramente un capolavoro.
Ancora troppo da aspettare
Dall’esatto momento in cui Mafia 2 venne annunciato per la prima volta, l’hype attorno a questo titolo non ha fatto altro che aumentare a dismisura e ora che siamo quasi sulla linea di arrivo non possiamo non essere davvero impazienti: se gli sviluppatori riusciranno a mantenere anche solo la metà delle promesse fatte e riusciranno a non intaccare lo spirito che aveva reso un capolavoro indiscusso Mafia, allora, con molta probabilità, anche questo nuovo capitolo seguirà la via già battuta dal suo predecessore, imponendosi come altra pietra miliare nella gloriosa storia dei videogame. Annunciato in maniera vaga per autunno 2009, non ci resta che rimanere in attesa che tale data si materializzi, presentando finalmente al mondo intero il nuovo Mafia 2.