La serie Need for Speed ha raggiunto l’apice del successo, a livello conoscitivo, non certo per meriti eccelsi del prodotto, con i capitoli Underground, grazie soprattutto alla possibilità di modificare esteticamente come più si voleva le carrozzerie delle vetture, e potenziarne all’inverosimile le specifiche tecniche. Certo, dopo quei capitoli che, bene o male, erano riusciti a strappare più o meno consensi da tutte le parti, è giunto il buio periodo della nuova generazione di console, dove, tra un Undercover per nulla ispirato, un Pro Street che è meglio non citare per non tirare fuori vecchi scheletri dall’armadio, ed uno Shift che, pur manifestando pregevolezza in alcuni tratti, non aveva il classico retrogusto tipico della serie, gli sviluppatori hanno deciso di ispirarsi ad un classico del passato, tratto dalla serie, ovvero quel terzo capitolo che, guarda caso, si chiamava proprio Need for Speed 3: Hot Pursuit.
Bisogno di velocità!
Al timone dell’ambizioso progetto, quelli di Electronic Arts hanno pensato bene di mettere un gruppo non di certo alle prime armi: il nome degli sviluppatori è infatti quello dei Criterion Games, che i giocatori dell’attuale generazione di console ricorderanno per lo straordinario ed indimenticabile Burnout Paradise. La scelta di Electronic Arts, ricaduta sui talentuosi ragazzi sopracitati, sembrerebbe aver ripagato gli investimenti, almeno da quanto è stato possibile vedere dalla versione di prova rilasciata qualche giorno. Un piccolo appunto da fare prima di scendere nel merito della (è proprio il caso di dirlo) “prova su strada”, sta nel fatto che i Criterion sono stati tanto umili da riprendere meccaniche di gioco vecchie di 12 anni e riadattarle in un gioco che si prospetta essere un blockbuster.
Da che parte stai?
Una delle prime novità che si riscontrano una volta entrati nel mondo di Need for Speed Hot Pursuit è indubbiamente quella (più intrigante) di poter interpretare, durante le gare, il ruolo degli inseguitori: in questo capitolo, infatti, non solo sarà possibile mettere fine ai sogni di gloria dei corridori clandestini, ma si potrà addirittura intraprendere una carriera all’interno della polizia stradale che, in base ai propri successi o insuccessi, determinerà il susseguirsi di promozioni e riconoscimenti.
Una volta lanciato il menù della demo, quindi, la prima scelta da fare è stata quella del lato dal quale stare: è inutile dire che il fattore novità ci ha spinto ad optare per una gara come poliziotto e, scelta una vettura tra le due disponibili, rispettivamente una Nissan 370Z ed una Ford Crown Victoria, si è partiti dal lato della strada una volta che i “clandestini” sono sfrecciati dinanzi al nostro bolide a tutto gas. Il senso di stabilità dimostrato dalla vettura durante l’inseguimento è stato davvero ottimo, forse addirittura eccessivo, questo a denotare il marcatissimo gameplay arcade che ci troveremo dinanzi nella versione finale del gioco, che prediligeva la guida spettacolare, con derapate in curva e sorpassi millimetrici, al perfezionismo tipico dei simulatori. Per riuscire nel proprio obbiettivo il nostro alter ego poligonale avrà a propria disposizione numerosi mezzi, due soli dei quali sono stati inseriti in questa versione di prova, e corrispondono alla striscia chiodata, lasciata sul manto stradale precisamente dietro il proprio mezzo quando richiesta e capace di mettere fine alla corsa sfrenata di uno degli avversari se usata nel giusto modo, e il posto di blocco, formato da altre vetture della polizia, capace di infliggere danni a chi vi transita contro a tutta velocità e più in generale utile per frenare chi sta tentando una rocambolesca fuga.
Se la scelta preventiva da effettuare prima della gara è invece ricaduta sul classico ruolo da fuorilegge, le possibilità di scelta in termini di “carrozza” sono leggermente più variegate, con sempre una Nissan 370Z Roadster, una Porsche Boxster Spyder ed una BMW Z4 sDrive35is tra cui scegliere prima di lanciarsi alla conquista della vittoria. Qui le cose sono molto meno atipiche e rispecchiano quanto già visto in molti altri titoli simili, con la possibilità di accumulare turbo correndo contromano ed evitando incidenti all’ultimo istante, e cercando di liberarsi provvisoriamente dei propri antagonisti a suon di sportellate.
Social Network? Quasi…
Un’altra interessante feature di questo nuovo capitolo della serie Need for Speed è indubbiamente la possibilità di confrontare il propri progressi in tempo reale con quelli dei propri amici della rete: le classifiche, infatti, sono aggiornate in base ai progressi sui vari circuiti e sarà possibile, al termine di ogni sessione, controllare i propri tempi e confrontarli con gli altri già inseriti e fatti registrare dai propri conoscenti: un nuovo modo di “Social Networkizzare”.
Le impressioni una volta spento il motore e scesi dalla vettura sono senza ombra di dubbio ottime. Già da prima di mettere le mani su questa demo, le aspettative erano elevatissime, soprattutto per merito del background dei Criterion Games, ma ora che anche i dubbi più latenti sono stati fugati con una dimostrazione pratica, possiamo affermare che questo Need For Speed Hot Pursuit sarà, a meno di repentini cambi di direzione, un successo.