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PES 2011 [Hands-on]
L’attacco al trono EA da parte di Konami.Scritto da Dario "Daghelor" Vanacoreil 15 Settembre 2010Ci siamo fin troppo abituati, nel corsi di questi ultimi anni, a guardare con aria di superiorità, come giudici dal verdetto facile, la sfida che, come accade ormai da oltre un decennio sulle console di casa Sony, si perpetra tra il calcio visto (e riprodotto) da Electronic Arts e quello di Konami. Una sfida che, come ogni buona battaglia che si rispetti, vede schierarsi da una parte e dall’altra, a priori, milioni di fan, pronti a sacrificarsi (in senso lato) pur di difendere il proprio pupillo. E’ anche vero, però, che di “disertori”, se così li possiamo chiamare, che sono passati da un lato della barricata all’altro, ce ne sono stati, soprattutto negli ultimi due anni, quando il figliol prodigo Fifa è ritornato alla ribalta, sfruttando un periodo di scarsa brillantezza di quella che, fino a PES 5, era stata la miglior trasposizione videoludica di calcio. Ma gli anni passano e gli errori servono a far maturare. Vi state chiedendo se PES è maturato dall’ultimo capitolo della serie?
Anno nuovo, PES nuovo.
Che gli sviluppatori non abbiano vivacchiato troppo durante quest’ultimo anno è risultato chiaro fin dai primi video di gameplay mostrati alle varie conferenze estive che si sono tenute in varie parti del globo, da Los Angeles a Colonia: d’altronde, prendersi l’ennesimo anno di riposo, dopo due capitoli che non brillavano di luce propria, sarebbe stato un suicidio, dal punto di vista del marketing e della concorrenza, che vede contrapporsi a PES un certo Fifa, campione di vendite dell’ultimo biennio. La prima cosa che salta all’occhio, lanciata la demo e superata la schermata iniziale, è l’organizzazione dei menù: abbandonata la classica e strutturata forma a riquadri, insita nella serie fin dagli albori (quando non si parlava ancora di Pro Evolution ma di ISS pro), quello che ci viene mostrato è un quadro molto più organico ed organizzato, che evidenzia quanto sia stato fatto sotto il profilo tattico. Non si tratterà quindi solo di schierare la formazione in campo all’inizio del match, ma sarà possibile scegliere il proprio approccio alla gara (difensivo, standard oppure offensivo), stabilire prima dell’inizio del match le sostituzioni da effettuare, per rinvigorire le forze in campo, oppure modificare la tattica in corsa per difendere il risultato oppure lanciarsi tutti in avanti per un disperato (e pericoloso) tentativo di pareggio/vittoria.Questione di stile
Ma non è solo tutta tattica la miscela che Konami ha versato nel proprio calderone: se negli anni passati i miglioramenti (se così li si poteva chiamare) vedevano un perfezionamento delle movenze dei calciatori in campo oppure una fisica migliorata della palla, quest’anno la casa nipponica ha deciso di ripartire da zero, o quasi. Abbandonate le “classiche” divise tubolari, che a molti avevano fatto storcere il naso, i nuovi completini appaiono molto più naturali e risultano più gradevoli all’occhio. Migliorato risulta anche il movimento dei campioni in campo, molto più fluido, soprattutto nell’implementazione del nuovo sistema di passaggi, il Pro Passing, che obbliga gli utenti ad una maggiore accuratezza in fase di impostazione di lanci e passaggi perché questi arrivino effettivamente a destinazione, dosando attentamente la forza e curando la direzione affinchè non vengano intercettati da qualche avversario che si sposti sulla traiettoria. Una plauso va poi anche alla sagacia tattica con cui i difensori stanno in campo, mantenendosi sempre in linea, in caso di rapido contropiede subìto, e con un uomo sempre pronto a coprire il primo palo in caso di uscita del portiere.Non ci siamo!
Se da un lato PES 2011 mostra netti miglioramenti c’è un “darkside” che, purtroppo, non lascia spazio a futili scuse. Tanto decantata dagli sviluppatori è stata l’implementazione, in questo nuovo capitolo, del movimento dei giocatori a 360°: un passo necessario per avvicinarsi a Fifa, che ne ha fatto uso già a partire dallo scorso anno. Ebbene quello che abbiamo avuto modo di vedere nella demo rilasciata su PSN Plus è stato il classico schema a 16 assi (invece dei canonici 8) che determinava le possibili direzioni verso cui poteva scattare il giocatore. Continuando a soffermarci sul gameplay, quello che è saltato subito all’occhio, poi, sono state le animazioni fin troppo lunghe, che costringevano ad un’attenta pianificazione delle mosse in campo quasi si trattasse di una partita di scacchi, dal momento che uno scatto nell’attimo sbagliato poteva portare ad un contrasto con un difensore e conseguente perdita di possesso palla, data l’estensione di ogni singola animazione. Altro “neo” di questo PES 2011 è indubbiamente la “pesantezza” dei giocatori: se si è detto, a ragione, che Fifa prediliga dare importanza ad una manovra ariosa ed in velocità, penalizzando quindi squadre con difese lente, bisogna dire che Konami ha intrapreso la strada opposta, costringendo quindi i videogiocatori a guardare impotenti un Messi che viene recuperato in velocità senza troppi affanni da un (notoriamente non velocissimo) Demichelis; certo, questo permette agli sviluppatori di porre maggiore enfasi sul sistema di dribbling e finte, assegnato allo stick anaologico di destra, ma cosa accadrà quando, nel gioco completo, si sceglierà una squadra con “palleggiatori” scarsi? Senza contare poi l’inefficienza dei portieri, utili solo sui tiri centrali…Ritorni ad ottobre.
Non resta altro da fare che rimandare, per non bocciare definitivamente, il giudizio su questo PES 2011 a data da destinarsi, casomai successivamente alla release della demo di Fifa11 per un confronto appropriato che non mancheremo di pubblicare. Restate sintonizzati per vedere chi la spunterà, anche se, ad una prima occhiata, si potrebbe avere già un’idea e mezza: non dimenticate però che nel calcio il pallone è rotondo.
Pro Evolution Soccer 2011
- data d'uscita: 30 settembre 2010
- produttore: Konami
- sviluppatore: Konami
- Distributore: Halifax
- Genere: Calcio
- Multiplayer: Sì
- Sito di Pro Evolution Soccer 2011
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