Max: The Curse of Brotherhood [Hands-on]

Un pennarello per ghermirli e nell'oscurità, incatenarli...
Scritto da Mail@ mattscannail 16 settembre 2013
Max: The Curse of Brotherhood [Hands-on] Anteprima
Una mancanza facilmente individuabile nella line-up di Xbox One è sicuramente quella del genere dei platform, i quali regnano sovrani sulle altre console – Puppeteer e Rayman Legends – gli esempi più recenti, quantomeno per quelli realizzati in due dimensioni (e mezza, in alcuni casi). A venire in soccorso delle macchine Microsoft arriverà a inizio 2014 la prima fatica sotto l'ala protettiva di Redmond dei ragazzi di Press Play, con base operativa a Copenaghen in Danimarca.
Alla Gamescom 2013 ci è stata data la chance di mettere le mani per la prima su una demo di Max: The Curse of Brotherhood, seguito spirituale di Max & The Magic Marker, titolo nato su WiiWare e poi adattato a piattaforme portatili.
Per il suo debutto su Xbox 360 & One, Max si è rifatto decisamente il look, mantenendo le meccaniche originali che avevano fatto la fortuna dell'originale.

Dobbiamo salvare qualcuno. Nessun problema

Il pretesto per imbarcarsi nell'avventura di The Curse of Brotherhood è semplice: il fratello di Max è stato rapito. E tra l'altro la colpa è proprio del rosso protagonista, che aveva – scherzosamente – desiderato che il pestifero fratellino scomparisse dalla faccia della Terra. Quello che non poteva sapere era che un mago oscuro stesse ascoltando la sua preghiera: un misterioso vortice infatti porta via in un attimo il bambino dalla sua cameretta! Max però non resta a guardare e si getta prontamente all'inseguimento, venendo catapultato in un reame magico; per fortuna che ha con sé il suo pennarello, il vero protagonista della storia. 
Max: The Curse of Brotherhood è infatti un platform di quelli classici, che pone molto l'enfasi sulla risoluzione di puzzle fisici legati all'uso del Magic Marker, un bel pennarellone stile Stabilo Boss dalla punta cambia colore, in grado di modificare il terreno e interagire con altre forze della natura.
Accompagnati dal commento del simpatico Lasse Jacob Middelbo Outzen – lead artist del progetto – abbiamo provato alcune fasi di gioco della versione Xbox 360, attorniati da tanti fans nel booth Microsoft.
Il primo impatto è chiaramente quello con lo splendido motore grafico. Avendo con noi il lead artist del gioco, ci è sembrato doveroso fargli i complimenti in diretta per lo splendido lavoro fatto (e chissà come sarà su Xbox One, ndr). Il mondo di Max è colorato, ricco, vario e ispirato, realizzato con un sapiente uso delle due e tre dimensioni. Deserti, foreste, nemici giganti all'inseguimento, Max: The Curse of Brotherhood, pur non offrendo migliaia di poligoni, sa essere d'impatto, specialmente se pensiamo che si tratta di un Live Arcade.

IFrameMax: The Curse of Brotherhood - Puzzle Preview...di VGNetwork


Datemi un pennarello e vi muoverò le montagne

La seconda cosa che ci è risultata chiara è stata che finire Max: The Curse of Brotherhood, nonostante il look bambinesco e colorato non sarà una passeggiata. Sotto lo sguardo divertito del team di Press Play il sottoscritto – veterano di platform – ci ha messo 5 minuti buoni per superare alcuni dei puzzle dei primissimi livelli di gioco. La sfida in Max infatti non arriva tanto nel saltare in testa ai nemici come in Mario o nel tirare pugni a ritmo di musica come in Rayman, ma piuttosto nel superare i livelli, letteralmente cercando di arrivare alla fine della storia (dalla durata stimata di una decina di ore scarse, ndr).
Il pennarello magico, mappato sull'analogico destro del joypad, può creare e distruggere a seconda delle zone in cui ci troveremo e anche dei poteri che avremo ottenuto in quel momento della campagna. Non avendo nessuna arma con noi, dovremo innanzitutto evitare i nemici, composti principalmente dai soliti orchetti e goblin malevoli. Per fare ciò ci affideremo al nostro strumento preferito, il quale potrà interagire con le zone della mappa illuminate. Cliccando con il cursore sul punto evidenziato, si aprirà un'area circolare, la quale indicherà i confini per poter disegnare le nostre mosse. Si potranno edificare piccole montagne, creare corsi d'acqua volanti, sparare palle di fuoco o far crescere rampicanti istantanei. 
Questi poteri sono usati in rompicapo davvero intelligenti dal team di sviluppo, molti dei quali basati sulla fisica e sono spesso da usare combinati. Quando capiremo cosa fare, non sarà per nulla difficile portare a casa la pagnotta e superare il puzzle, ma vi ritroverete senza dubbio a testare differenti soluzioni o a pensare per parecchi secondi in certe situazioni prima di venire a capo del tutto. La frustrazione però non dovrebbe essere un problema, in quanto i check-point sono parecchi e Max ogni volta rivivrà pochi metri addietro al suo punto di prematura dipartita, permettendoci di tentare di nuovo.
Dalla difficoltà sorprendente, un level design stimolante e un comparto visivo notevole – peccato nella confusione non aver potuto ascoltare le tracce orchestrate della OST – Max: The Curse of Brotherhood potrebbe essere un piacevole svago per il nostro inizio di 2014 su Xbox, qualunque delle due possediate. Appena avremo notizie su una data di uscita definitiva o le prime immagini della versione per Xbox One (le differenze dovrebbero essere solo visive, a quanto ci è stato detto) ve ne renderemo atto ovviamente su VGNetwork.it
Le avventure di Max ci hanno davvero convinto e stimolato, pad alla mano.
ASPETTATIVA4/5
PuppeteerLo stato dell'arte dei platform 2.5D.
Rayman Legends ( X360 )Colori e divertimento in co-op, da Ubisoft.
SCHEDAGIOCO
Cover Max: The Curse of Brotherhood

Max: The Curse of Brotherhood

Scheda completa...
Max: The Curse of Brotherhood [Hands-on]2013-09-16 09:00:00http://www.vgnetwork.it/anteprime/max-the-curse-of-brotherhood-hands-on/Un pennarello per ghermirli e nell'oscurità, incatenarli...1020525VGNetwork.it