Metal Gear Rising: Revengeance

Il nuovo Metal Gear, rebootato ancora prima di nascere.
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 24 dicembre 2011
Metal Gear Rising: Revengeance Anteprima

Che Metal Gear Solid: Rising non stesse procedendo come previsto era chiaro a tutti. Annunciato a sorpresa alla conferenza Microsoft dell’E3 2009 da Kojima in persona, il titolo è poi piombato nell’oscurità, mostrandosi nuovamente all’E3 successivo con le prime fasi di gameplay, tutto incentrato sul concetto di zan-datsu, una sorta di “taglia tutto”. Da allora, vuoto totale. Il gioco, affidato da Kojima (impegnato in altri progetti) ai suoi ragazzi di Kojima Productions, ha saltato tutte le fiere successive, e i rumor di qualche problema di sviluppo hanno incominciato a diffondersi. In sostanza, il progetto è arrivato alla cancellazione. I ragazzi tirati su da Hideo si erano bloccati nello sviluppo, non riuscendo a coniugare la volontà di dare libertà al giocatore per tagliare qualsiasi cosa con necessità di level design. Per salvare un concept comunque interessante, seppure estraneo al gameplay stealth della serie, il gioco è stato completamente rebootato, ancora prima di uscire, ed è passato dalle mani di Kojima Productions, a sorpresa, a quelle degli abilissimi Platinum Games, già autori di titoli assolutamente spettacolari come Bayonetta e Vanquish. Il cambio è stato piuttosto drastico, e nel passaggio il gioco ha perso anche la dicitura “Solid” dal titolo, diventando a tutti gli effetti uno spin-off parallelo alla saga di Metal Gear Solid, chiamato con assoluta fantasia Metal Gear Rising: Revengeance. Il trailer mostrato ai VGA 2011, che ha finalmente mostrato dove sta puntando il nuovo titolo incentrato su Raiden, ha però scatenato un sacco di perplessità. E per i fan della serie, è stato sicuramente uno shock.

IFrame


Rising…Platinum Style!

E’ stato Kojima stesso a cancellare il progetto, verso la fine del 2010. Atsushi Inaba, produttore di Platinum Games, è amico di Hideo da una decina d’anni, e una volta contattato dal creatore di Snake, pensava si trattasse di uno scherzo. Kojima Productions e Platinum Games sono studio molto diversi, anche nel concepire lo sviluppo di un videogioco. È lo stesso Kojima che invidia il modo di lavorare più “a contatto” tra tutti i (pochi) membri dei loro colleghi giapponesi. Ma Inaba non è tipo da prendere e svolgere il compitino. Fortuna di Hideo, e di tutti i fan della serie, ma Platinum Games è piena di Metal Gear Solid-nerd, e non si lasceranno sfuggire un’occasione del genere per lavorare sulla serie. Difatti, Inaba vuole rendere Rising qualcosa di più di quello che Kojima ha mai voluto, vuole sorprenderlo, vuole fargli capire che era possibile creare questo titolo che stava per finire nell’oblio. Ed il sottotitolo stesso del gioco, Revengeance, unione di Revenge e Venegeance, vuole probabilmente indicare proprio questo.

Il Metal Gear di Platinum Games è assolutamente cosa a sé stante rispetto alla serie Solid. Abbandonata ogni minima velleità stealth, il gioco è stato rivisto diventando un action duro e crudo, dal tasso di spettacolarità assolutamente incredibile. Raiden si è trasformato in una vera macchina da guerra: salta sui palazzi, cammina sui muri, taglia a pezzettini i nemici in slow-mo, e per finire solleva di forza un Metal Gear Ray, prima di scagliarlo in aria e dividerlo in due con un colpo secco di katana. Come se non bastasse, pare che Raiden non sia l’unico mezzo cyborg armato di katana, e i combattimenti all’arma bianca saranno il fulcro di Rising, tra un massacro di PMC e Gekko (i piccoli Metal Gear visti in MGS4, NdR). I fan della serie non possono che rimanere interdetti davanti a tutta questa…chiamiamola, “esuberanza”, visto che il gameplay tipico della serie è sempre stato piuttosto ragionato. Ma, persa la dicitura “Solid”, non c’è più nulla a frenare i Platinum Games, già autori di quel bellissimo action, tutto sopra alle righe, che è il già citato Bayonetta. Lo stile dell’opera è quindi profondamente cambiato, e Kojima stesso ha acconsentito che venisse stravolto più o meno tutto per assecondare i suoi colleghi. E le loro richieste, a quanto pare, non si sono affatto fermate al gameplay…


Un nuovo Raiden

Se avete seguito lo sviluppo di Rising (stiamo parlando del “vecchio” Rising ovviamente), forse vi ricorderete come fosse ambientato tra Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. Il periodo era particolarmente interessante per i fan della saga, dato che il finale di MGS2 lasciava vari spiragli, mentre l’inizio di MGS4 ci presentava dei personaggi sostanzialmente modificati: un Solid Snake forte dentro ma debole fuori, un Raiden che finalmente ha trovato una propria identità (in quella di un rinato Gray Fox, ninja-cyborg tutto acrobazie e affettamenti). E proprio su questa maturazione di Raiden (completata poi nello scorrere della trama di Guns of the Patriots stessa) si doveva originariamente concentrare lo screenplay. Bene, ora che Platinum Games ha preso il “comando”, ciò è cambiato.

Dato che nella precedente visione il gioco avrebbe avuto un inizio ed una fine ben determinata (dovendosi inserire tra due episodi), questa scarsa libertà andava stretta agli sviluppatori, che non volevano freni. Ed ecco che, sacrilegio, Rising si sposta dopo Guns of the Patriots. Già, il mondo lasciato da un vecchio Snake a quanto pare non è ancora così tranquillo, e toccherà a Raiden fare lo sporco lavoro. Il passaggio è ovviamente delicato, perché anche il finale di MGS4 era piuttosto aperto, ma fortunatamente la trama (così come la regia delle cut-scene) è scritta e diretta da Kojima Productions stessa, in accordo con il director di Platinum. I puristi della saga storcono il naso, sicuramente, ma bisogna anche ricordare che questo Revengeance non è un episodio canonico della saga, ma uno spin-off a tutti gli effetti, che non porta in sé nemmeno il nome Solid. E’ un esperimento, un interessante esperimento, e come tale va preso.

Della trama vera e propria non si sa ancora granchè, se non che Raiden verrà ingaggiato da una PMC (Compagnia Militare Privata), con il compito di addestrare i soldati e fornire protezione in un paese emergente devastato da una sanguinosa guerra civile. Dall’altra parte ci saranno cyborg di tutti i tipi (Ray modificato compreso), oltre ad altri ninja-cibernetici abili almeno quanto il biondo protagonista. Senz’ombra di dubbio, l’esperienza sarà più “sopra le righe” e scanzonata dei precedenti Metal Gear, fornendo al giocatore divertimento immediato e istantaneo, senza lunghe sequenze di dialoghi e filmati. Platinum Games fa le cose così, e non si può che dargli fiducia.

"Let's have some fun."


Fox Engine rimandato

Oltre allo stile generale dell’opera, è cambiato anche il motore grafico. Inizialmente, Kojima ha provato a mantenere il suo neonato Fox Engine per il nuovo titolo, ma ha poi preferito lasciar utilizzare ai Platinum il loro motore grafico proprietario, per avere uno sviluppo più semplice e veloce e per raggiungere i tanto agognati 60fps, cruccio di Hideo nello sviluppo di Rising. Altra nota meramente tecnica è il fatto che il gioco sia sviluppato con PlayStation 3 come piattaforma di riferimento, e solamente successivamente portato su 360 (la versione PC è stata cancellata, per ora). Dopo lo sviluppo 360-oriented di Bayonetta (e gli scarsi risultati della conversione PS3) e lo sviluppo contemporaneo di Vanquish, i Platinum hanno preferito puntare sulla nera console Sony, più ostica ma anche più performante. Per quanto visto finora, però, non tutto sembra a posto, e a parte i dettagli del protagonista e dei suoi avversari, il resto dell’ambientazione necessita evidentemente di una maggior cura, che siamo certi arriverà in futuro. E’ rimasto il concept del “taglia tutto”, limitato però ai nemici (fatti letteralmente a fettine) e ad oggetti presenti nelle loro vicinanze. Il comparto sonoro è tutto puro stile Platinum: musica rock giapponese senza un gran senso per le nostre orecchie, ma perfettamente nel tema…diciamo “tamarro” del titolo. Le voci, almeno quelle, sembrano essere quelle dei doppiatori originali della serie.


Rising è risorto. Almeno pare

Per i fan della saga originale, forse era meglio se questo Metal Gear Rising sprofondasse nelle tenebre. Ma a nostro parere Hideo ha fatto bene ad affidare lo sviluppo, assolutamente bloccato, alle sapienti mani di Platinum Games, almeno quanto ha fatto bene ad eliminare il “Solid” dal titolo. Ora, completamente rebootato, con una trama che parte da zero (o quasi) ed un gameplay totalmente action con una precisa direzione, il titolo pare essere al sicuro, almeno fin quando i rapporti tra le due software house rimarranno ottimi come ora. I fan chiudano un occhio e facciano un bel respiro: i presupposti per un ottimo action game ci sono tutti, e i Platinum Games non sono di certo i primi arrivati. Mai sentito parlare della regina delle streghe?

Metal Gear Solid 4: Guns of The PatriotsLa fine delle avventure di Solid Snake. Da provare assolutamente, anche perchè fornirà da incipit per Revengeance.
Bayonetta ( X360 )Platinum ha già creato uno dei migliori action game della generazione. Saprà ripetersi?
SCHEDAGIOCO
Cover Metal Gear Rising: Revengeance

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