Overwatch [Hands-on console]

Dopo l'ottimo esordio in beta su PC, il test su console, direttamente dall'evento organizzato da Blizzard
Scritto da @jabberwocky_VGNil 12 aprile 2016
Overwatch [Hands-on console] Anteprima

Su queste pagine abbiamo parlato già molte volte di Overwatch, il primo sperimentale FPS targato Blizzard, in modo particolare nel nostro provato della closed beta in versione PC, nella quale abbiamo tessuto le lodi del lavoro fatto da Jeff Kaplan &Co. Se si esclude il fatto che le versioni console avranno la stessa data di uscita dell’edizione PC, non eravamo a conoscenza di nessun ulteriore dettaglio riguardante ad Overwatch per PlayStation 4 ed Xbox One, e soprattutto non avevamo ancora visto né tanto meno provato su queste piattaforme lo sparatutto di Blizzard. Grazie ad un evento chiuso tenutosi lo scorso 7 aprile in quel di Milano - per la precisione nello Spazio Anni Luce - siamo riusciti, pad alla mano, a testare per un’oretta abbondante il lavoro finora svolto dal team di sviluppo californiano per quel che riguarda le versioni console, non prima però di aver ricevuto una adeguata introduzione e qualche ulteriore notizia legata ad Overwatch, al suo mondo di gioco e alla sua lore.

IFrame


Prima di tutto, un breve cappello

Con al fianco una sala riempita da una trentina di postazioni da gioco allestite sia con Xbox One sia con PlayStation 4, ci siamo quindi piazzati davanti ad uno schermo per ricevere come prima cosa il saluto video (registrato) dello stesso Jeff Kaplan, il quale ci ha parlato in breve della nascita di Overwatch e del suo imminente arrivo il 24 maggio 2016 in contemporanea su PlayStation 4, Xbox One e PC. Finito il breve video, ci è stata fornita una rapida introduzione su cosa sia Overwatch, anche se, dopo svariati mesi dalla sua presentazione, è ben difficile che vi siano ancora giocatori all’oscuro. In ogni caso, Overwatch è uno sparatutto online PvP, dove, all’interno di molteplici arene, si vanno a sfidare due squadre composte ciascuna da sei giocatori. Ancora una volta ci è stato ribadita la suddivisione dei ventuno personaggi nelle quattro classi - attacco, difesa, tank e supporto - e l’importanza di bilanciare queste ultime all’interno del proprio team, poiché il gioco di squadra e la cooperazione vengono spinti al massimo dai poteri specifici di tutti i personaggi. Prima che passassimo dalle parole ai fatti, ci è stato mostrato il corto dedicato a Widowmaker, la spietata cecchina infallibile nelle uccisioni da lontano, per farci capire come Blizzard con Overwatch non voglia semplicemente creare un nuovo titolo da dare in pasto ai giocatori, bensì una inedita IP con tanto di lore ed una storia da raccontare alle spalle di ognuno dei personaggi immischiati nella lotto tra uomini e macchine che sta imperversando sulla terra. Infine, avvicinandosi il momento della prova, tramite alcune schermate è stata mostrata la mappatura dei comandi sui controller Xbox One e PlayStation 4 (praticamente identici fra di loro), dalla quale emergono ancora una volta le differenze rispetto agli altri sparatutto in circolazione sul mercato: niente corsa con la pressione degli analogici e poteri arrivabili attraverso i tasti R1/RT, L1/LT e con l’abilità finale piazzata sul triangolo/Y.


Pad alla mano

Terminati finalmente i preamboli, ci è stata data la possibilità di provare in anteprima europea (si era tenuto qualche giorno prima un evento analogo direttamente ad Irvine, California) Overwatch, giocabile sia su Xbox One che su PlayStation 4. Nella nostra anteprima PC, fra i vari spunti positivi che il gioco ci aveva lasciato, figurava di certo la velocità degli scontri che, grazie ad un frame rate sbloccato, sono risultati sempre frenetici ed adrenalinici: non ce ne vogliate, ma sia la console Sony sia quella Microsoft sono andate in difficoltà con svariati titoli, con prestazioni al di sotto della sufficienza per via dei limiti tecnici che hanno costretto gli sviluppatori ha porre dei paletti sulle immagini per secondo, e questo aveva attivato in noi qualche campanello di allarme. Ci teniamo quindi immediatamente a precisare che questa tipologia di problematiche è del tutto assente in Overwatch, dove il frame rate ci è parso saldamente incollato alla fatidica cifra dei 60 fps sia su PlayStation4 che su Xbox One, dove anche la resa grafica, pur con le dovute proporzioni, non si discosta in maniera sensibile rispetto a quanto visto sui nostri PC. Naturalmente aspettiamo di vedere la versione finale del prodotto, ma nelle nostre sessioni di gioco in LAN, anche durante le fasi più concitate, con esplosioni, scudi attivati e pesante fuoco di sbarramento delle torrette, non veniva perso un singolo frame, consentendo così ad Overwatch di preservare la propria natura di shooter altamente veloce e dinamico. Non diciamo però certamente una eresia se ammettiamo che, giocando Overwatch con mouse e tastiera e su una configurazione PC di fascia alta, il titolo viene esaltato ancora di più per la rapidità di esecuzione e per la frenesia, condita sempre con un abbondante dose di tattica.

Overwatch è quindi un prodotto allo stesso tempo simile e differente su console e su PC: da un lato, non viene meno la componente strategica e la necessità di collaborare per avere successo negli scontri, ma dall’altra parte, l’utilizzo dei singoli personaggi muta evidentemente cambiando sistema di controllo e piattaforma su cui il titolo viene giocato. Per bilanciare al meglio tutti i ventuno eroi, sono evidenti i “ritocchi” eseguiti su molti di essi nella versione console: i più penalizzati sono senza ombra di dubbio i personaggi più “statici”, per intenderci vari Torbjorn e Bastion, i cui sistemi difensivi sono ora meno efficaci contro i rapidi attacchi portati dagli agili Tracer, Lucio o McRee. Questo non vuol dire di certo che alcuni eroi siano diventati del tutto inutili, ma semplicemente che altri fattori assumono un ruolo più decisivo, come ad esempio la conoscenza della mappa e lo sfruttamento di alcune postazioni strategiche: utilizzare Bastion ed attaccare a testa bassa scoprendosi alla offensive nemiche è solamente un suicidio, non avendo mosse da contrapporre a scatti e accerchiamenti, ma se si gioca di intelligenza, utilizzando come scudi angoli e stanze chiuse, il robot/carrarmato rimane ancora un ostacolo duro da abbattere.

Come era lecito aspettarsi, la mira assistita premia poi alcune tipologie di eroi, nello specifico proprio quelli con i quali è più difficile destreggiarsi su PC: se con mouse e tastiera utilizzare il fucile di precisione di Widowmaker era consigliabile solo ai giocatori più esperti, su console fare centro dalla lunga distanza risulta estremamente più semplice, così come andare a segno con un Soldato 76.

Dopo questa manciata scarsa di ore passate in compagni di Overwatch, possiamo affermare con certezza che il carisma e la natura del titolo non paiono in alcun modo mutati con il passaggio di piattaforma, anche se, con alle spalle una buona dose di gameplay su PC, è impossibile non notare le differenze, soprattutto in fatto di rapidità e risposta dei comandi, fra le due versioni, motivo per cui il cross-play console-PC rimane una pura utopia. 

Se prima avevamo qualche dubbio sulla tenuta di Overwatch su console, questa prova ha fugato al 99,9% ogni nostro dubbio.
ASPETTATIVA5/5
Borderlands 2 ( PC )Uno dei pochi sparatutto con una forte personalità.
Titanfall ( PC )Lo sappiamo, centra poco, ma hanno appena annunciato Titanfall 2 e ci è tornato l'hype.
SCHEDAGIOCO
Cover Overwatch

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