Ci sono sfide che non invecchiano mai. Inter vs Milan, Lakers vs Celtics, Italia vs Germania, Fifa vs Pro Evolution Soccer e mille altre. Sempre restando in campo videoludico certo non è di secondo piano il braccio di ferro tra Electronic Arts e 2K Sports per lo scettro di migliore simulazione cestistica, con Nba 2K e Nba Live a sfidarsi a suon di innovazioni ogni benedetto autunno. Come insegna il passato però, difficilmente questa sfida ha avuto storia, infatti 2K ha sempre goduto di un maggiore successo, sia in termini di vendite, sia in particolare come voti ricevuti dalle testate specializzate e soddisfazione da parte dei giocatori, creandosi una fan base di tutto rispetto.
Nba 2K fa infatti affidamento su animazioni perfette, un ritmo di gioco più lento ma spettacolarmente simulativo, oltre che ad un feeling con il basket reale senza dubbio fenomenale; Live invece si sforza magari maggiormente su aspetti di contorno come grafica, modalità e multiplayer, per poi perdere miseramente nella simulazione vera e propria, troppo arcade e poco realistica, benchè adrenalinica e divertente se giocata in compagnia.
Quest'anno però gli sforzi da parte di EA Sports non sono mancati e Nba Live 10 pare prefigurarsi come un'ottima simulazione di pallacanestro; la domanda resta comunque la solita : riuscirà finalmente a battere o quantomeno raggiungere il rivale 2K10?
Finalmente basket
Dopo lungo attendere abbiamo messo così le mani sulla demo di questo atteso Live 10, il capitolo che dovrebbe ridurre il gap tra le due serie regine del basket virtuale e, effettivamente, il titolo EA mostra segni di miglioramento, in particolare nel settore dove i problemi erano più marcati, ossia quello del gameplay. Come spesso si nota in questo mercato, le magagne vengono risolte semplicemente guardando al di là della staccionata come riesce il vicino a rendere il suo giardino così maledettamente verde; Live infatti si sta lentamente ispirando a 2K e altrettanto lentamente ne sta assimilando concetti e punti di forza.
La prima sensazione, joypad alla mano, è di avere nettamente più controllo che in passato sui giocatori e, in generale, su ciò che avviene sul parquet. I movimenti e le animazioni sono più fluide e il ridisegnamento del sistema di trick funziona, riducendo la possibilità per i giocatori più forti di dribblare avversari a ripetizione e presentarsi puntualmente a canestro ogni volta senza il benchè minimo sforzo. La possibilità di perdere palla è ora ampiamente contemplata, ma viene compensata dall'idiozia totale dell'IA della Cpu, capace letteralmente di “addormentarsi” e lasciare agili tiri in sospensione ai portatori di palla, rendendo così troppo semplice mettere a segno due punti con i tiratori migliori (quasi infallibili, in maniera poco realistica). Anche la gestione degli attacchi da parte della cpu lascia a desiderare, pur sperando siano topiche presenti solo sulla demo testata e non nella release definitiva.
Shooting, Passing & Defending
Oltre alla deambulazione dei cestisti digitali, sono ovviamente molto importanti altre parti del gioco come le meccaniche di tiro, i passaggi e la difesa. Il tiro finalmente è affidato ad un solo tasto e non più a due come in passato (altro elemento dove Live copia da 2K, o meglio ritorna alle origini della serie), dove uno era dedicato alle conclusioni da fuori in sospensione, l'altro alle entrate o alle spettacolari schiacciate. Ora la riuscita dei diversi tipi di tiro gira intorno al tasto X (o quadrato su Ps3), oltre che alla posizione del giocatore sul campo, al suo essere o meno in corsa, alla pressione o meno del grilletto destro, tasto dedicato allo scatto. Il nuovo sistema è fluido ma a volte le animazioni delle penetrazioni verso canestro sembrano slegate al nostro controllo, più come una serie di movimenti prefissati eseguiti dalla Cpu senza che l'utente possa avere voce in capitolo. Ancora molta strada è da compiere per raggiungere l'ottimo uso della levetta destra per tirare nel rivale sviluppato da 2K Sports, ma la via imboccata pare quella giusta. Anche nel settore passaggi si possono notare migliorie, pur se gli alley-oop continuano ad essere troppo facili da eseguire.
Interessante in questo campo il sistema degli schemi, di fattura ottima e intuitiva. Con la semplice pressione del tasto situato sopra il grilletto sinistro del vostro joypad, verrà richiamato il menu degli schemi, dal quale sarà possibile selezionare il prescelto, addirittura segnalato con il nome del giocatore che ne sarà protagonista. Un esempio? Se staremo giocando con i Los Angeles Lakers potremo trovare lo schema dedicato all'isolamento di Kobe Bryant, all'esecuzione del gioco “Triangolo” con Pau Gasol o quello per sfruttare le capacità balistiche di Ron Artest e così via. Quando chiameremo uno di questi set offensivi poi, non dovremo per forza conoscere tagli e passaggi a memoria, Nba Live interverrà mostrandoci le posizioni del campo da coprire e i passaggi da effettuare, tramite una serie di icone che appariranno sopra i giocatori interessati. Davvero ben fatto e molto profondo. Al contrario, i tanto decantati nuovi pick & roll (n.d. Un pick & roll consiste in un blocco del pivot per il playmaker ed un taglio successivo di entrambi i giocatori verso canestro, il quale spesso si conclude con un cesto ravvicinato per il pivot. È lo schema più usato e forse abusato nella pallacanestro di oggi) richiamabili con il tasto B (o cerchio), ispirati anche questi da Nba 2K, sembrano macchinosi e poco efficaci.
Il nuovo sistema di Lock-on Defense ( direte voi, non è già presente da anni in Nba 2K? La risposta è ovviamente sì) fa anch'esso il suo buon lavoro nel mettere pressione sull'attacco avversario e non permettere al Lebron James di turno di fare il buono e il cattivo tempo come nei capitoli precedenti della serie.
Dynamic Dna & Dynamic Season
Oltre alle modalità e alle opzioni e al comparto tecnico, aspetti che verranno spiegati più approfonditamente in sede di recensione, è meglio soffermarsi infine sulla feature chiamata Dynamic Dna, diretta evoluzione di quella derivata da Nba Live 09 e diretta controparte di Nba Today di Nba 2K10.
Dynamic Dna è forse il cavallo da battaglia dell'intera produzione EA Sports e consiste in una smisurata mole di dati, sempre aggiornati, a proposito delle tendenze, delle abitudini e dei punti di forza o deboli di ogni giocatore o squadra del campionato Nba. Mentre Dna ci metterà a disposizione questo incredibile sguardo all'interno di ogni campione, Dynamic Season aggiornerà risultati, statistiche e valutazioni giornalmente direttamente dal reale campionato della National Basketball Association. Inoltre sarà possibile ogni giorno rigiocare le partite della notte e magari cambiare virtualmente il risultato di quella partita della vostra squadra del cuore, magari fermata dal team rivale nella notte e vogliosa di rivincita, anche se solo simulata dalla vostra console next-gen.
Work in progress
Dalle prime impressioni sembrerebbe che a Nba Live 10 non manchi nulla per migliorare nettamente i suoi predecessori. Il feeling con i giocatori in campo è migliorato, così come in parte le animazioni e le meccaniche di tiro/passaggio, benchè ancora non perfette. Se a tutto ciò EA, finalmente impegnatasi per rimediare alle parti del titolo che effettivamente ne avevano bisogno, aggiungerà il solito ottimo pacchetto multiplayer online, una grafica di livello (al momento attuale sembra un po' tutto troppo finto e plasticoso) ed una soundtrack Hip-Hop come si rispetti, gli ingredienti per un buon titolo ci sono tutti.
Il problema vero di Nba Live è Nba 2K. Nba 2K10 già ora pare miglia avanti, almeno per quanto riguarda la vera simulazione di basket sul parquet, mentre come “contorno” agli avvenimenti sul campo la sfida tra i due giochi è sempre stata molto equilibrata. Le “libere ispirazioni” di Electronic Arts al lavoro dei dirimpettai di 2K Sports aiutano Live, ma possibilmente questo capitolo del 2010 potrebbe essere assimilato ad un Nba 2K7, forse un 2K8 per fare un esempio. La distanza tra le due serie pare ancora importante, senza nulla togliere all'ultima fatica degi sviluppatori canadesi di EA: Live pare sulla strada per diventare un buon titolo, ma, al momento, la scelta consigliata resta sempre quella storica...spostarsi sullo scaffale e comprare il gioco della concorrenza.